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PIACENZA
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capitale&lavoro
Ikea segue lo stile Marchionne
"Protestano? E noi licenziamo"
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Dopo gli scontri di venerdì scorso e le richieste sindacali, il colosso svedese annuncia di voler ridurre i volumi nel polo piacentino. A rischio 100 posti di lavoro. In mattinata nuovi blocchi e sit in dei dipendenti
REDAZIONE - 07.11.2012
Sale la tensione a Piacenza per la complessa vicenda Ikea e le proteste dei facchini, finite venerdì scorso anche in scontri con la polizia, che vede oggi il colosso svedese valutare un 'riposizionamento dei volumi' che mette a rischio di fatto un centinaio di posti di lavoro. Nuovi blocchi in mattinata per impedire l'entrata al deposito merci dell'Ikea di camion e addetti - che, secondo la Questura, hanno visto circa 200 lavoratori ai presidi e un centinaio successivamente in assemblea -, risolti spontaneamente attorno alle 10 di questa mattina, e un corteo dei lavoratori del comparto aderenti ai Cobas previsto per il pomeriggio che dalla stazione raggiungerà il centro città.
La comunicazione della decisione Ikea è stata riferita in una nota da Francesco Milza, a nome del Consorzio Cgs, e delle Cooperative SanMartino, Cristall ed Euroservizi. "Nella serata di ieri - si legge nella nota - abbiamo ricevuto dalla direzione di Ikea , a seguito della situazione di blocco violento e prolungato all'ingresso di mezzi e persone nei propri impianti logistici del sito Ikea, il riposizionato dei volumi a partire da giovedì 8 novembre" . "E' una comunicazione che noi e le persone responsabili temevamo e che inevitabilmente si e' concretizzata, Ikea come qualunque altra azienda in queste condizioni ha preso atto di una situazione che evidentemente non è più sopportabile ne accettabile - prosegue la nota - La conseguenza diretta e immediata è che 107 persone, lavoratori, soci saranno costrette a dover rinunciare al proprio posto di lavoro perché questo posto di lavoro non c'è più".





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