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Obama insiste sulle tasse ai ricchi
e difende il lavoro di Petraeus
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"La sicurezza del paese non è mai stata a rischio", dice il presidente nella sua prima conferenza. E ribadisce il no a sgravi fiscali per i ricchi: "Va alleggerito il carico sulla classe media"
redazione - 15.11.2012
Urge un accordo sul "fiscal cliff" ma la classe media non si tocca e le agevolazioni fiscali per i ricchi non saranno estese. Questi i paletti posti dal presidente degli Stati uniti, Barack Obama, in vista delle negoziazioni con l'opposizione repubblicana per scongiurare i tagli alla spesa e gli aumenti fiscali automatici che altrimenti scatterebbero dal primo gennaio. Nella sua prima conferenza stampa dalla rielezione, Obama ha anche assicurato che "la sicurezza nazionale non è mai stata compromessa" durante l'affair tra l'ormai ex capo della Cia, David Petraeus e la sua biografa Paula Broadwell.
"Le priorità sono l'economia e i posti di lavoro", ha esordito Obama sul palco della East Room della Casa bianca, aprendo al "compromesso" sul fiscal cliff, dichiarandosi "fiducioso" sulla possibilità di trovare un'intesa entro la fine dell'anno e sollecitando il Congresso ad estendere da subito gli sgravi fiscali per la classe media, cioè prima che venga definito un accordo complessivo per il taglio del deficit. "Non possiamo tenere in ostaggio la classe media mentre discutiamo degli sgravi per i più ricchi", ha avvertito il presidente, sottolineando che "occorre un'azione di responsabilità da parte di tutti" perché "l'economia si sta ancora riprendendo da una pesante recessione e da una profonda crisi". Secondo Obama, alleggerire il peso fiscale sui meno abbienti stimolerebbe l'economia e scongiurerebbe la recessione che molti esperti associano all'entrata in vigore delle misure automatiche su tasse e spesa pubblica. "Potremmo eliminare la metà dei rischi per la nostra economia con un solo gesto - ha osservato - e non possiamo permetterci di estendere gli sgravi per coloro che non ne hanno bisogno".
Parlando dello scandalo che ha coinvolto Petraeus, Obama ha difeso il lavoro del generale definendo la sua carriera "straordinaria" e ha rassicurato sul fatto che "non siano state diffuse informazioni riservate durante l'affair". Il presidente aveva già fatto sapere di essere stato informato delle vicenda solo dopo la sua elezione perché l'Fbi, ha spiegato, "ha seguito il protocollo". "Per ora - ha aggiunto - sospendo il giudizio sul fatto che dovessi essere informato prima".





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