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FIAT
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capitale&lavoro,
politica
Il governo prova a sgridarlo
E lui fa da testimonial a Obama
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«Non sono d'accordo, ma è una libera scelta dell'azienda», Passera non approva ma si adegua. Fornero aggiusta il tiro: il Lingotto fermi i licenziamenti. Bersani: "Se hai commesso un errore o se ti viene riconosciuta una colpa, perché questo è il giudizio espresso dalla Corte, non puoi farla pagare ad altri". E Sergio registra uno spot per Obama
REDAZIONE - 02.11.2012
E' sceso in campo il governo a dare un altolà la Fiat dopo l'annuncio del licenziamento di 19 operai di Pomigliano per far spazio al reintegro dei lavoratori Fiom deciso da una sentenza della magistratura. Prima il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che ieri ha detto "l'azienda è libera" ma "la mossa non mi è piaciuta". Poi una nota del ministro del Welfare e del lavoro Elsa Fornero in cui si invita l'azienda a "a soprassedere all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale, in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi soltanto il fatto specifico, ma l'insieme delle relazioni sindacali in azienda". La nota di Fornero usa parole dure, constatando "con rammarico e preoccupazione: 1) la novità della fattispecie che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell'indurimento della contrapposizione; 2) la mancanza di volontà di dialogo di entrambe le parti; 3) l'assenza di una posizione comune da parte sindacale". E spiega che "il Ministro del Lavoro si adopererà per quanto di sua competenza per fermare l'avvitamento in una spirale nella quale tutti, dai singoli all'intero Paese, sono perdenti". Si rinfocola intanto la polemica fra la Fiat e Diego della Valle: ieri sera il patron di Tod's ha scritto in una nota che "Bisogna proteggere l'Italia da Marchionne e dagli Agnelli" e dal loro "comportamento arroganto che sta creando enormi problemi all'immagine dell'Italia all'estero" invitando "il Presidente della Repubblica Napolitano e il Presidente del Consiglio Monti" a "intervenire e richiamare Marchionne e gli Agnelli al rispetto e al senso di responsabilità' che, dato il ruolo che ricoprono, devono al Paese e a tutti gli italiani".
DELLA VALLE
"Bisogna proteggere l'Italia da Marchionne e dagli Agnelli": così in una nota Diego Della Valle attacca la Fiat in seguito alla vicenda dei 19 operai di Pomigliano licenziati in reazione alla sentenza di reintegro dei lavoratori Fiom.. "Il Presidente della Repubblica Napolitano e il Presidente del Consiglio Monti devono, a questo punto, intervenire e richiamare Marchionne e gli Agnelli al rispetto e al senso di responsabilità' che, dato il ruolo che ricoprono, devono al Paese e a tutti gli italiani". "Il loro continuo comportamento arrogante, contraddittorio e non più' credibile, sta creando enormi problemi all'immagine dell'Italia all'estero, e sta mettendo a rischio la buone relazioni che, oggi più di prima, sono indispensabili tra il mondo del lavoro e le aziende" prosegue il patron della Tod's. "Non costringerli ora, da parte di chi guida il Paese, a prendere impegni seri, articolati, veri e soprattutto verificabili nella loro esecuzione, significherebbe mancare di rispetto a tutti gli italiani chiamati in questo momento a fare grandi sacrifici per aiutare l'Italia a uscire dalla crisi".
BERSANI. L'atteggiamento di Sergio Marchionne sulla vicenda dei 19 operai di Pomigliano messi in mobilità è "inaccettabile perché urta la sensibilità di tutti, persino sul piano morale". Lo afferma, in una intervista a L'Unità, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Se hai commesso un errore o se ti viene riconosciuta una colpa, perché questo e' il giudizio espresso dalla Corte, non puoi farla pagare ad altri", conclude Bersani
PASSERA «Non entro nel merito di decisioni interne» ha premesso il ministro intervenendo a SkyTg24, aggiungendo però che «non mi è piaciuta la mossa che è stata fatta. Ma è una libera scelta dell'azienda e se la vede al suo interno»
LANDINI «Il governo chieda a Fiat di ritirare i licenziamenti» a Pomigliano, «intervenga e dica a Marchionne che la Costituzione va rispettata», così il segretario generale della Fiom a Tgcom24 dopo le dichiarazioni del ministro Passera
MARCHIONNE L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ''testimonial'' in uno spot televisivo del Presidente americano, Barak Obama per ''smascherare'' le bugie del candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Mitt Romney. ''Romney style: how to destroy your campaign's credibility in five easy steps'', cioe' ''lo stile di Romney: come distruggere la credibilita' della tua campagna in cinque facili passi''. E' questo il titolo dello spot della campagna di Obama che si riferisce alle parole che Romney aveva detto in un comizio sulla Chrysler (''Obama l'ha venduta agli italiani che vogliono fabbricare la Jeep in Cina''). Le affermazioni, gia' criticate dalla Casa Bianca sono state smentite dallo stesso Marchionne in una mail inviata ai dipendenti del gruppo Chrylser nella quale sottolineava che ''la produzione Jeep non verra' spostata dagli Stati Uniti alla Cina. E' inesatto affermare qualcosa di diverso''. Questa frase della lettera dell'Ad del Lingotto e' stata ripresa nel video.
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