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BULGARIA
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mondo
Attentato contro Israele muoiono
otto persone, era un kamikaze
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Una bomba è scoppiata su un autobus che portava 40 persone in vacanza. Secondo il primo ministro Netanyahu dietro all'attentato ci sarebbe l'Iran. Forte condanna degli Usa
Luca Fazio - 19.07.2012
Almeno otto cittadini israeliani ieri alle 17,30 sono morti in Bulgaria in seguito ad un attentato. Erano appena saliti su tre autobus dopo essere sbarcati da un volo Tel Aviv-Burgas, una località marittima sulle coste del mar Nero, una specie di Rimini bulgara molto frequentata dai turisti israeliani. Secondo le prima testimonianze, una forte esplosione avrebbe sventrato un autobus parcheggiato nel terminal dell'aeroporto Sarafovo con a bordo quaranta persone. Le fiamme avrebbero immediatamente coinvolto anche gli altri quattro autobus vicini con a bordo turisti non solo israeliani. La zona dell'attentato è stata completamente isolata, l'aereoporto chiuso e tutti i voli dirottati verso un'altra città del mar Nero. Si tratta del primo attentato terroristico contro degli israeliani in Bulgaria.
Il bilancio è provvisorio e sembra che ci siano almeno trenta persone ferite, tanto che il ministero degli Esteri israeliano ha inviato a Burgas un'équipe di esperti per coadiuvare le operazioni di soccorso e le indagini della polizia bulgare. La natura dell'esplosione non è ancora chiara. Un testimone intervistato dalla radio dell'esercito israeliano avrebbe parlato di un kamikaze che sarebbe riuscito ad avvicinarsi alle porte dell'autobus, mentre altri danno credito all'ipotesi di una bomba ad alto potenziale. «L'esplosione di Burgas - ha commentato il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak - rappresenta per Israele un attacco pesante. Israele saprà trovare e punire i responsabili. Nel frattempo gli israeliani mantengano i nervi saldi e continuino a viaggiare all'estero».
Lo scorso inverno i servizi israeliani avevano già avvertito la Bulgaria - con cui storicamente ci sono sempre state delle relazioni eccellenti - della possibilità di un attacco terroristico contro cittadini israeliani. L'attacco potrebbe avere ripercussioni molto importanti sul piano internazionale. Il premier Benyamin Netanyahu, quando le notizie erano ancora frammentarie, ha già puntato il dito contro il presunto colpevole: «Tutto indica che dietro l'attentato in Bulgaria ci sia l'Iran. Negli ultimi mesi abbiamo visto tentativi iraniani di colpire israeliani in Thailandia, India, Georgia, Kenya, Cipro e altrove. Si tratta di una offensiva terroristica su scala mondiale. Israele risponderà con forza al terrorismo iraniano». Netanyahu ha anche ricordato che questo attentato cade nel 18esimo anniversario di una strage compiuta a Buenos Aires dagli Hezbollah libanesi con l'aiuto dei servizi iraniani (morirono 85 persone della comunità ebraica argentina).
Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto che «gli Stati uniti condannano nei termini più forti possibili l'attentato che si è verificato in Bulgaria». Il presidente Barak Obama viene costantemente aggiornato sulla situazione.
Il bilancio è provvisorio e sembra che ci siano almeno trenta persone ferite, tanto che il ministero degli Esteri israeliano ha inviato a Burgas un'équipe di esperti per coadiuvare le operazioni di soccorso e le indagini della polizia bulgare. La natura dell'esplosione non è ancora chiara. Un testimone intervistato dalla radio dell'esercito israeliano avrebbe parlato di un kamikaze che sarebbe riuscito ad avvicinarsi alle porte dell'autobus, mentre altri danno credito all'ipotesi di una bomba ad alto potenziale. «L'esplosione di Burgas - ha commentato il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak - rappresenta per Israele un attacco pesante. Israele saprà trovare e punire i responsabili. Nel frattempo gli israeliani mantengano i nervi saldi e continuino a viaggiare all'estero».
Lo scorso inverno i servizi israeliani avevano già avvertito la Bulgaria - con cui storicamente ci sono sempre state delle relazioni eccellenti - della possibilità di un attacco terroristico contro cittadini israeliani. L'attacco potrebbe avere ripercussioni molto importanti sul piano internazionale. Il premier Benyamin Netanyahu, quando le notizie erano ancora frammentarie, ha già puntato il dito contro il presunto colpevole: «Tutto indica che dietro l'attentato in Bulgaria ci sia l'Iran. Negli ultimi mesi abbiamo visto tentativi iraniani di colpire israeliani in Thailandia, India, Georgia, Kenya, Cipro e altrove. Si tratta di una offensiva terroristica su scala mondiale. Israele risponderà con forza al terrorismo iraniano». Netanyahu ha anche ricordato che questo attentato cade nel 18esimo anniversario di una strage compiuta a Buenos Aires dagli Hezbollah libanesi con l'aiuto dei servizi iraniani (morirono 85 persone della comunità ebraica argentina).
Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto che «gli Stati uniti condannano nei termini più forti possibili l'attentato che si è verificato in Bulgaria». Il presidente Barak Obama viene costantemente aggiornato sulla situazione.




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