invia per email
ricerca nella sezione attualità
utility
invia per email
ricerca
stampa
testo su due colonne
testo su una colonna
ingrandisci testo
riduci testo
reset testo
GOVERNO
-
politica
Fornero rivaluta la classe operaia
ma sono solo parole
ma sono solo parole
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
"Non si deve considerare il lavoro operaio di serie B è un lavoro che fa parte del nostro futuro", dice lady Elsa alla radio, ma sembra già dimenticare le sue politiche volte a smantellare lo statuto dei lavoratori.
REDAZIONE - 08.08.2012
"Sicuramente il prossimo autunno non sarà facile. Questa crisi è molto pesante e mette a rischio il futuro industriale del nostro Paese". E' l'allarme lanciato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, stamane ai microfoni di Radio Anch'io: "Sull'industria dobbiamo e possiamo puntare", ha tuttavia aggiunto, rimarcando che la responsabilità della situazione attuale non è solo della politica, "ma anche del credito e degli imprenditori stessi che devono avere un atteggiamento più volto all'investimento e alle aggregazioni che fanno economia di scala". Al contempo, la Fornero ha sottolineato la necessità di rivalutare la dignità della classe operaia. Non si deve considerare il lavoro operaio "di serie B - ha sostenuto - è un lavoro che fa parte del nostro futuro". Non poteva mancare un riferimento alla questione Fiat: "Per le affermazioni che ho avuto devo continuare a pensare che la Fiat mantenga i suoi impegni di investimento", ha detto il ministro del Lavoro. "Con Marchionne ci siamo sentiti recentemente e abbiamo pensato anche a un incontro ad agosto", ha aggiunto. Intanto uno studio Confcommercio punta il dito sull'Italia che si distingue per la diffusione di pagamenti irregolari e di tangenti: occupa nella graduatoria internazionale 2010 il 25° posto, prima della Slovacchia. "Al contrario - dice il rapporto - i paesi del Nord Europa, dove la corruzione è ritenuta quasi inesistente, occupano i primi posti della classifica". L'Italia è inoltre maglia nera per mancata semplificazione normativa, lungaggini burocratiche, bassa qualità dei servizi pubblici e onerosità degli adempimenti. Rispetto agli altri Paesi, si legge nel rapporto, "l'Italia registra il più basso livello di efficienza del sistema giudiziario ed è agli ultimi posti per la capacità di risolvere controversie tra imprese, per la diffusione di pagamenti irregolari e tangenti, per i costi e i tempi di adempimento degli obblighi fiscali".




• 