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Intesa nella notte tra i leader europei dopo una lunga maratona negoziale: "Il meccanismo operativo nel corso del 2013''. Tensione Parigi-Berlino su veto nei budget. Merkel. Grecia, scontri in piazza: un morto
redazione - 19.10.2012
Accordo tra i leader europei nella notte sulla vigilanza unica bancaria da affidare alla Bce a partire dal prossimo anno. I capi di Stato e di governo dei 27, dopo l'ennesima maratona negoziale e l'ennesimo braccio di ferro fra Francia e Germania, hanno trovato un compromesso racchiuso nella formula contenuta nelle conclusioni: "L'obiettivo è di avere un accordo sul quadro legislativo entro il primo gennaio del 2013 - si legge - una volta che sarà concordato, il meccanismo potrà probabilmente essere effettivamente operativo nel corso del 2013".
E solo allora sarà possibile una ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), i cui criteri operativi, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, saranno fissati dai ministri delle Finanze. "Oggi abbiamo deciso di precisare il calendario", ha detto, assicurando che la Bce "si è impegnata a lavorare il più velocemente possibile per un'entrata un vigore del meccanismo nel corso del 2013".
Soddisfatta per l'accordo raggiunto la cancelliera tedesca Angela Merkel. Che però poi ha messo subito le mani avanti: per l'operatività del meccanismo unico di supervisione bancaria ci vorrà "del tempo", proprio come richiesto da Berlino, "non uno o due mesi", ha sottolineato Merkel, che ha definito "molto ambizioso" il calendario concordato dai leader e ricordato come la Germania "abbia sempre detto che la qualità è più importante della rapidità", perché l'obiettivo è "una supervisione bancaria degna di questo nome". Per questo, "non potrà cominciare il suo lavoro nella pratica il primo gennaio e sarà operativa solo nel corso del 2013", ha sottolineato ancora Merkel, secondo cui il presidente della Bce Mario Draghi ha detto ai leader che "prenderà un po' di tempo". Infine, la cancelliera ha spiegato che "l'ambizioso compito di mettere a punto un quadro legale" per l'operatività del meccanismo di supervisione bancaria "entro il primo gennaio 2013 sarà affidato ai ministri delle Finanze".
Dal canto suo, il presidente francese Francois Hollande ha definito l'intesa raggiunta la notte scorsa "una tappa importante per permettere di procedere verso l'unione bancaria". Secondo l'inquilino dell'Eliseo, "non era possibile procedere in modo più spedito" di così, "l'unione bancaria si farà in tempi ancora più brevi di quanto previsto a giugno". "Questa sera ho avuto la conferma che il peggio è passato", ha ribadito ancora Hollande. "Sul calendario" dell'operatività della vigilanza bancaria, Hollande ha poi sostenuto che "non ci sono stati compromessi, ci siamo ritrovati sulla stessa strada, la stessa posizione''. Con gli ''amici tedeschi", ha detto il capo dell'Eliseo che poche ore prima aveva invitato Merkel a non far prevalere le "ragioni elettorali" con il pensiero rivolto alle politiche tedesche di settembre 2013, c'è stato un "accordo perfetto" perché Berlino "ha capito, come noi, che l'unione bancaria deve avere delle tappe". Infine, per Hollande, l'ipotesi di un supercommissario europeo con diritto di veto sui bilanci nazionali è "rispettabile, ma questa sera non è stata discussa".
All'ipotesi tedesca del supercommissario europeo si è opposto anche Mario Monti: "Questo tema - ha spiegato ai giornalisti - è stato appena accennato, il presidente (della Commissione europea Jose Manuel Durao) Barroso ha chiarito come già il commissario e vice presidente per gli Affari economici e monetari abbia dei poteri speciali per la presa delle decisioni all'interno della Commissione, che in effetti spesso superano quelli mitizzati del commissario alla Concorrenza". Nuovi meccanismi o supercommissari, ha detto "a questo punto non paiono necessari a nessuno":





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