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CULTURA
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Teatro argentino e sudamericano
per tre giorni a Napoli
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La compagnia Itinerante di Buenos Aires a Napoli con il laboratorio sul Teatro Indipendente Argentino e Sudamericano e Teatro Post Dittatura, la mostra fotografica Mujeres Rebeldes e lo spettacolo Hija de la Tierra.
Adriana Pollice - 22.09.2012
Adriana Pollice
Tre giorni dedicati al teatro indipendente argentino, sudamericano e post dittature, a fare da guida la compagnia Itinerante di Buenos Aires, per la prima volta a Napoli ospite del collettivo La Balena negli spazi dell’ex Asilo Filangieri. Oggi e domani si svilupperà il laboratorio teorico (a sottoscrizione libera) rivolto agli addetti ai lavori ma anche a studenti e appassionati: “In Argentina – scrive la compagnia - a differenza del Brasile e dell’Uruguay il teatro indipendente si mantenne fuori dal controllo statale. Analizzeremo dunque gli inizi del Teatro Indipendente del 1900 per poi analizzare l’influenza di questo tipo di teatro sulla produzione dei decenni 1970 e 1980. La sua importante correlazione ha permesso a tutta una generazione di manifestarsi contro la repressione durante i colpi di stato militari”. A fare da contrappunto le immagini della mostra fotografica di Nino Oliveri “Mujeres rebeldes. Genero femenino, numero plural. Capitulo I: Mesoamerica”. Si tratta di un progetto in costruzione permanente sulle donne latinoamericane nei loro contesti di lotta quotidiana. La sezione esposta a Napoli propone immagini scattate tra il 2003 e il 2011 in Chiapas, Messico, Honduras, Guatemala nel mondo dei popoli originari. Volti e vicende ignorati ma presenti nella storia del continente, come la vita di Juana Azurduy eroina dell’indipendenza argentina, morta nel 1862 in assoluta miseria, dopo essere stata nominata tenete colonnello dell’esercito, raccontata nello spettacolo Hija de la tierra scritto, diretto e interpretato da Josefina Torino, in scena venerdì 21. Monologo liberamente basato sulla novella Juana Azurduy, la Teniente Coronela di Pacho O’Donnell e su frammenti di Nuestra Señora de Las Nubes di Arístides Vargas, miscela vicende reali con racconti popolari latinoamericani, per dare voce a una donna della rivoluzione, in lotta contro gli spagnoli, in cerca di una libertà che includesse anche i popoli originari, finita ignorata e dimenticata da un nuovo ordine statale. «Le immigrazioni europee – scrivono le autrici - hanno creato nell’immaginario collettivo l’idea che gli argentini ‘proveniamo dalle barche’, però basta guardare indietro a meno di cento anni nella nostra storia per vedere che nel nostro territorio i popoli originari vivevano e attuavano la loro autonomia molto prima dell’arrivo degli invasori». (info labalena.wordpress.com)




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