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OLIMPIADI
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sociale
Schwazer dietro il controllo
il legame con il dott. Ferrari
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L'atleta era seguito dalla Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, su segnalazione della procura di Padova. Era nella lista di uno dei medici più discussi che ruotano intorno allo sport italiano.
NICOLA SELLITTI - 08.08.2012
Il test antidoping a sorpresa su Alex Schwazer dello scorso 30 luglio a Oberstdorf era mirato. L'atleta azzurro, campione olimpico a Pechino 2008, era seguito sotto traccia dalla Wada, l'Agenzia mondiale antidoping. Perché l'altoatesino reo confesso di aver assunto l'epo in vista della 50 chilometri di marcia a Londra, figura nella lista di atleti trattati dal dottor Michele Ferrari. Uno dei medici più discussi che ruotano intorno allo sport italiano. L'inchiesta su Ferrari è stata condotta dalla procura della repubblica di Padova. Il controllo a sorpresa ai danni di Schwazer in Germania sarebbe quindi il frutto di un lavoro d'intelligence, coordinato dall'unità speciale che si trova in Francia, a Lione.
Tra gli elementi che hanno insospettito gli inquirenti, il lungo periodo trascorso a Saint Moritz da Schwazer, che oggi parlerà alla stampa da Bolzano, per rifinire la preparazione. La località invernale è uno dei posti maggiormente frequentati dallo stesso Michele Ferrari. Il Coni ha immediatamente sospeso Schwazer ma ci sarebbero anche altri atleti olimpici ad aver avuto a che fare con Ferrari. E tocca ora alla procura nazionale antidoping ricostruire tutto il percorso e individuare le più che probabili complicità all'interno del sistema. Anche perché la frequentazione con Ferrari aveva messo già nei guai il ciclista Pippo Pozzato, escluso dalla lista dei convocati per la prova in linea ai Giochi proprio per il certificato rapporto con il discusso medico ferrarese. Ferrari è noto soprattutto nell'ambiente ciclistico, ma anche nel calcio, sci e atletica. Preparatore storico di Lance Armstrong - risultato positivo all'epo il 23 agosto 2005 a un test postdatato sulle urine del Tour 1999 -, il medico spiegava tre anni fa di elaborare programmi di allenamento per oltre cento atleti, sempre in segreto. E che aveva lavorato con il kazako e nuovo campione olimpico su strada a Londra Alexander Vinokourov, positivo per emotrasfusione al Tour de France 2007, e con il tedesco Sinkewitz, positivo al testosterone. Ferrari, l'erede del professor Conconi di Ferrara.
Due figure che hanno segnato lo sport italiano di vertice degli anni Ottanta e Novanta, tra medaglie, collaborazioni ufficiali e documentazioni inquietanti sul trattamento medico cui si sottoponevano decine di atleti. Entrambi imputati, poi assolti, dal 1998 al 2004 nel processo nella città emiliana. Accuse dell'epoca: somministrazione di medicinali pericolosi per la salute, commercio di sostanze alimentari nocive, esercizio abusivo della professione di farmacista, frode sportiva, per Conconi anche associazione per delinquere. Ferrari poi ha evitato la condanna per doping al processo di Bologna solo per la mano benevola della prescrizione, scattata tra il primo giudizio - in cui era stato condannato - e il secondo grado d'appello. Recentemente è stato bandito anche dall'Usada, l'agenzia antidoping americana. Secondo l'accusa, avrebbe suggerito ai suoi atleti - ovvero i corridori della Us Postal, il team di Lance Armstrong vincitore sette volte al Tour de France - come assumere prodotti dopanti evitando di essere pizzicati nei controlli.
Tra gli elementi che hanno insospettito gli inquirenti, il lungo periodo trascorso a Saint Moritz da Schwazer, che oggi parlerà alla stampa da Bolzano, per rifinire la preparazione. La località invernale è uno dei posti maggiormente frequentati dallo stesso Michele Ferrari. Il Coni ha immediatamente sospeso Schwazer ma ci sarebbero anche altri atleti olimpici ad aver avuto a che fare con Ferrari. E tocca ora alla procura nazionale antidoping ricostruire tutto il percorso e individuare le più che probabili complicità all'interno del sistema. Anche perché la frequentazione con Ferrari aveva messo già nei guai il ciclista Pippo Pozzato, escluso dalla lista dei convocati per la prova in linea ai Giochi proprio per il certificato rapporto con il discusso medico ferrarese. Ferrari è noto soprattutto nell'ambiente ciclistico, ma anche nel calcio, sci e atletica. Preparatore storico di Lance Armstrong - risultato positivo all'epo il 23 agosto 2005 a un test postdatato sulle urine del Tour 1999 -, il medico spiegava tre anni fa di elaborare programmi di allenamento per oltre cento atleti, sempre in segreto. E che aveva lavorato con il kazako e nuovo campione olimpico su strada a Londra Alexander Vinokourov, positivo per emotrasfusione al Tour de France 2007, e con il tedesco Sinkewitz, positivo al testosterone. Ferrari, l'erede del professor Conconi di Ferrara.
Due figure che hanno segnato lo sport italiano di vertice degli anni Ottanta e Novanta, tra medaglie, collaborazioni ufficiali e documentazioni inquietanti sul trattamento medico cui si sottoponevano decine di atleti. Entrambi imputati, poi assolti, dal 1998 al 2004 nel processo nella città emiliana. Accuse dell'epoca: somministrazione di medicinali pericolosi per la salute, commercio di sostanze alimentari nocive, esercizio abusivo della professione di farmacista, frode sportiva, per Conconi anche associazione per delinquere. Ferrari poi ha evitato la condanna per doping al processo di Bologna solo per la mano benevola della prescrizione, scattata tra il primo giudizio - in cui era stato condannato - e il secondo grado d'appello. Recentemente è stato bandito anche dall'Usada, l'agenzia antidoping americana. Secondo l'accusa, avrebbe suggerito ai suoi atleti - ovvero i corridori della Us Postal, il team di Lance Armstrong vincitore sette volte al Tour de France - come assumere prodotti dopanti evitando di essere pizzicati nei controlli.




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