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Gli studenti medi e universitari manifestano in 90 città contro la legge di stabilità. Un miliardo di tagli alla scuola e 30 mila precari licenziati. Oggi anche lo sciopero generale della Flc-Cgil nella scuola
Roberto Ciccarelli - 12.10.2012
Gli studenti che stamattina riempiranno i cortei in novanta città troveranno un governo esausto. Nelle ultime ore è stato travolto dalle indiscrezioni sui nuovi tagli alla scuola e dall'ipotesi di aumentare a titolo gratuito l'orario settimanale a 24 ore dei docenti, misure che sarebbero contenute nella proposta di legge di stabilità. Stando ai nuovi calcoli della Flc-Cgil, che oggi ha dichiarato lo sciopero generale e ha organizzato 60 manifestazioni in tutto il paese, i tagli preventivati in questa fase dal governo non sarebbero di 200 milioni di euro, bensì di oltre 1 miliardo. Questa cifra agghiacciante, che si aggiungerebbe al taglio di 8,5 miliardi deciso nel 2008 dal governo Berlusconi, sarebbe il risultato della cancellazione delle supplenze e dei corsi di recupero causata dal nuovo regime orario. Se confermata, questa decisione farebbe saltare almeno 25 mila cattedre per i posti comuni e 4 mila se la norma venisse estesa agli insegnanti di sostegno. «Siamo all'accanimento e alla barbarie - afferma Domenico Pantaleo (Flc-Cgil) - non era sufficiente il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e dell'indennità di vacanza contrattuale: adesso si licenziano 30 mila precari».
Sono cifre che fanno girare la testa, anche perché il governo non è riuscito a trovare un solo argomento utile per arrestare il diluvio di critiche, allarmi, battute sferzanti che lo hanno travolto. «Non c'è nulla di ufficiale - ha fatto muro il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo - aspettiamo i documenti. Non bisogna lavorare sulle bozze e sui gossip». Quella di Profumo è una precisazione, ma non una smentita, con numeri alla mano. «Sono cifre che non hanno fondamento - ribadiscono dal ministero - sarebbe bene evitare allarmismi». Troppo tardi, visto che i gossip contenuti nelle bozze della legge di stabilità hanno scatenato un'altra tempesta. Ieri, dopo un tentativo fallito di conciliazione a Viale Trastevere, tutti i sindacati della scuola, dalla Cisl alla Gilda, hanno annunciato un altro sciopero generale. «Le decisioni del governo - hanno detto - sono gravissime. Il ministero sta dando prova in queste ore di un'irresponsabilità che lascia allibiti». Profumo è riuscito a smuovere l'intero quartier generale del Pd. «Sappia - ha detto Rosi Bindi - che non saremo disponibili a votare tagli mascherati e misure che disattendono i diritti degli insegnanti». «Il Pd - ha rincarato la dose Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd - non voterà mai altri tagli alla scuola». L'ex ministro dell'Istruzione Fioroni ha usato l'ironia: «Profumo si prenda una pausa di riflessione perché rischia una rivolta di tutti contro tutti».
È questo il ministro, ridotto all'angolo, assediato dalle indiscrezioni catastrofiche prodotte dalle riforme che annuncia giornalmente che affronteranno oggi gli studenti di Roma (partenza alle 10 da piazza della Repubblica) e Milano (Largo Cairoli alle 9), Torino (Piazza Arbarello alle 9) o Bari (Piazza Umberto). Cortei promossi dall'Unione degli Studenti. La loro opposizione riguarda tutti gli aspetti della vita scolastica, e universitaria, che sono stati oggetto delle riforme dell'ultimo ventennio. C'è il pdl Aprea approvato dalla commissione Cultura della Camera, che cancella «la rappresentanza studentesca, fa entrare i privati nella gestione delle scuole», le prove Invalsi, la valutazione meritocratica della «produttività».
Oggi si manifesta contro una visione aziendalistica che ha ispirato anche la riforma Gelmini dell'università e quelle precedenti del centro-sinistra. Le manifestazioni saranno in diretta twitter su #12ott.
Sono cifre che fanno girare la testa, anche perché il governo non è riuscito a trovare un solo argomento utile per arrestare il diluvio di critiche, allarmi, battute sferzanti che lo hanno travolto. «Non c'è nulla di ufficiale - ha fatto muro il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo - aspettiamo i documenti. Non bisogna lavorare sulle bozze e sui gossip». Quella di Profumo è una precisazione, ma non una smentita, con numeri alla mano. «Sono cifre che non hanno fondamento - ribadiscono dal ministero - sarebbe bene evitare allarmismi». Troppo tardi, visto che i gossip contenuti nelle bozze della legge di stabilità hanno scatenato un'altra tempesta. Ieri, dopo un tentativo fallito di conciliazione a Viale Trastevere, tutti i sindacati della scuola, dalla Cisl alla Gilda, hanno annunciato un altro sciopero generale. «Le decisioni del governo - hanno detto - sono gravissime. Il ministero sta dando prova in queste ore di un'irresponsabilità che lascia allibiti». Profumo è riuscito a smuovere l'intero quartier generale del Pd. «Sappia - ha detto Rosi Bindi - che non saremo disponibili a votare tagli mascherati e misure che disattendono i diritti degli insegnanti». «Il Pd - ha rincarato la dose Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd - non voterà mai altri tagli alla scuola». L'ex ministro dell'Istruzione Fioroni ha usato l'ironia: «Profumo si prenda una pausa di riflessione perché rischia una rivolta di tutti contro tutti».
È questo il ministro, ridotto all'angolo, assediato dalle indiscrezioni catastrofiche prodotte dalle riforme che annuncia giornalmente che affronteranno oggi gli studenti di Roma (partenza alle 10 da piazza della Repubblica) e Milano (Largo Cairoli alle 9), Torino (Piazza Arbarello alle 9) o Bari (Piazza Umberto). Cortei promossi dall'Unione degli Studenti. La loro opposizione riguarda tutti gli aspetti della vita scolastica, e universitaria, che sono stati oggetto delle riforme dell'ultimo ventennio. C'è il pdl Aprea approvato dalla commissione Cultura della Camera, che cancella «la rappresentanza studentesca, fa entrare i privati nella gestione delle scuole», le prove Invalsi, la valutazione meritocratica della «produttività».
Oggi si manifesta contro una visione aziendalistica che ha ispirato anche la riforma Gelmini dell'università e quelle precedenti del centro-sinistra. Le manifestazioni saranno in diretta twitter su #12ott.





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