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OLIMPIADI (parte II)
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visioni
Ecco a voi la cerimonia di stasera
firmata Danny Boyle
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Il regista di Trainspotting ha scelto per la musica gli Underworlds e la colonna sonora andrà dai Beatles ai Sex Pistols:il "la" lo darà Shakspeare, per un viaggio attraverso l'identità inglese
Matteo Patrono - 27.07.2012
L'Isola delle meraviglie cui allude il titolo della cerimonia, Isles of Wonder, è una citazione shakespeariana de La Tempesta e ai rintocchi della campana più grande d'Europa forgiata nella fonderia di Whitechapel (quella del Big Ben) Kenneth Branagh si calerà nei panni di Calibano, il figlio della strega Sicorace che pur essendo straniero ha imparato a riconoscere le virtù della terra in cui è approdato più dei nativi che la governano. «Non temere, l'isola è piena di rumori», assicura il mostro. Londra e l'Inghilterra come simbolo di libertà, diversità e inclusione.
La prima parte dello show è un idillio bucolico sulla terra verde e piacevole descritta dal poeta William Blake in Jerusalem, vero inno nazionale non ufficiale di tutti gli inglesi. Un prato immenso, cottage e fattorie, 70 pecore, 12 cavalli, 10 polli, 9 oche, 3 mucche, un bel picnic e l'inevitabile partita di cricket. Ma Boyle non vuole mostrare solo il meglio dell'inglesità ed ecco allora l'altra faccia del paese raccontata da Jerusalem, i riti di Glastonbury, l'ombra oscura di Gwyn ap Nudd (signore delle tenebre) ma soprattutto «la terra dei mulini satanici», l'industrializzazione rappresentata dal Tamigi che scorre in mezzo alle ciminiere sulle note di Satisfaction dei Rolling Stones.
Ancora la Depressione e i bombardamenti della seconda Guerra mondiale ma anche la rinascita simboleggiata dalla infermiere del National Health Service (l'orgoglio del Welfare per tutti), dalle lotte delle suffragette per il diritto al voto delle donne, dallo sbarco dei caraibici che pose le basi per un paese multietnico. «Una cerimonia per capire chi siamo, chi eravamo e come vorremmo essere - ha spiegato Boyle - per riaffermare la nostra identità dopo gli anni della crisi che ha colpito l'occidente».
La rappresentazione arriva fino ai giorni nostri, fino alla regeneration olimpica del malfamato East End, culla di artisti e criminali, hacker e designer. Ma la parte più immaginifica è quella ispirata ai classici della fantasia per bambini, Peter Pan e Alice nel paese delle meraviglie, con uno scontro finale tra Lord Voldemort (il cattivone di Harry Potter) e le tate volanti di Mary Poppins.
Niente segreti nemmeno sulla colonna sonora, la cui direzione musicale è stata affidata agli Underworld con cui Boyle lavora dai tempi di Trainspotting. La playlist comprende un po' di tutto, dai Beatles agli Who, dai Sex Pistols a Vangelis (la sinfonia di Momenti di Gloria accompagnerà tutte le premiazioni dei giochi) fino a Dizzee Rascal e Tinie Tempah. La chiusura però è stata affidata a Paul McCartney che farà cantare lo stadio sulle note di Hey Jude, prendi una olimpiade triste e rendila migliore. In mezzo a questo caleidoscopio di suoni, colori e emozioni, la sfilata dei 10.500 atleti di Londra 2012 che in realtà saranno parecchi meno perché molti hanno deciso di restare al villaggio olimpico e guardarsi la festa in tv che domani è già tempo di gare. Sarà la regina in persona a dichiarare aperti i XXX Giochi dell'era moderna ma chi sogna l'oro ha altro a cui pensare. O al massimo twittare.





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