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FOTOGRAFIA
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cultura,
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A Modena una retrospettiva
di Edward Weston
di Edward Weston
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110 opere fotografiche in bianco e nero negli spazi espositivi dell'ex Ospedale di Sant'Agostino rappresentano l'intero percorso di formazione del grande artista americano, dagli anni Venti agli anni Quaranta
Silvia Parmeggiani - 06.10.2012
Nudi, paesaggi, primi piani di volti, oggetti e stampe. Nelle 110 opere fotografiche della personale “Edward Weston, una retrospettiva”, appese negli spazi espositivi ex Ospedale San'Agostino di Modena, c'è tutta la formazione dell'artista americano. Dal modernismo al cubismo, dal surrealismo europeo allo sviluppo della sua visione del paesaggio fino alla riscoperta della quotidianità e alla valorizzazione del corpo. Le opere esposte al Sant'Agostino sono frutto di una ricerca selezionata tra scatti originali compiuti tra gli anni Venti e Quaranta e provenienti, almeno per la maggior parte, dal Center for Creative photography di Tucson, un contenitore espositivo permanente dedicato ai fotografi del Nord America con sede nell'Università dell'Arizona. Scatti in bianco e nero, alcuni non più grandi di un palmo di mano altri di medio formato per evitare la manipolazione dell'immagine e, allo stesso tempo, mantenere la purezza -oltre che nell'immagine- nelle forme compositive. E' la prima volta che le opere di Weston tornano in Italia in una personale: sono passati, infatti, almeno 15 anni dall'ultima esposizione monografica italiana dedicata a uno dei più significativi autori del secolo scorso. <<L'intelligenza di Weston traspare in ogni fase della sua esistenza – scrive sul fotografo Filippo Maggia, curatore della mostra– Weston è un uomo aperto al mondo, curioso ma anche critico, generoso, passionale ma sempre lucido, fino a sembrare cinico>>. Volti che assumono forme, cibi che diventano sculture, modelle-amanti e paesaggi. <<I luoghi sono un altro elemento fondamentale di Weston per la capacità del fotografo americano di sentirli e non solo frequentarli, di assorbirli e viverli senza perdere nulla della loro linfa vitale. Perciò l'acciaieria contorta dell'Ohio vale quanto Zabriskie Point, le dune quanto il saguaro dell'Arizona, il Messico come Point Lobos>>. La personale, promossa da Fondazione Fotografia-Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il contributo di Unicredit, rimarrà aperto al pubblico fino al 9 dicembre 2012 e rientra negli intenti della Fondazione di organizzare, con cadenza annuale, mostre fotografiche dedicate ai grandi maestri della fotografia internazionale. L'esposizione di Weston potrà essere visitata dal martedì al venerdì (11-13 e 15.30-19) il sabato, domenica e i festivi (11-20). Per info:
059.239888; www.fondazionefotografia.it




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