invia per email
ricerca nella sezione attualità
utility
invia per email
ricerca
stampa
testo su due colonne
testo su una colonna
ingrandisci testo
riduci testo
reset testo
VOI SIETE QUI
-
rubriche,
politica,
media
Un, due, tre. Tremonti bis
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Alessandro Robecchi - 15.10.2012
È ora di tentare l'impensabile, di sfidare la logica e la Storia, di volare alti con l'immaginazione. Il paese dilaniato dalla crisi si appresta impavido a una sfida impossibile: prendere sul serio Giulio Tremonti. Se riusciremo a fare questo nulla ci sarà precluso, persino sfidare la forza di gravità o compiere imprese ancor più estreme e assurde, tipo prendere sul serio Sergio Marchionne. A vederlo argomentare in tivù, Tremonti sembra l'uomo della provvidenza. Uno sbucato dal nulla che scuote la testa davanti alla politica economica degli ultimi anni, uno che non le manda a dire, che fa a pezzi ogni decisione, strategia, accorgimento e soluzione adottata durante gli anni del centrodestra, quando a prendere decisioni, disegnare strategie, approntare accorgimenti e soluzioni era Giulio Tremonti. Un caso da manuale di sdoppiamento della personalità. Forse Giulio Tremonti è come il Dorian Gray di Oscar Wilde: ha in casa un ritratto che dice cose molto intelligenti. Certo dietro tutto questo c'è una poderosa potenza organizzativa. Quando suona il telefono in casa Tremonti perché qualcuno lo invita in tivù, una gentile signorina chiede compita: «Quale Tremonti vi mando? Quello che ha fatto il ministro dell'economia o il nuovo modello?». Di solito, va detto, ai dibattiti compare il Tremonti nuovo, dato che quello vecchio non si trova più. Poi, a vederlo in onda uno dice: «Ma guarda questo com'è in gamba. Ah, se avesse fatto il ministro dell'economia!». Ora che il Tremonti 2.0 annuncia la formazione di una sua lista alle elezioni siamo tutti più tranquilli: egli lotterà strenuamente contro la Lega (di cui il Tremonti 1.0 era fiero ammiratore), contro Il Pdl o quel che ne rimane (di cui il Tremonti 1.0 era il ministro più potente) e contro Monti (l'unico che fece al Tremonti 1.0 dei sinceri complimenti sul Corriere della Sera). Insomma, diciamolo: il popolo italiano sa dare il meglio di sé quando è stremato dalle difficoltà. È allora che il suo sussulto di orgoglio diventa potente e imprevedibile. È allora che realizza le sue imprese impossibili. Come prendere sul serio Giulio Tremonti. Nessun altro popolo oserebbe tanto.




• 