sabato 16 febbraio 2013
indice
EDITORIALE
08.02.2013 GIANFRANCO CAPITTA
MEMORIA
03.02.2013 ANTONELLO CATACCHIO
FOTOGRAFIA
28.12.2012 Federico Cartelli
MOSTRE
27.12.2012 Manuela De Leonardis
TORINO FILM FESTIVAL
14.12.2012 Cristina Piccino
MUSICA
13.12.2012 Marco Boccitto
MUSICA
29.11.2012 Gianluca Diana
AUTORI
28.11.2012 Diego Percassi
MUSICA
27.11.2012 Gianluca Diana
MUSICA
21.11.2012 Diego Percassi
REGGIO EMILIA
17.11.2012 SILVIA PARMEGGIANI
SASSARI
16.11.2012 GABRIELLE LUCANTONIO
ROMA
16.11.2012 redazione
CINEMA
01.11.2012 Marco Giusti
REGGIO EMILIA
12.10.2012 SILVIA PARMEGGIANI
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
TEATRO POVERO - visioni
Il contadino che beffò
i grandi speculatori
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
GIANFRANCO CAPITTA
03.08.2012
A Monticchiello la favola popolare di Campriano. Il racconto che ogni anno gli abitanti approntano per la scena, ha la caratteristica non comune di nascere dalle loro esperienze e dai loro pensieri

GIANFRANCO CAPITTA - 03.08.2012
Resiste un sapore a Monticchiello (e non è solo quello dei pici sopraffini) che rende i suoi spettacoli diversi da qualunque altro. Il racconto che ogni anno gli abitanti (di generazioni diverse, che continuano a rinnovarsi) approntano per la scena, ha la caratteristica non comune di nascere dalle loro esperienze e dai loro pensieri. E dai loro ricordi, che danno sale e corpo alle fantasie con cui tutti noi ci troviamo a confrontarci. Anzi più spesso sono incubi, come quelli che le cronache in questi mesi ci vomitano minacciosamente ogni sera addosso. Ma è molto bello, se non completamente rassicurante, rispecchiare le nostre ansie in quelle simili che gli attori /cittadini ci raccontano sulla scena. Rende il fardello meno tragico, e forse dà una qualche indicazione di via d'uscita, almeno come scelta di un percorso.
Giunto alla sua 46° esperienza, il Teatro Povero di Monticchiello non può fare a meno di confrontarsi con la crisi, che anche il Val d'Orcia, e in Toscana, colpisce duro, costringendo a conti e tagli drastici. Ma gli abitanto di questa valle e di queste mura antiche, sono avvertiti, e nelle loro riunioni preparatorie al Granaio che è la loro sede, sanno che proprio quello più angustia tutti, dev'essere il cuore dello spettacolo annuale. E quest'anno è il gioco finanziario che tutti colpisce e impoverisce a risultare protagonista, quel vortice di piraterie di borsa e di banca a cui pare non esserci modo di reagire. Come quei giochi traditori che si facevano da piccoli, anche il Val d'Orcia, in particolare Palla avvelenata, che contiene quella carica ambigua che ben si adatta a fare da titolo allo spettacolo di quest'anno (in scena fino al 14 agosto, lunedì riposo, info 0578 755118).
L'antidoto che la comunità di Monticchiello, chiusa nelle sue mura medievali solo per anagrafe, perché poi ognuno si confronta col lavoro e con i rapporti che lo portano a muoversi per tutta la megalopoli della Toscana meridionale, è proprio la memoria: delle passate esperienze e dei saperi ereditati (quasi coltivati con cura) nel passaggio da una generazione a un'altra. Anche se non ci sono più i padri fondatori del Teatro Povero, non solo viene dedicata loro l'andata in scena (Alpo Mangiavacchi, meraviglioso e soave Balzellino, e Osvaldo Bonari, sono scomparsi in quest'ultimo anno), la loro sapienza è rimasta intatta nei concittadini che vanno in scena. Così che con mano sicura (quella del regista Andrea Cresti, che da anni ha assunto la responsabilità scenica)mettono in atto dopo un prologo collettivo di grande effetto, quel doppio registro di cui il loro teatro è divenuto un commovente esempio.
Alle miserie di oggi, viene trovato nel patrimonio tradizionale della comunità un elemento di racconto che ne rispecchi i caratteri. Che questa volta è una favola antica, dal sapore medievale, quasi una beffa del Decamerone. È la favola di Campriano, il contadino poverissimo ma accorto che viene vessato da uno speziale dopo l'altro, che avidi gli offrono sempre meno denaro per il prezioso miele secreto dalle api di lui. Saranno avidi e senza scrupoli, come certi nostri politici o come certi manager della finanza che ci pare di ben conoscere, ma il concretissimo buon senso di Campriano si rivelerà in grado di beffarli, oltre a farli fallire come «banalissimi» Lehmann Brothers.
La favola antica è gustosa, realizzata con cura e maestria particolare, e fa ridere e commuove. Allo stesso modo in cui allerta e scalda la presa di coscienza dell'oggi, nella scelta del fare e non solo di lamentarsi. Identica la grazia, identico l'incoraggiamento che dalle mura di Monticchiello esala. Dopo averci conquistato, e ridato un po' di fiducia, anche a noi cittadini/spettatori.
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it