invia per email
ricerca nella sezione attualità
utility
invia per email
ricerca
stampa
testo su due colonne
testo su una colonna
ingrandisci testo
riduci testo
reset testo
MUSICA
-
visioni
Il Cile, da Youtube a Sanremo
Note di cemento armato
Note di cemento armato
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Non è rap. Né tantomeno l'ennesima derivazione italiana della scuola r'n'b. Non è uscito dall'ennesimo talent show, e già questo depone a suo favore. Si chiama Il Cile, che richiama altre generazioni.
Stefano Crippa - 18.10.2012
Non è rap. Né tantomeno l'ennesima derivazione italiana della scuola r'n'b. Non è uscito dall'ennesimo talent show, e già questo depone a suo favore. Si chiama Il Cile, che richiama altre generazioni e altre vicende, anche se il suo nome vero è Lorenzo Cilembrini, 30 anni da Arezzo con studi e parte di vita spesa a Bologna. Cemento armato – 600 mila visualizzazioni su YouTube, tanti passaggi radiofonici, con quella strofa che resta indelebile in testa "io ti ho dato prati di viole e tu cemento armato", è il pezzo che ha creato parecchio interesse intorno a lui. Tanto che alla alla Universal – la major che lo 'gestisce' – hanno preparato a puntino il lancio del suo album di debutto Siamo morti a vent'anni. Titolo un po' agghiacciante ma i brani, dopo qualche ascolto si rivelano intelligenti e si muovono decisi fra rock e pop entrando pian piano sotto pelle. E così ti accorgi di come il lavoro di scrittura – musiche e soprattutto testi – sia di cesello e intrigante assai...
"Io – spiega Il Cile/Lorenzo - ho sempre avuto un rapporto con la musica quasi terapeutico, scrivo anche per esorcizzare cose che mi tormentano e non mi permettono di restare non dico sereno ma tranquillo. Sono una persona che adora lavorare con le parole, tanto che non ho nessun problema a scrivere per altri. Non ho problemi a cambiare a sostituire e a lavorare con la prospettiva di chi mi chiede qualcosa di particolare. Inizio con una chitarra e un piano e poi uso delle immagini, cose che mi accadono nella realtà. Poi magari mi fermo e riprendo con calma dopo, e cerco di cesellare le canzoni sia a livello melodico che a livello lirico. Solo allora entro in sala di registrazione".
A credere in lui Fabrizio Barbacci, il produttore di Ligabue e dei Negrita. Anzi di questi ultimi ha persino scritto quattro testi del loro recente album Dannato vivere. Sorprende nei testi la rabbia, la voglia di raccontare tutto ed esplicitarlo al massimo: "Parlo di crisi di quello che accade a noi giovani. Ma spingo anche a reagire. Io ho sempre creduto nella mia musica, tanto è vero che non ho mai cercato lavoro nel campo artistico o anche letterario. Ho sempre cercato delle occupazioni cosiddette alienanti, precarie, ma che mi hanno permesso di avere delle entrate economiche. Lavori che non ho amato e che mi permettevano, appena tornavo a casa, di gettarmi a capofitto nel mio sogno, nel mio obiettivo". I talent show non li odia "Trovo che Emma e Noemi siano artiste preparate" ma non ci andrebbe mai "Ognuno è libero di scegliersi la strada che ritiene più opportuna. La mia non sarebbe mai potuta essere quella...". E' più probabile che proverà con Sanremo, terzo (non consecutivo) dell'era Fazio... "Sì, con l'etichetta ne stiamo già discutendo. Magari potrei provare a Sanremo Giovani. Vediamo".
Ora c'è il tour: "Mi piace il contatto con la gente, propongo con la band i pezzi del disco ma anche inediti e qualche cover", fitto di date tra queste il 20 ottobre all'Orion di Roma, il 3 novembre a Livorno al Cage Theatre, il 16 novembre al Vox di Nonantola in provincia di Modena. Sul palco con lui Riccardo Presentini (chitarre), Saverio Crestini (chitarre), Nicola Pasquini (basso), Marco Bongiovanni Faralli (tastiere), Andrea Squarcialupi (batteria).





• 