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Arrivano i 7 consiglieri Rai
ci sono Colombo e Tobagi
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Dopo le fumate nere per l'ostruzionismo di Lega e Pdl si arriva alla nomina dei 7 consiglieri che spettano al parlamento. Ieri lo scontro tra Fini e Schifani (Leggi l'articolo di Andre Fabozzi)
REDAZIONE - 05.07.2012
Alla fine dopo i ribaltoni e le fumate nere per l'ostruzionismo di Lega e Pdl si arriva alla nomina dei 7 consiglieri nel cda Rai che spettano al parlamento. Ieri lo scontro molto duro tra i presidenti di camera e senato Fini e Schifani perché quest'ultimo aveva sostituito Paolo Amato con Pasquale Vispoli (Leggi l'articolo di Andre Fabozzi)
Usigirai
Le nomine della commissione di Vigilanza per il nuovo Cda Rai "ci rassicura in parte, la procedura di sciopero resta aperta, abbiamo tempi tecnici per poter attendere che non ci siano riservate altre sorprese sull'elezione del presidente". Lo dichiara Carlo Verna, segretario dell'Usigrai, per il quale "uno scontro tra i presidenti dei due rami del Parlamento e una pessima figura per la mancata parita' di genere" sono le "gravi ferite" che restano dopo la fumata bianca in Vigilanza. Ennesima prova di quanto sia urgente superare l'attuale normativa relativa alla governance".
Nominati Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi
"Il Partito democratico ha onorato il suo impegno pubblico a votare per il nuovo CdA della Rai i candidati espressi dalle associazioni della società civile, e augura buon lavoro a Benedetta Tobagi e a Gherardo Colombo così come spera che i consiglieri eletti da PdL e Lega sappiano mettersi al servizio dell'interesse pubblico. Sull'esito del voto di stamane pesa la più che discutibile decisione del Presidente del Senato Schifani che ha sostituito, in corso di votazione, un componente PdL della commissione non dimissionario, reo di aver espresso nei giorni scorsi un voto difforme dalle indicazioni del suo gruppo". Lo ha affermato il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, Fabrizio Morri. "Ribadiamo - ha proseguito Morri - che si tratta di un fatto mai accaduto in precedenza nella vita parlamentare. Un gesto, se non illegittimo, di 'prepotenza' istituzionale che ha alterato la composizione della commissione e quindi degli eletti nel CdA. Tutto ciò ci da ulteriore determinazione nella battaglia per cambiare la legge Gasparri al più presto, perché noi del PD, e non da soli, vogliamo una Rai autonoma, indipendente, autorevole e pluralista. Spiace che altri, come il Pdl e Lega, la continuino a vivere come bottino di guerra".
Fini dopo lo scontro con Schifani: "La decisione del presidente del Senato e' legittima. Puo' capitare pero' anche all'arbitro piu' imparziale di fischiare un rigore inesistente per far vincere la squadra del cuore. E' accaduto". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistato da SkyTg24, ricorre ad una metafora calcistica per tornare sulla polemica con Renato Schifani sulle nomine del Cda Rai.





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