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Caponord, dopo il web
tornano con il loro brit pop
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Intervista alla band che forte 150 mila visualizzazioni su YouTube esce con il primo cd. Con testi che raccontano uno spaccato quotidiano, il timore di crescere, la fragilità e la paura di prendersi responsabilità
STEFANO CRIPPA - 22.10.2012
Giovanissimi ma assai consapevoli i quattro Caponord, al loro primo disco con una major – la Warner, di quanto il mondo della musica sia ancor più effimero del passato. Un giorno si firma in pompa magna un contratto e due mesi dopo si viene frettolosamente congedati... Copriti gli occhi segue dodici mesi dopo il loro debutto indie di Un film sul panico, disco che ha incuriosito i tipi di Mtv che li ha scelti come prima band del progetto Mtv new generation. Davide Simonetta (voce), Sebastiano Giordani (chitarra), Sebastiano Pezzoli (basso) e Stefano Guidi (batteria) non è che si siano mossi molto oltre i confini della natia Lombardia, ma grazie al piccolo schermo e soprattutto alle 150 mila visualizzazioni su YouTube, hanno già un piccolo esercito di fan. Musicalmente si muovono decisi fra il brit pop, ballad a tratti intense e mid-tempo.<Anche se in realtà – spiegano all'unisono – abbiamo ascolti molto diversi, dal rap alla classica. In particolare negli ultimi tempi abbiamo ascoltato Manic Street Preacher, e dal passato abbiamo attinto ai Depeche Mode, Joy Division e agli U2>. L'etichetta li ha spediti nella capitale per un giro promozionale fra radio, quotidiani e riviste specializzate, e intanto si esibiscono live in show case affollati, l'ultimo al Tunnel di Milano, dove i fan sono anche followers di twitter o adepti di Facebook. Cambiano i tempi. <Per noi è importante – spiega Sebastiano – lavorare a stretto contatto con i fan, noi ci mettiamo sullo stesso piano. Un modo di comunicare nuovo, se noi stiamo qui lo dobbiamo a loro>. Ragazzi con i piedi per terra, ognuno di loro si mantiene al di fuori dell'ambiente musicale: Sebastiano fa il giornalista, Stefano è metalmeccanico verniciatore - <part time>, sottolinea ironicamente, mentre Davide lavora come insegnante di sostegno in una scuola superiore per disabili. Ed è proprio questa esperienza che ha raccontato nel testo di Nuova America, uno dei pezzi di punta dell'album.<Lavorando con ragazzi austistici mi rendo conto che la loro non è una malattia, ma una diversa sensibilità nel sentire le cose. E' da questo che mi sono ispirato, cercare un posto immaginario dove poter stare bene e lasciar da parte tutto il resto...>. I testi raccontano uno spaccato quotidiano, il timore di crescere, la fragilità e la paura di prendersi responsabilità e hanno qualche curioso rimando alla vecchia scuola cantautorale. In una frase di Occhi scuri 'prima che il buio mi tolga i tuoi occhi scuri', si possono leggere citazioni – magari involontarie – a De Andrè... Un fil rouge, inevitabile, fra passato e presente.





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