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MEDIO ORIENTE - mondo
A Gaza la tregua tiene
160 morti palestinesi, 5 israeliani
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redazione
22.11.2012
Gaza ha fatto festa tutta la notte, inneggiando anche al presidente egiziano Morsi, per l'accordo di cessate il fuoco con Israele entrato in vigore ieri sera alle 21. Il premier Netanyahu invece è sulla graticola: è accusato di aver smesso le operazioni su Gaza "troppo presto". L'Egitto dei Fratelli mussulmani diventa intanto il garante de facto della tregua. LEGGI MICHELE GIORGIO

redazione - 22.11.2012
Tiene la tregua tra Israele e il movimento islamico Hamas annunciata ieri sera al Cairo dal segretario di stato Hillary Clinton e dal ministro degli esteri egiziano Kamal Amr. 

Fatta eccezione per una coda di razzi tirati da Gaza a ridosso dell'annuncio del cessate il fuoco, durante la notte le armi hanno taciuto per la prima volta dal giorno dell'avvio dell'offensiva "Colonna di Nuvola". Otto giorni con 1.500 raid aerei israeliani che hanno fatto oltre 160 morti e mille feriti tra i palestinesi. I missili di Hamas e di altre organizzazioni armate sono giunti a lambire stavolta anche Gerusalemme e Tel Aviv, con un bilancio finale di cinque morti israeliani e decine di feriti. 

Felicità a Gaza dove le strade si sono riempite di migliaia di persone in festa, con gente che sventolava bandiere palestinesi ed egiziane, ed i miliziani armati hanno sparato raffiche di mitra in aria in segno di vittoria. Il leader di Hamas, Khaled Mashaal, non ha dubbi. La guerra, ha detto ieri sera con tono perentorio, è stata vinta dal movimento islamico capace di resistere alle forze potenti armate israeliane che non sono riuscite, anche solo per un giorno, a fermare i lanci di razzi da Gaza. L'accordo di tregua viene definito da Meshaal ''una sconfitta tattica'' per gli israeliani, ''un passo verso altre sconfitte''. Al punto che il governo di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, ha proclamato una "Giornata nazionale del trionfo".

Ben diverso è il giudizio a Gerusalemme dove si parla di obiettivi raggiunti. Una parte dei media però oggi attaccano il premier Benyamin Netanyahu, sottolineando che l'accordo di cessate il fuoco sarebbe giunto "troppo presto" e che non è diverso da quello già esistente e poi fallito. Le autorità israeliane, in questo clima, hanno disposto che le scuole delle zone meridionali del paese restino ancora chiuse per sicurezza, e le decine di migliaia di riservisti schierati ai bordi della striscia di Gaza sono ancora nelle loro posizioni. Ci sono ancora tante voci che insistono sull'offensiva di terra, come unica strada per "annientare" Hamas.
Da parte sua il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha accolto con soddisfazione l'annuncio del cessate-il-fuoco tra Israele e le fazioni palestinesi e ha chiesto alle parti di agire con "serieta'" e rispettare i termini dell'accordo "in buona fede".   Il massimo organo decisionale dell'Onu, che ha ringraziato esplicitamente il presidente egiziano per l'impegno nel negoziato, ha anche chiesto uno sforzo internazionale per portare "aiuti d'emergenza" a Gaza. 
 
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