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OVER 50
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capitale&lavoro,
sociale
Un "world café" per portare
alla UE la voce degli esodati
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“Il lavoro dopo i 50 anni”, oggi alle 14,30 a Bologna. Un incontro tra stesse generazioni per raccontare, dati alla mano, la situazione italiana, un momento per raccogliere storie, per sollevare questioni e proposte d'aiuto.
Silvia Parmeggiani - 23.10.2012
Un cittadino su cinque, in Italia, ha oltre 65 anni. Ed essere un over 50, qui, vuol dire far parte di quella di schiera di persone che non vogliono mollare la poltrona (i gerontocrati) o trovarsi in quella terra di mezzo che non permette né di andare in pensione né di trovarsi un nuovo lavoro. Troppo giovani per vedersi recapitare la busta Inps e troppo vecchi per riciclarsi in un nuovo lavoro, gli over 50, specie quelli esodati, non se la passano certo bene. Eppure avrebbero molte cose da dire -e da fare- per contribuire attivamente allo sviluppo economico, sociale e delle comunità in cui vivono.
E alla difficoltà di trovare lavoro, si aggiungono problemi di identità, di dignità personale e sociale a cui si associa l'esigenza di ottenere un riassetto dell'intero sistema sociale ed economico.
Ma per cambiare per davvero a parlare dovrebbero essere loro, gli over50, con le loro storie di precariato e le loro esperienze. E per questo martedì 23 ottobre (all’Hotel Unaway, a San Lazzaro, dalle 14.30), è stato organizzato un world cafè, nell’ambito del progetto European Voices for Active Aging (EVAA – Voci europee sull’invecchiamento attivo) promosso dall’Unione Europea. Un incontro tra stesse generazioni per raccontare, dati alla mano, la situazione italiana oltre che ad essere un momento per raccogliere storie, per sollevare questioni e proposte d'aiuto. Opinioni che contano e che arriveranno anche all’Unione Europea, insieme a quelle raccolte in altre cinque città europee (Bilbao, Bonn, Praga, Londra e Strasburgo), per fare da base allo sviluppo di politiche mirate. Scopo primario dell’incontro bolognese sarà, quindi, quello di comprendere le condizioni degli ultracinquantenni e il loro rapporto con il mondo del lavoro e tradurre sconfitte, successi e stereotipi in proposte che possano essere adottate dalla politica e dalle aziende. "Vorremmo un’Europa dove le cittadine e i cittadini collaborino attivamente per trovare soluzioni alle sfide del nostro tempo- spiega Patricia Munro, presidente di World Cafè Europe, promotrice dell'evento - il progetto Evaa, in qualità di forza motrice, desidera promuovere un atteggiamento ottimistico nei confronti della vecchiaia per delineare nuove opportunità e prospettive all’interno della società". Entro i prossimi cinquant’anni in Europa il numero di anziani acculturati raddoppierà e si presume che in questo stesso lasso di tempo il numero degli ultra-ottuagenari triplicherà. "Evaa offre un foro per lo scambio di conoscenze ed esperienze che permette di trovare nuovi approcci risolutivi a problemi e questioni fondamentali. Questi sei eventi permettono a generazioni di cosiddetti anziani non solo di esprimersi, ma anche di dare una nuova connotazione al proprio ruolo di cittadino attivo all’interno di una società europea che invecchia progressivamente. Le loro idee e le loro proposte per avviare azioni concrete verranno documentate e sottoposte all’attenzione di coloro che sono in grado di prendere decisioni nel mondo politico, come nelle aziende e nelle organizzazioni non-profit. In questo modo si avvierà a livello locale, nazionale ed europeo, una marea di possibilità per una vecchiaia attiva". L’incontro, oltre che dall'onlus World Cafè Europe, è organizzato da AIP2 (Associazione italiana per la partecipazione pubblica) nell’ambito del progetto European Voices for Active Aging (EVAA – Voci europee sull’invecchiamento attivo) promosso dall’Unione Europea.
Per informazioni: http://aip2italia.org; www.worldcafe-europe.net





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