mercoledì 18 settembre 2013
indice
editoria
16.09.2013 il cda del manifesto
INTERNET
26.08.2013 Simone Pieranni
DATAGATE
21.08.2013 Geraldina Colotti
cassazione
07.08.2013 Adriana Pollice
DISASTRO IN TIPOGRAFIA
27.06.2013 Matteo Bartocci
il manifesto
26.06.2013 Redazione
IL MANIFESTO
21.06.2013 Norma Rangeri
manifesto
16.05.2013 Luciana Castellina
Internet
06.05.2013 Luisa Betti
MANIFESTO
29.04.2013 Matteo Bartocci
palestina
26.04.2013 Nicola Perugini, Neve Gordon *
Pd in rete
24.04.2013 Alberto Piccinini
CAMPAGNA ABBONAMENTI E SOTTOSCRIZIONE
24.04.2013
MANIFESTO
23.04.2013 Matteo Bartocci
STREAMING
28.03.2013 Alberto Piccinini
INTERNET
05.03.2013 BenOld
POLITICA E MARKETING
04.03.2013 Alberto Piccinini
MEDIA
20.02.2013 Carlo Lania
NOI SIAMO QUI
25.01.2013 MATTEO BARTOCCI
EDITORIALE
22.01.2013 NORMA RANGERI
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
APPELLO - media
De Corato, Sallusti e il manifesto
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...

REDAZIONE - 24.10.2012
REDAZIONE
24.10.2012
Sapessi com'è strano fare il giornalista a Milano, al manifesto è successa una cosa che neanche a Sallusti. Pochi giorni fa questo giornale ha perso una causa civile presentata contro il nostro Luca Fazio dall'ex vicesindaco di Milano e deputato del Pdl on.le Riccardo De Corato. Una causa che riteniamo assurda per un articolo del 2009 (vedi sotto) in cui Luca raccontava un corteo di 10mila persone contro lo sgombero del centro sociale Conchetta (Cox18) disposto dall'ex giunta Moratti.
 
Purtroppo, come sapete, il manifesto è finito in liquidazione e da allora abbiamo dovuto cambiare sede, studio legale e amministratori. In questi infiniti passaggi di consegne, Luca è stato condannato in primo grado per diffamazione a un risarcimento di 20mila euro.
Soldi che non sono a carico del giornale - in liquidazione - ma direttamente del giornalista che è in cassa integrazione come tutti noi.
 
Abbiamo fatto presente all'on. De Corato che la situazione era cambiata: non stava ottenendo il risarcimento da un suo avversario storico e "politico" come il manifesto ma da un singolo cassintegrato che prende, se va bene, 900 euro al mese. L'onorevole ha risposto in malo modo («me ne frego, me ne avete fatte troppe») e pretende il risarcimento immediato, senza aspettare il secondo grado di giudizio. Insieme a Luca e ai nostri legali (lo studio Fiore-de Crescienzo di Roma) continueremo a lottare in tribunale perché la sentenza sia prima sospesa e poi riformata.
 
Purtroppo né noi né l'amministrazione controllata abbiamo 20mila euro. Ma rispettiamo la giustizia, e se la richiesta di sospensione della sentenza non andrà a buon fine, vogliamo dare all'on. De Corato i soldi che vuole immediatamente.
 
Perciò ci serve il vostro aiuto, anche piccolo, affinché sia garantita la libertà del giornale. Alla fine della sottoscrizione trasformeremo il ricavato in moneta sonante, da consegnare all'on De Corato, aiutandolo, insieme ai lettori, a contare il suo risarcimento: centesimo dopo centesimo.
 
Se volete contribuire, abbiamo un salvadanaio per De Corato sia nella redazione di Roma (via Angelo Bargoni 8) che in quella di Milano (via Ollearo 5). Oppure potete sottoscrivere qui, conto corrente Luca Fazio, IBAN - IT43H0306967684510324096294. Causale (scrivetela, è molto importante): «Un centesimo ciascuno, per risarcire De Corato».
 
Per una volta, pagare sarà un piacere. Naturalmente il collettivo del manifesto sta già facendo la sua parte. Vedremo Milano da che parte sta.
 
Qui l'articolo che racconta questa storia (uscito oggi a pagina 2)
 
nota bene:
non possiamo ripubblicare integralmente l'articolo perché è stato ritenuto diffamatorio. Perciò ne citiamo solo i passaggi rilevanti ai fini della sentenza. Sostanzialmente su 5 punti contestati da De Corato il giudice ne ha accolto uno solo, in cui Luca riferiva che nel corteo del 2009 si gridavano contro l'ex vicesindaco gli insulti che i tifosi milanisti "regalano all'avversario meno simpatico Marco Materazzi ... ma lui non se li merita".
 
Ecco il testo della cronaca di oggi:
 
Chi ci aiuta a pagare il conto a De Corato?
 
A proposito di «espressioni diffamatorie» e libertà di stampa, ci teniamo a precisare che il nostro Luca Fazio non è Sallusti. Né ci terrebbe ad esserlo. Intanto nessuno lo vuole mettere in galera, però ci è rimasto male lo stesso quando l'altro giorno un ufficiale giudiziario si è presentato a casa sua per consegnargli una lettera sgradevole. Dice che la prossima volta, se necessario, entreranno con la forza pubblica per smontargli la casa - si chiama pignoramento - e risarcire così l'ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato che si è sentito diffamato per un articolo pubblicato sul manifesto il 25 gennaio 2009. Titolo: Riprendiamo Cox 18.
 
La rabbia di Milano.Il giornale ha perso quella causa in contumacia - non ci siamo presentati in aula per difenderci - per via di una serie di disguidi che riguardano la nostra disastrata situazione finanziaria. Per questo deve dare 20.320 euro a De Corato. Che c'entra Luca? C'entra. Messi male come siamo - cioé in liquidazione coatta e la sentenza si riferisce ad un articolo scritto prima del commissariamento della testata - tutto ricade sulle spalle del redattore. Che vive con circa 900 euro al mese di cassa integrazione.
 
I lettori del manifesto, specialmente quelli milanesi, sanno chi è Riccardo De Corato. Per un decennio ha segnato la vita di Milano a colpi di proclami, campagne securitarie, provocazioni e sgomberi ai danni dei soggetti più deboli, facendo di questa città il laboratorio delle politiche più reazionarie, quelle che ancora oggi dettano legge in tutto il paese perché hanno stravolto il comune sentire. Ma queste, direbbe un giudice, sono solo opinioni.
 
Stiamo ai fatti. Nel gennaio 2009 la giunta di Milano fece di tutto per arrivare allo sgombero manu militari del centro sociale Conchetta, luogo storico della sinistra antagonista milanese. Un'azione inutile, tant'è che il centro sociale venne subito rioccupato, ma che generò una tensione incredibile. Solo per lo sgombero del Leoncavallo la città era stata capace di mobilitarsi in quel modo: diecimila persone in corteo, tra cui molte personalità della politica e della cultura, e Milano militarizzata. Ma veniamo alla cronaca (giudiziaria). A leggere la sentenza, sembra che il giudice ritenga del tutto lecito lo scritto del manifesto. De Corato si è sentito diffamato perché l'articolista lo avrebbe individuato come mandante dello sgombero (invece uno sgombero è di competenza del prefetto), e per alcune affermazioni tipo «uomo socialmente pericoloso» e «il violento non ha il cappuccio, è il vicesindaco».
 
Ecco quello che ha stabilito la sentenza: «In tale prospettiva, indipendentemente dalla condivisibilità della tesi proposta dall'autore, il testo in esame, anche in relazione allo specifico tema in discussione, non pare discostarsi dal requisito della verità, rappresentando non già la normale filiera di comando impartita per lo sgombero in questione, bensì la responsabilità politica dell'amministrazione del territorio ad essa sottesa. In tale ambito devono essere parimenti ricondotte le espressioni uomo socialmente pericoloso e il violento non ha il cappuccio, è il vicesindaco. Un provocatore, pure utilizzate nel testo. Invero, l'espressione socialmente pericoloso non può essere identificata, contrariamente a quanto allegato dall'attore, nella fattispecie penalistica disciplinata dagli art...; la critica politica cui deve essere ascritta la natura dell'articolo comporta che il termine debba essere correttamente inteso in senso politico-sociale, esprimendosi con esso un giudizio fortemente negativo in ordine all'impatto sociale provocato dalle iniziative politiche riconducibili alla figura del vicesindaco».
 
Il giudice dice altro a nostro favore: «Ad analoga determinazione deve giungersi in ordine all'ulteriore definizione di uomo violento e provocatore, risultando la medesima collegata alla censurata, nella prospettiva dell'articolista, iniziativa di sgombero del centro sociale. In definitiva, anche tale espressione costituisce una manifestazione di critica politica che, per quanto corrosiva e stigmatizzabile, rientra nel novero dell'esercizio della libera manifestazione del pensiero politico».
 
Allora, dov'è il problema? In poche righe che accennano allo slogan urlato contro De Corato durante il corteo, una parolaccia riservata al calciatore dell'Inter Materazzi: «... quella che gli ultras regalano all'avversario meno simpatico... ma lui non se la merita...». Per il giudice ne consegue che il cronista avrebbe lasciato intendere «che gli insulti erano invece adeguati e meritati per il personaggio politico...». Questo ci costa 20.320 euro.
 
Senza voler scomodare trombonescamente la libertà di stampa, anche se in fondo di questo si tratta, è chiaro che un giornale come il nostro, se preso di mira, potrebbe perdere una causa al giorno. E chiudere. Noi non possiamo permettercelo.
 
Chi vuole darci una mano può passare a trovarci, sia a Roma che a Milano, oppure imparare a memoria il codice IBAN: IT43H0306967684510324096294 (il conto è intestato a Luca Fazio). Causale: «Un centesimo ciascuno per risarcire De Corato
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it