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MUSICA
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visioni
Miguel Bosè pubblica
il nuovo cd, "Papitwo"
il nuovo cd, "Papitwo"
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Milioni di copie vendute in giro per il mondo, ospiti (anche italiani), cinema. E perfino un po' di politica. "La Spagna vive un momento drammatico, molto simile alla repressione franchista".
Stefano Crippa - 09.10.2012
C'è crisi, e che crisi. Il mercato discografico è – letteralmente – alla canna alla gas e le pop star cercano, in qualche modo, di barcamenarsi. Una strada è quella della «salvaguardia» del catalogo, ovvero la ripresa dei propri brani più celebri grazie a un bel lifting sonoro, nuovi arrangiamenti e magari ricantati con l'aiuto di qualche celebre collega...
Miguel Bosè – che uno immagina fermo all'estetica un po' gaya tutta italiana dei magnifici ottanta di Super superman o di Bravi ragazzi – non è più l'efebico ragazzo della porta accanto che fra i settanta e gli ottanta incantava i ragazzini italiani. Quegli anni sono lontani, lui ha messo su qualche chilo e nel frattempo l'Italia è stata messa (o l'ha messo...) in secondo piano. Poco male, perché intanto è diventato una stella luccicante del pop nei mercati di lingua latina. Senonché quattro anni fa, per incanto, la raccolta Papito lo ha riportato al primo posto in classifica anche da noi, come peraltro in moltissimi paesi. Roba da milioni e milioni di copie vendute in tutto il globo. Un successone che viene replicato a cinque anni di distanza con Papitwo (doppia immagine dell'artista in copertina a dorso nudo), arrangiamenti ultramoderni e un parterre di ospiti contattati e coinvolti nel progetto durato sette mesi.
Bosè, papà single di una coppia di gemelli, madre sconosciuta, di passaggio in Italia per la promozione racconta: «Dopo la scadenza del contratto con la mia casa discografica (Cardio, l'ultimo cd di inediti del 2010 non ha reso come sperato ndr), mi sono preso un anno per dedicarmi ai miei figli. Quando mi è arrivata la proposta per registrare Papitwo ho parlato con lo staff spiegandogli questa necessità, i miei figli al primo posto. Trovato il giusto equilibrio siamo partiti con i lavori in studio». Ed è stato un tripudio di ugole e canzonette, da Alejandro Sanz su Te comeria el corazon, a Dani Martin in Te digo amor.
C'è anche un po' d'Italia: se in Papito c'era nientepopodimeno che Mina, ora Miguel si confronta con Tiziano Ferro in Amiga e Jovanotti in Mirarte: «Con Tiziano e Lorenzo – spiega nella conferenza stampa milanese – ho lavorato a distanza, ormai la tecnologia permette di fare questo ed altro. Tiziano è un artista per il quale nutro molta stima, un amico e lo coinvolgerò per un live natalizio per una rete spagnola. Jovanotti è formidabile, sicuramente coinvolgerò anche lui nei miei prossimi concerti».
Oltre la musica, Bosè si è spesso ritagliato ruoli nel cinema, giovanissimo in Suspiria di Dario Argento – nei panni di un danzatore classico, anche se nella memoria resta il suo ruolo en travesti in Tacchi a spillo di Pedro Almodovar. Ed è totalmente immerso nella quotidianità e nella politica, specialmente ora che la Spagna è travolta dalla crisi: «Il mio paese vive un momento particolare, molto simile alla repressione franchista. L'involuzione sociale a cui siamo sottoposti attualmente è dovuta al centro destra, che è al potere. Il problema alla base di tutto ciò è che Rajoy è molto distante dall'essere un leader: uno che parla come un prete, pensa come un prete, si veste come un prete cosa rischia di essere agli occhi di un popolo?».





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