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MUSICA
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visioni
MusicRaiser, giovanissime
avanguardie del crowdfunding
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Nasce una nuova piattaforma musicale, la prima in Italia focalizzata esclusivamente sulla raccolta di fondi - dai fan così come dalle case discografiche - per progetti in musica. Con una scuderia di una ventina di nomi
Diego Percassi - 24.10.2012
"La discografia è morta e io non vedevo l'ora", l'urlo liberatorio quasi una dichiarazione d'intenti, arriva da un quartetto musicale – Io non sono bogte - che fa capo al giovanissimo Daniele Coluzzi. Fanno parte, insieme a una ventina di nomi, di una strana scuderia, la MusicRaiser, neonata – il sito è stato inaugurato lunedì notte – piattaforma musicale, prima del genere in Italia e una delle prime in Europa esclusivamente focalizzata su raccolta fondi per progetti musicali. A metterla in piedi sono Giovanni Gulino (cantante e autore di Marta sui Tubi) e Tania Varuni (dj producer e fondatrice di Secret Concerts), incuriositi da un'idea importata dagli Stati uniti, dove siti analoghi come Kickstarter e Indiegogo funzionano ormai al posto delle major che non investono più. Qui un artista sottopone il proprio 'progetto creativo' (crowdfunding) e se in linea con la filosofia del gruppo, lo propone in rete. Una sorta di finanza creativa, dove sono i fan – ma anche le etichette discografiche che possono partecipare, nessun 'razzismo' al contrario – a finanziare il progetto.
Società di mutuo soccorso per virtuosi del bel canto? No, Musicraiser ha ovviamente un ritorno economico, un 15% di commissione – che comprende tasse e oneri di transazione – ma che si intascano solo se si raggiungono o si superano i progetti della raccolta. Un passaggio inevitabile quello dell'autoproduzione 'finanziata' che fa seguito al crollo della discografia ufficiale, i cd in estinzione, i negozi di dischi ridotti al lumicino. Insomma, rassegniamoci: il futuro musicale è in una chiavetta usb in formato wave o mp3. Ci credono in molti, anche Gianni Maroccolo (Cccp, Litfiba, Marlene Kuntz) che presenterà il 20 novembre sulla piattaforma il nuovo lavoro Vdb23, e Luca Sapio, soul man romano ma apprezzatissimo nel circuito blues americano, tanto da aver registrato il suo album di debutto a Chicago: "In America credono in me, qui cerco la mia strada e forse il modo migliore è proprio la rete".
C'è spazio anche per i pentiti di Maria De Filippi, come Salvo Vinci – passato a una edizione del talent Amici e poi transitato attraverso musical (We will rock you) e qualche esperienza all'estero. La strada è ancora lunga, certo, ma intanto i contatti sono stati avviati; nella home page un link rimanda alla ricerca di staff specializzato, registi di video clip e documentari musicali, talent scout e si confida su club e locali per mettere in piedi una sinergia inevitabile (vedi l'esempio su scala internazionale di Live International) fra artisti e attività live. Per saperne di più, basta cliccare sul sito: http://www.musicraiser.com/it





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