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cultura
E' morto Gore Vidal
il critico della Casa bianca
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E' deceduto per complicazioni da polmonite. Scrittore di grandi testi come “Giuliano”, “Myra Breckinridge”, “Hollywood” o “Impero”. Era stato consigliere di J.F.K. Per lungo tempo aveva soggiornato a Ravello
REDAZIONE - 01.08.2012
Addio a Gore Vidal, scrittore, drammaturgo, saggista e sceneggiatore statunitense, enfant terrible della cultura americana. Vidal è morto nella sua casa di Hollywood Hills, nel pomeriggio di martedì per complicazioni da una polmonite. Lo scrittore, che viveva solo a casa, era da tempo malato. Capace di un'acuta osservazione della realtà, Vidal era considerato uno degli intellettuali piu critici con la politica ufficiale del suo Paese al pari di Susan Sontag o Noam Chomsky, ma era anche nel gotha del mondo letterario delle generazione di Norman Mailer e Truman Capote.
L'autore di “Giuliano”, “Myra Breckinridge”, “Hollywood” o “Impero”, ma anche autore di sceneggiature di film di successo come “Improvvisamente l'estate scorsa” e “Ben-Hur” si era stabilito a Los Angeles nel 2003 dopo aver risieduto a lungo in Italia, a Ravello; e proprio nella villa “La Rondinaia, dove trascorrevano le vacanze i suoi amici famosi -da Orson Wells a Mick Jagger, da Rudolf Nureyev a Paul Newman e Tennessee Williams, Vidal aveva scritto le sue maggior opere. Avido scrittore, Vidal aveva anche una viva passione politica (di recente era stato molto critico con la politica imperialista di George W.Bush), capace di offrire una visione caustica, non convenzionale e satirica del modo di vivere degli americani; a soli 22 anni, aveva cominciato a stupire la comunità letteraria americana con il suo romanzo “La Statua di Sale”, probabilmente autobiografico e con una tematica apertamente omosessuale. Eugene Luther Vidal jr era nato il 3 ottobre 1935 nell'accademia militare di West Point, unico figlio di Nina Gore e Eugene Vidal, dove il padre era istruttore militare di aviazione. Ma fu il nonno, che era stato senatore dell'Oklahoma, a influenzare la sua formazione e con cui visse dai 10 dieci anni dopo il divorzio dei genitori. Proprio il cognome del nonno tanto amato, ben presto divenne il suo nome di battesimo; e comunque il nonno, che era cieco e a cui leggeva i testi, ebbe grande influenza su di lui e sulla sua passione per la politica. Dopo il divorzio, la madre sposò Hugh Auchincloss, che più tardi divenne anche il patrigno di Jacqueline Kennedy; e proprio questo rapporto gli diede accesso ai Kennedy alla Casa Bianca, dove divenne consigliere personale del presidente JfK. Del resto, come diceva spesso, “l'unica cosa che ho sempre voluto era fare è il presidente”.
Quando parlò di Andreotti
Un piccolo aneddoto, un suo ricordo di una conversazione con Giulio Andreotti: “Una volta parlavo con Andreotti del successo economico dell'Italia, che era diventata la quinta potenza mondiale, e gli ho chiesto se avesse mai pensato di vivere fino ad un giorno in cui l'Italia sarebbe stata così ricca e prospera. E Andreotti mi rispose 'certo no, ci dicevano quando eravamo a scuola che non saremmo mai potuti diventare una potenza economica perché non avevamo le risorse. Sono rimasto felicemente sorpreso', mi disse''. E in controluce - tra le righe di memorie che raccontano un mondo di artisti, scrittori, star del cinema internazionali che gravitavano intorno alla Roma ed alla costiera - Vidal parlava anche degli anni di piombo di quel terrorismo che, visto dagli amici d'Oltreoceano che lo incoraggiavano a tornare ''sembrava far precipitare l'Italia nel caos''. Ma lo scrittore non ha mai abbandonato Ravello - lasciata solo in anni più recenti, ''per la terra del Cedars Sinai'', il famoso ospedale di Los Angeles dove era stato ricoverato il suo compagno di una vita Howard Austen morto nel 2003- ''non pensavo proprio che l'Italia potesse essere destabilizzata'' spiegava .





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