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Le primarie vanno in prima serata
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Ieri sera i cinque candidati alle primarie del centrosinistra si sono affrontati su Sky Tg24, negli studi di Xfactor. Un minuto e mezzo per le risposte da dare. Quando si tratta di indicare un personaggio simbolo, trionfano i cattolici. Bersani cita Giovanni XXIII, Vendola il cardinal Martini. Programmi a memoria, distanze forti ma si misurano per titoli.
Daniela Preziosi - 13.11.2012
Alla fine dell'interrogazione di due ore che i cinque candidati alle primarie del centrosinistra hanno affrontato su Sky Tg24 con l'apprensione di uno studente alla maturità, i telecittadini hanno una certezza: che i candidati hanno dovuto studiare con umiltà, soprattutto quelli - come Matteo Renzi - che sui programmi fin qui erano stati un bel po' evasivi. Hanno studiato, non tanto per approfondire le proposte sul programma, quanto per saperle recitare in un minuto e mezzo, tanto avevano a disposizione per le risposte. Grazie al format, impensabile in un programma Rai-set costruito sul conduttore-dominus (per questo lo staff di Bersani ha imposto uno studio Sky, per evitare di scatenare il vespaio fra i diversi principi del talk-show della Rai) tutti hanno avuto le stesse tirannie della sintesi. Tutti trasformati in principianti alla XFactor, complice lo studio della Luna di Milano. «Dobbiamo finirla con la comunicazione senza verità», conclude Bersani. Ma la location da reality non aiuta. Alla fine sappiamo di più dei programmi delle primarie e dei loro interpreti? Se sì, poco.
Sappiamo come prima che Vendola non «vede» Casini nella sua coalizione e che Bersani sì. Sappiamo che Bersani indica Papa Giovanni XXIII come ispirazione ideale, Vendola il cardinale Carlo Maria Martini, Laura Puppato Tina Anselmi: sappiamo insomma che le icone cattoliche vanno vanno fortissimo. Sappiamo di più della «donna-invisibile» Puppato, ma di più anche del Renzi pensiero, che nella sua campagna sta replicando all'infinito, su tutte le piazze d'Italia, lo stesso Matteoshow senza domande né contraddittorio.
Per il resto, la caccia alle differenze inizia come iun gioco da settimana enigmistica e finisce in una coalizione che comprende un po' di tutto, fra gli estremi del liberismo e del socialismo alla Hollande. Ce n'è di macroscopiche, in campo di riforme economiche: tutti dichiarano di voler abbassare le tasse sui redditi medio-bassi, tutti giurano che si spenderanno per scoprire gli evasori (Renzi infila una battuta a sicuro effetto: «Farò il contrario di Equitalia», Bersani anche: «Mai più un condono»). Per la patrimoniale si dichiarano Puppato - che cita le proposte del Forum famiglie, anche qui strizzando l'occhio ai cattolici - Bersani e Vendola. L'Imu resta «così com'è» per Renzi e Tabacci, va cancellata perché «ingiusta» per Vendola, «siamo in violazione della Costituzione, che prevede la progressività del carico fiscale. In Francia Hollande vuole introdurre la tassazione del 75% per i redditi da un milione in su».
Ancora differenze: quando i cinque debbono parlare a un giovane che cerca lavoro. Vendola: «Ribellati contro il destino di precarità prefabbicato, vieni a vedere cosa abbiamo fatto in Puglia». Bersani: «'Spetta n'attimo», sembra Crozza, «stiamo mettendo un po' di soldi sul diritto allo studio, altrimenti torna il classismo nella scuola, sì alla meritocrazia solo se c'è anche l'uguaglianza, i 17mila giovani che rinunciano a iscriversi all'università ogni anno non hanno pochi meriti, hanno problemi in famiglia». Renzi la prende larga: «L'art.1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e affondata sulla rendita, restare in un paese che noi cambiamo» e anche qui acchiappa lo slogan, «in modo che tu possa trovare un lavoro se conosci qualcosa non se conosci qualcuno».
Il giro delle domande arriva sulla legge Fornero: Puppato è pronta a cambiare quella sulle pensioni, Tabacci anche, per Renzi invece «non si torna indietro» e quanto a quella del lavoro sbriglia il cavallo di battaglia di Pietro Ichino, la «flexsecurity». Vendola cambierebbe tutto, anche quella sul lavoro, «la modifica dell'art.18 è uno sfregio alla civiltà». E da qui in avanti si aprono le crepe fra i programmi. Quando la domanda cade su Marchionne. Renzi: «Lei mi ha deluso, ora sia coerente, la Fiat per troppi anni è stata pagata dagli italiani, abbia quel surplus di senso civico e se fa una macchina buona non ci offendiamo». Vendola: «Caro Marchionneo non le ho mai creduto, anche perché non si fa un atto di fede su un piano industriale. Perché chiude la Irisbus e in Italia servono gli autobus ecologici? E poi le sentenze vanno rispettate: perché l'accanimento sui tre operai di Melfi e su tanti altri, un vizio antico autoritario». Bersani: «Marchionne, guardi che lei non sta parlando con uno a cui si può raccontar di tutto, mi faccia capire meglio».
La coalizione Italia bene comune non è univoca neanche sui diritti civili. Puppato e Vendola sono per i matrimoni e le adozioni per i gay , Tabacci contro, Renzi per le civil partnership, Bersani per il modello tedesco (un quasi matrimonio) ma per tutti e due le adozioni sono «un tema non sciolto».
Sappiamo come prima che Vendola non «vede» Casini nella sua coalizione e che Bersani sì. Sappiamo che Bersani indica Papa Giovanni XXIII come ispirazione ideale, Vendola il cardinale Carlo Maria Martini, Laura Puppato Tina Anselmi: sappiamo insomma che le icone cattoliche vanno vanno fortissimo. Sappiamo di più della «donna-invisibile» Puppato, ma di più anche del Renzi pensiero, che nella sua campagna sta replicando all'infinito, su tutte le piazze d'Italia, lo stesso Matteoshow senza domande né contraddittorio.
Per il resto, la caccia alle differenze inizia come iun gioco da settimana enigmistica e finisce in una coalizione che comprende un po' di tutto, fra gli estremi del liberismo e del socialismo alla Hollande. Ce n'è di macroscopiche, in campo di riforme economiche: tutti dichiarano di voler abbassare le tasse sui redditi medio-bassi, tutti giurano che si spenderanno per scoprire gli evasori (Renzi infila una battuta a sicuro effetto: «Farò il contrario di Equitalia», Bersani anche: «Mai più un condono»). Per la patrimoniale si dichiarano Puppato - che cita le proposte del Forum famiglie, anche qui strizzando l'occhio ai cattolici - Bersani e Vendola. L'Imu resta «così com'è» per Renzi e Tabacci, va cancellata perché «ingiusta» per Vendola, «siamo in violazione della Costituzione, che prevede la progressività del carico fiscale. In Francia Hollande vuole introdurre la tassazione del 75% per i redditi da un milione in su».
Ancora differenze: quando i cinque debbono parlare a un giovane che cerca lavoro. Vendola: «Ribellati contro il destino di precarità prefabbicato, vieni a vedere cosa abbiamo fatto in Puglia». Bersani: «'Spetta n'attimo», sembra Crozza, «stiamo mettendo un po' di soldi sul diritto allo studio, altrimenti torna il classismo nella scuola, sì alla meritocrazia solo se c'è anche l'uguaglianza, i 17mila giovani che rinunciano a iscriversi all'università ogni anno non hanno pochi meriti, hanno problemi in famiglia». Renzi la prende larga: «L'art.1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e affondata sulla rendita, restare in un paese che noi cambiamo» e anche qui acchiappa lo slogan, «in modo che tu possa trovare un lavoro se conosci qualcosa non se conosci qualcuno».
Il giro delle domande arriva sulla legge Fornero: Puppato è pronta a cambiare quella sulle pensioni, Tabacci anche, per Renzi invece «non si torna indietro» e quanto a quella del lavoro sbriglia il cavallo di battaglia di Pietro Ichino, la «flexsecurity». Vendola cambierebbe tutto, anche quella sul lavoro, «la modifica dell'art.18 è uno sfregio alla civiltà». E da qui in avanti si aprono le crepe fra i programmi. Quando la domanda cade su Marchionne. Renzi: «Lei mi ha deluso, ora sia coerente, la Fiat per troppi anni è stata pagata dagli italiani, abbia quel surplus di senso civico e se fa una macchina buona non ci offendiamo». Vendola: «Caro Marchionneo non le ho mai creduto, anche perché non si fa un atto di fede su un piano industriale. Perché chiude la Irisbus e in Italia servono gli autobus ecologici? E poi le sentenze vanno rispettate: perché l'accanimento sui tre operai di Melfi e su tanti altri, un vizio antico autoritario». Bersani: «Marchionne, guardi che lei non sta parlando con uno a cui si può raccontar di tutto, mi faccia capire meglio».
La coalizione Italia bene comune non è univoca neanche sui diritti civili. Puppato e Vendola sono per i matrimoni e le adozioni per i gay , Tabacci contro, Renzi per le civil partnership, Bersani per il modello tedesco (un quasi matrimonio) ma per tutti e due le adozioni sono «un tema non sciolto».




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