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ROMA - sociale, cultura
Garage Zero rompe
i sigilli di Alemanno
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Samir Hassan
29.10.2012
Cittadini e attivisti hanno rimosso i nastri bianco-rossi fatti apporre dal Comune al rudere di via Sagunto, affidato in gestione alla Consulta del Quadraro. Ha partecipato anche il candidato sindaco Sandro Medici

Samir Hassan - 29.10.2012
Non si placa la polemica nata venerdì scorso dopo l'apposizione dei sigilli al rudere di via Sagunto, eseguita dall'Ufficio tecnico del X Municipio su richiesta del Comune di Roma. Oltre un centinaio di persone appartenenti alla Consulta di Quartiere del Quadraro si erano ritrovate di fronte gli ingressi del complesso Garage Zero , un insieme di locali abbandonati al degrado che attivisti dei movimenti e volontari di quartiere hanno iniziato a riqualificare da oltre un anno, destinandoli poi all'allestimento di una galleria d'arte contemporanea. Proprio quei locali erano stati sigillati nel pomeriggio di venerdì perché definiti "pericolanti" e quindi pericolosi per l'incolumità degli abitanti del quartiere. Una verità dalle gambe corte per la Consulta del Quadraro, secondo la quale «i numerosi sopralluoghi dei vigili e dell'ufficio tecnico del Municipio non hanno riscontrato irregolarità, definendo l'immobile pericoloso ma non pericolante e per questo bisognoso di lavori che lo mettano in sicurezza. Lavori che la Consulta, dopo aver ottenuto i permessi necessari, si appresterà a pianificare». Tra giugno e luglio 2012, infatti, la forte spinta sociale della cittadinanza aveva portato all'affidamento della custodia e del mantenimento del rudere alla Consulta da parte del Municipio; un risultato ottenuto dopo un lungo peregrinare che non ha risparmiato un braccio di ferro con l'allora Presidente della Regione Renata Polverini. La precedente amministrazione regionale aveva infatti stanziato oltre 2 milioni di euro per la ristrutturazione e il mantenimento del rudere di Via Sagunto; fondi che la giunta Polverini, dopo alcuni incontri con Bruno Prestagiovanni (Presidente dell'Ater, ente proprietario del rudere), ha ritirato e destinato altrove nel balletto del bilancio, svuotando quindi di peso politico l'affidamento gratuito ottenuto dal X Municipio nel 2009. Ma la battaglia della Consulta, che già nel 2011 costò denunce a quattro manifestanti per l'occupazione dell'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune (presieduto da Fabrizio Ghera), ha incontrato nuovi ostacoli anche in periodi più recenti, che hanno fatto da prologo all'apposizione dei sigilli dello scorso 26 ottobre. Dopo l'estate, infatti, i volontari del quartiere hanno ripreso i lavori di riqualificazione e recupero dell'intero complesso di via Sagunto (che ospita anche la Palestra Popolare Quadraro), nonostante una serie di pressioni politiche volte a destabilizzare questa opera di recupero. «Dopo aver tolto i fondi alla riqualificazione del complesso di Via Sagunto, ecco l'ennesimo gesto di irresponsabilità di Alemanno che non si cura del degrado in città» attacca Andrea Alzetta, consigliere comunale di Roma in Action. Il Presidente Sandro Medici, che venerdì insieme ai volontari della Consulta ha tolto i sigilli ai cancelli di Garage Zero , definisce l'apposizione dei nastri «un abuso senza senso», visto che la dichiarazione che definisce il rudere "pericolante" «non è presente in nessuna perizia allegata alla documentazione finora visionata». Lo stesso Medici ha poi aggiunto: «La cultura non può essere imbavagliata con del nastro bianco-rosso. Venerdì pomeriggio ho partecipato ad un atto di disobbedienza, ma per far fronte ad un'illegalità che lede i cittadini del Quadraro e di tutto il Municipio. Se l'ufficio tecnico decidesse di apporre nuovamente i sigilli, sarò il primo ad andare davanti i cancelli per toglierli di nuovo».
 
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