mercoledì 18 settembre 2013
indice
editoria
16.09.2013 il cda del manifesto
INTERNET
26.08.2013 Simone Pieranni
DATAGATE
21.08.2013 Geraldina Colotti
cassazione
07.08.2013 Adriana Pollice
DISASTRO IN TIPOGRAFIA
27.06.2013 Matteo Bartocci
il manifesto
26.06.2013 Redazione
IL MANIFESTO
21.06.2013 Norma Rangeri
manifesto
16.05.2013 Luciana Castellina
Internet
06.05.2013 Luisa Betti
MANIFESTO
29.04.2013 Matteo Bartocci
palestina
26.04.2013 Nicola Perugini, Neve Gordon *
Pd in rete
24.04.2013 Alberto Piccinini
CAMPAGNA ABBONAMENTI E SOTTOSCRIZIONE
24.04.2013
MANIFESTO
23.04.2013 Matteo Bartocci
STREAMING
28.03.2013 Alberto Piccinini
INTERNET
05.03.2013 BenOld
POLITICA E MARKETING
04.03.2013 Alberto Piccinini
MEDIA
20.02.2013 Carlo Lania
NOI SIAMO QUI
25.01.2013 MATTEO BARTOCCI
EDITORIALE
22.01.2013 NORMA RANGERI
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
EDITORIALE - media
Zitti per un giorno
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...

Matteo Bartocci - 21.11.2012
Matteo Bartocci
21.11.2012
Ventiquattr'ore di black out totale. Telefoni muti, Internet inesistente, computer ridotti a obsolete macchine da scrivere, cellulari ingolfati da tutti coloro che non riuscivano più a mettersi in contatto col giornale. Lunedì al manifesto è stata una vera e inedita giornata di passione. 
Dalle 14.30 di lunedì alle 12 di ieri siamo rimasti quasi completamente off line. La rottura delle linee Fastweb ci ha gettato in un'era post atomica o pre telegrafo in cui il mondo che ogni giorno si rovescia in redazione è diventato improvvisamente lontanissimo e irraggiungibile. 
Ormai abbiamo affrontato di tutto, dalla bomba a via Tomacelli ai sequestri in Iraq, dalla nostra cronica povertà francescana alla liquidazione coatta, ma in 41 anni non ci era mai successo di non riuscire a spedire il giornale fuori dalle stanze della redazione. Mai. Inutile dire che a via Bargoni e dintorni il morale non è alle stelle. Soprattutto perché sabato scorso il giornale non è arrivato in mezza Italia per un guasto alla rotativa di Roma.
Ieri fin dal primo mattino abbiamo ricevuto centinaia di telefonate di lettori e abbonati preoccupatissimi per non averci trovato in edicola dopo l'assenza ordinaria del lunedì (Sì, esistono anche gli abbonati a un giornale sull'orlo del fallimento. E non li ringrazieremo mai abbastanza). «Ma che i liquidatori vi hanno già chiuso?», chiedono in tanti. No, non ancora. «Ma che è successo? Un altro guasto in tipografia?». Stavolta è stata una rottura telematica, impalpabile ma altrettanto disastrosa. 
Il guasto sulle linee Fastweb ci ha impedito di consegnarvi su carta e su Web il giornale che per tutto il giorno abbiamo immaginato e disegnato in innumerevoli versioni, da quella completa a una «ultra light» di emergenza. 
Alle 14.30 di lunedì, improvvisamente, i nostri telefoni e computer sono spariti dal mondo conosciuto. Niente più telefonate a Michele Giorgio sotto le bombe a Gaza (anche se il caporedattore di turno ha bruciato tutto il credito del suo cellulare pur di conoscere i fatti e concordare i «pezzi» fino all'ultimo), impossibilità di coordinare le consegne con i collaboratori e corrispondenti. Impensabile perfino scaricare e archiviare le foto della Reuters e delle altre agenzie fotografiche. A proposito, anche i fotoreporter - come tutti i nostri collaboratori - da febbraio «scattano» gratis o quasi, come sottoscrizione al manifesto. Pensate anche e soprattutto al loro straordinario lavoro quando apprezzate le nostre copertine o i reportage.
«Zitti no», abbiamo detto con orgoglio per tutto quest'anno di liquidazione coatta. E invece per un giorno siamo rimasti muti. Attoniti. Non era mai successo. Di fronte alle peripezie quotidiane della chiusura del giornale in redazione, ci diciamo sempre «pagine bianche non sono mai uscite». E in qualche modo - nonostante neve, alluvioni, attentati, disastri tecnologici o redazionali - alla fine ai nostri lettori siamo sempre arrivati. 
Non sapendo se e quando il guasto sarebbe stato riparato abbiamo lavorato fiduciosi fino alle 21 come se il giornale esistesse. Una fiducia malriposta: l'assistenza tecnica di Fastweb si è rivelata carente e inadeguata (sospettiamo anche di non essere l'unica testata ad averne sofferto le conseguenze, solo che noi siamo più fragili di fronte all'emergenza e quindi ogni giorno è un lancio «senza paracadute»). 
Mentre aspettavamo la buona notizia, abbiamo lavorato a mano sul menabò insieme ai grafici cercando di avere tutto pronto per quando la linea fosse tornata. I nostri tempi di chiusura in tipografia, come sapete, sono piuttosto stretti. Verso le 19 abbiamo anche ridotto il «timone» (lo «sfoglio» del giornale) ad appena 8 pagine. E anche senza poter disporre delle foto per la prima stavamo immaginando alla nostra maniera il titolo su Gaza. Pensando a come salvaguardare, almeno, il lavoro prezioso sul campo di Michele.
Era tutto pronto. Ma i minuti passavano maledettamente veloci. E intorno alle 20.40 abbiamo dovuto gettare la spugna e pubblicare sul sito almeno una selezione degli articoli che avreste trovato nella prima pagina di ieri. Un'impaginazione di emergenza perché anche il sito, come il resto del giornale, gli allegati e i social network, subisce i turni di cassa integrazione. Per la prima volta da secoli, abbiamo cenato di lunedì a un orario "normale" e non dopo l'ok della tipografia che conclude il nostro lavoro quotidiano per ciascuno di voi. 
Niente copie in edicola, niente pdf per gli abbonati on line, niente prima pagina irriverente nelle rassegne tv. Per un giorno avete visto com'è il mondo senza manifesto. A noi non è piaciuto. Aiutiamoci a fare di tutto perché non accada mai più.
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it