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LAVORO - capitale&lavoro
Precari in casa del ministro Fornero
i cococò fanno causa alla ministra
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ANTONIO SCIOTTO
19.11.2012
Sono in 250, alcuni assunti adirittura nel 1996, ma nessuno mai è stato regolarizzato, pur essendo utilizzati dall'Isfol come veri e propri dipendenti. A certificarlo c'è un verbale ispettivo dello stesso ministero del lavoro.

ANTONIO SCIOTTO - 19.11.2012
Precari in casa Fornero. Sono un esercito di lavoratori a tempo determinato, impiegati presso l'istituto di ricerca Isfol (che fa capo al ministero del Lavoro): in tutto 250, alcuni in servizio addirittura dal 1996, e fino al 2007 tenuti – abusivamente – nella condizione di cococò. A certificarlo è un verbale dell'ispettorato del Lavoro: ispettori che, per paradosso, sono anche loro dipendenti del ministero guidato da Fornero. L'ispezione è stata compiuta nel 2007 ed è relativa agli anni 2000-2007: ha rilevato che la condizione di cococò di 210 intervistati era abusiva, perché “celava – dice il verbale – veri e propri rapporti di lavoro subordinato”. Dal 2008 in poi i cococò sono stati tutti trasformati in tempi determinati, e nel frattempo si è pure aggiunto un concorso a ingrossare le file, ma gli attuali 250 precari per il momento non intravedono alcuna speranza di stabilizzazione.

    Tanto che circa 120 hanno fatto causa, non solo per recuperare le retribuzioni e i contributi perduti negli anni di collaborazione, ma anche per ottenere quello che ritengono un loro diritto: un posto a tempo indeterminato. Una sessantina di loro è assistita dalla Cgil, sotto la guida di Amos Andreoni, della Consulta giuridica del sindacato: “La corsa alle cause – spiega Nicola Catalano, della Flc Cgil – è stata accelerata dal Collegato lavoro, la legge che il governo Berlusconi aveva varato per ridurre le possibilità dei precari e che invece, come avevamo previsto, ha moltiplicato il contenzioso. Noi speriamo tra l'altro che il giudice riconosca tutti gli anni di contributi persi, perché in base a una recente riforma la gran parte di essi risulta prescritta”. E infatti l'Inps, quando ha ricevuto, come da prassi, il verbale dell'ispettorato, ha contestato al ministero solo 1 milione e 388 mila euro di versamenti non effettuati, pari ai contributi di circa 7 mesi, mentre la cifra cui avrebbero diritto i lavoratori è ben più alta, coprendo un periodo complessivo di oltre 15 anni.

    Ma questa storia è ancor più ricca di paradossi e colpi di scena. Il segretario generale del ministero del Lavoro, infatti, è anche Commissario straordinario dell'Isfol: all'arrivo del verbale degli ispettori, l'Isfol ha fatto ricorso, che si è visto però respingere dal ministero. Il verbale è dunque stato pienamente acquisito come prova dai lavoratori in causa. E quello che dice è piuttosto esplicito: ”Fino al 31 dicembre 2007 – recita letteralmente - l’Isfol ha utilizzato gli ex collaboratori come veri e propri lavoratori dipendenti. I contratti utilizzati da questo Istituto (contratti di collaborazione coordinata e continuativa) sono risultati essere non genuini in quanto, alla luce delle risultanze emerse, hanno celato veri e propri rapporti di lavoro subordinato”.

    I 250 tempi determinati scadono il 31 dicembre 2013, dunque tra cause e vertenze sindacali, è una corsa contro il tempo: anche perché nelle ultime previsioni di bilancio non sono stati previsti i fondi per le proroghe dei contratti a partire dall'1 gennaio 2014, il che è come dire che per l'Isfol e la ministra Fornero, questi lavoratori devono tutti tornare a casa. (Foto di Attilio Cristini)




 
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