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POMIGLIANO
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capitale&lavoro
"Il prossimo luglio saremo tutti fuori
e Marchionne sposta l'attenzione"
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Intervista a Carmen Abazia cassintegrata Fiom, una dei 147 che dovrebbero rientrare secondo la Corte d'Appello: "La Fiat sta temporeggiando non vuole le riassunzioni e aspetta la cessazione di attività"
FRANCESCA PILLA - 06.11.2012
Carmen Abazia è una dei 147 lavoratori/lavoratrici Fiom discriminati a Pomigliano, che devono essere reintegrati al lavoro in base alla sentenza del Tribunale di Roma. Il suo è un caso simbolo del tira e molla tra l'azienda e il sindacato cigiellino. Separata con tre figli, non percepisce alcun reddito se non quello derivante dal suo lavoro. La Fiat è pienamente al corrente della condizione di disagio, eppure non l'ha richiamata in servizio.
Perché non ti vogliono alle linee?
Per ripicca. Do fastidio all'azienda, ho detto no al referendum del 2010, ho denunciato le discriminazioni in fabbrica e sono stata anche chiamata a testimoniare.
Quanti sono, tra i 2146 assunti, quelli nelle tue stesse condizioni familiari?
Non ne ho idea, ma so che stanno lavorando anche moglie e marito o ragazzi di 23 o 24 anni che si devono pagare la rata della macchina. Sono stata assunta nel 2002, sono addetta alla logistica e non devo per forza essere legata alla produzione, sono di più facile inserimento.
Gli uni contro gli altri.
Noi infatti quei 147 posti non li vogliamo. Lo abbiamo sempre detto: o rientriamo tutti o niente.
Ma perché scatenare questa guerra? Sembrerebbe una mossa poco intelligente.
Invece è il contrario. Così la Fiat temporeggia, sposta l'attenzione e chiude con le riassunzioni per cessazione di attività. L'obiettivo è ridurre l'organico, ma soprattutto non darla vinta alla Fiom.
Una questione di principio?
Sì, secondo me sì.
Fai parte dei 19?
No, sono una testimone dei 19.
Ma voi sareste disposti a fare come è stato fatto in Volkswagen, lavorare di meno e lavorare tutti?
Magari, e se prendessimo in busta paga la metà di un operaio tedesco riavremmo già la nostra dignità.
Perché non è possibile, secondo te?
Perché Marchionne vuole chiudere gli stabilimenti e spostare la produzione in altri paesi dove un lavoratore lo paghi 400 euro.
Ma ha investito molto su Pomigliano.
Con 700mila euro non si riavvia una fabbrica. L'Alfa aveva 5 modelli di segmenti altissimi, ora abbiamo solo la Panda. Mi spiego: se su una postazione per una Alfa 147 servono per il livello di tecnologie quattro operai, ora ne serve uno solo.
Perché hai deciso di restare con la Fiom invece di ridare la tessera e magari entrare in fabbrica?
Primo perché non sono come altri, secondo perché non sarebbe servito a nulla, tutti hanno degli iscritti ancora fuori e non è detto che rientreranno. Infine non credevo che avrebbero prese posizioni così vendicative nei nostri confronti...ci hanno anche assicurato che le nostre famiglie avrebbero sofferto.
Il futuro?
La vedo nera, è impossibile una ripresa prima del 2015 e a luglio del 2013 saremo tutti fuori.
Come si fa a invertire la marcia?
Solo applicando contratti di solidarietà, veniamo reintegrati tutti, prendiamo 900 euro, tiriamo la cinghia ed evitiamo di pesare sull'Inps. Se tutti insieme i sindacati facessero questo ragionamento, la Fiom ci starebbe. Ma non è così.
Cisl e Uil hanno ottenuto un incontro e dicono di voler andare in tribunale sui 19 licenziamenti.
Certo, hanno il terrore che i loro tesserati perdano il lavoro. Marchionne non minaccia mai a vuoto e non deve rendere conto a nessuno.
Perché non ti vogliono alle linee?
Per ripicca. Do fastidio all'azienda, ho detto no al referendum del 2010, ho denunciato le discriminazioni in fabbrica e sono stata anche chiamata a testimoniare.
Quanti sono, tra i 2146 assunti, quelli nelle tue stesse condizioni familiari?
Non ne ho idea, ma so che stanno lavorando anche moglie e marito o ragazzi di 23 o 24 anni che si devono pagare la rata della macchina. Sono stata assunta nel 2002, sono addetta alla logistica e non devo per forza essere legata alla produzione, sono di più facile inserimento.
Gli uni contro gli altri.
Noi infatti quei 147 posti non li vogliamo. Lo abbiamo sempre detto: o rientriamo tutti o niente.
Ma perché scatenare questa guerra? Sembrerebbe una mossa poco intelligente.
Invece è il contrario. Così la Fiat temporeggia, sposta l'attenzione e chiude con le riassunzioni per cessazione di attività. L'obiettivo è ridurre l'organico, ma soprattutto non darla vinta alla Fiom.
Una questione di principio?
Sì, secondo me sì.
Fai parte dei 19?
No, sono una testimone dei 19.
Ma voi sareste disposti a fare come è stato fatto in Volkswagen, lavorare di meno e lavorare tutti?
Magari, e se prendessimo in busta paga la metà di un operaio tedesco riavremmo già la nostra dignità.
Perché non è possibile, secondo te?
Perché Marchionne vuole chiudere gli stabilimenti e spostare la produzione in altri paesi dove un lavoratore lo paghi 400 euro.
Ma ha investito molto su Pomigliano.
Con 700mila euro non si riavvia una fabbrica. L'Alfa aveva 5 modelli di segmenti altissimi, ora abbiamo solo la Panda. Mi spiego: se su una postazione per una Alfa 147 servono per il livello di tecnologie quattro operai, ora ne serve uno solo.
Perché hai deciso di restare con la Fiom invece di ridare la tessera e magari entrare in fabbrica?
Primo perché non sono come altri, secondo perché non sarebbe servito a nulla, tutti hanno degli iscritti ancora fuori e non è detto che rientreranno. Infine non credevo che avrebbero prese posizioni così vendicative nei nostri confronti...ci hanno anche assicurato che le nostre famiglie avrebbero sofferto.
Il futuro?
La vedo nera, è impossibile una ripresa prima del 2015 e a luglio del 2013 saremo tutti fuori.
Come si fa a invertire la marcia?
Solo applicando contratti di solidarietà, veniamo reintegrati tutti, prendiamo 900 euro, tiriamo la cinghia ed evitiamo di pesare sull'Inps. Se tutti insieme i sindacati facessero questo ragionamento, la Fiom ci starebbe. Ma non è così.
Cisl e Uil hanno ottenuto un incontro e dicono di voler andare in tribunale sui 19 licenziamenti.
Certo, hanno il terrore che i loro tesserati perdano il lavoro. Marchionne non minaccia mai a vuoto e non deve rendere conto a nessuno.





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