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Il Pdl fa (ri) saltare le nomine Rai
Scontro tra Gianfranco Fini e Alfano
Scontro tra Gianfranco Fini e Alfano
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Ancora fumata nera per la nomina parlamentare dei 7 consiglieri nel cda della Rai. Schifani sostituisce Amato con Viespoli. E Fini attacca: "Perché ora? hanno paura di un risultato non gradito?"
REDAZIONE - 04.07.2012
Ancora fumata nera per la nomina parlamentare dei 7 consiglieri nel cda della Rai. Ed è caos perché Pd e Fli chiedono a Monti di commissariare l'elezione, Renato Schifani, sostituisce il senatore Paolo Amato con Pasquale Viespoli, il presidente della commissione Sergio Zavoli decide che domani si voterà ad oltranza.
Terminato l'ufficio di presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Luciano Sardelli, del gruppo misto, ha infatti detto lasciando i locali della commissione, dichiara: ''Ci sara' un comunicato ufficiale ma l'intenzione del presidente Sergio Zavoli e' di convocare il seggio elettorale della vigilanza per domani mattina alle 9. E poi si potrebbe votare a oltranza fino all'elezione dei 7 componenti del Cda dell Rai di nomina parlamentare''. Dopo poco Renato Schifani, sostituisce il senatore Paolo Amato nella Commissione di vigilanza con il senatore Pasquale Viespoli di Coesione nazionale. In questo modo la rappresentanza del centrodestra in commissione risulta inalterata.
Erano stati Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, presidente e vicepresidente dei senatori del Pdl a porre il problema della sostituzione di Amato dopo che quest'ultimo aveva annunciato di votare nel Cda per Flavia Piccoli Nardelli, su cui in modo trasversale erano confluiti ieri 5 voti
Ma Amato si ribella: “Non si può sostituire chi dissente.
Nel frattempo scende in campo il Pd: "Lo spettacolo indecente che il Pdl sta inscenando per uccidere la Rai non può andare avanti. La situazione si sblocchi o commissariamento". Lo ha affermato in una dichiarazione il responsabile Informazione del Pd Matteo Orfini, commentando l'impasse in Vigilanza sul rinnovo del cda della Rai. "Prima per mesi si impedisce una riforma della governance in nome della necessità di procedere con la Gasparri. Poi, al dunque, si paralizza la Commissione con il solo obiettivo di mettere ancora più in difficoltà l'azienda e di mantenere al proprio posto i responsabili del disastro. A questo punto - ha affermato Orfini- le alternative sono solo due: o la situazione si sblocca immediatamente o il governo deve intervenire commissariando viale Mazzini. E oggi ci sono tutte le condizioni per farlo".
D'accordo il Pdci: "Quanto accaduto oggi è l'ulteriore conferma che i nominati di Berlusconi, con l`ennesimo soccorso dei Radicali, proseguono indefessi la loro opera scientifica di distruzione di quel che resta del servizio pubblico radiotelevisivo". E` il commento di Alessandro Pignatiello, della Segreteria nazionale del Pdci, a commento di quanto accaduto in commissione di vigilanza. "Non si può rimanere ancora inermi di fronte a questo scandalo. E` fondamentale cancellare subito la legge Gasparri, superare la lottizzazione e ricostruire un servizio realmente pubblico, coinvolgendo il meglio della professionalità e dell'intellettualità italiana", conclude.
E Di Pietro aggiunge: "Quanto sta avvenendo, in queste ore, in Commissione di vigilanza Rai è inaudito. E' un comportamento indegno e inammissibile in un Paese civile e democratico. Il Pdl, pur di non perdere la maggioranza nel Cda, sta tenendo in ostaggio l'intera commissione. Ciò al fine di controllare gli introiti pubblicitari e il bilancio della tv pubblica, nonché l'informazione".
Scontro Alfano-Fini. Il presidente della camera attacca: "Schifani ha ravvisato l'urgenza di intervenire solo oggi perchè era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse, saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica?". E il segretario del Pdl Alfano risponde: "Non accettiamo, quindi, alcuna critica, a maggior ragione da parte di chi, in pieno esercizio del suo alto ruolo istituzionale, ha fondato un partito, ha indetto riunioni nello studio a lui assegnato in qualità della sua carica ed è più volte intervenuto - ha concluso Alfano - in maniera strumentale e partigiana nelle dinamiche politiche e parlamentari tentando di orientarle dall`alto del suo scranno. Il presidente Schifani dovrebbe essere preso da esempio proprio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi lo critica".





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