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SCUOLA - sociale, capitale&lavoro
Occupy Roma,
la protesta dilaga
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Roberto Ciccarelli
22.11.2012
Sono già settanta gli istituti superiori occupati, e sabato i ragazzi torneranno in piazza. "Saremo imprevedibili, arriveremo ai palazzi del potere, segnalaremo le banche responsabili della crisi"

Roberto Ciccarelli - 22.11.2012
Appuntamento a mezzogiorno. Gli studenti medi e universitari si ritroveranno stamattina all'entrata del ministero di Grazia e Giustizia in via Arenula, quel palazzo da cui vengono sparati lacrimogeni sui cortei in fuga dalle cariche della polizia, per annunciare la nuova manifestazione unitaria di sabato prossimo. 
Nell'appello diffuso nella serata di ieri, gli studenti annunciano che sabato partiranno in corteo da Piramide «Percorreremo le strade del centro - scrivono - saremo imprevedibili nell'attraversare la città e porteremo in piazza le pratiche che appartengono al movimento studentesco: arrivare ai palazzi del potere, occupare luoghi significativi, segnalare le banche in quanto responsabili della crisi, bloccare la città». 
Quanto ai cinque principali sindacati della scuola, che sabato hanno indetto uno sciopero generale, l'appuntamento sarà «stanziale», in piazza del Popolo. «Abbiamo rinunciato al corteo - spiega Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola- per non arrecare disagio alla cittadinanza di sabato pomeriggio». 
Un proposito che sembra rispondere ai desideri del sindaco Alemanno, molto sensibile alla libertà di circolazione delle autovetture e alla libertà di commercio nel centro storico e nel Tridente. I Cobas di Piero Bernocchi non ci stanno. Loro il corteo lo faranno da piazza della Repubblica a piazza Venezia. E chiedono agli studenti di incontrarsi lungo il percorso. «Considereremo un'aggressione intollerabile qualsiasi tentativo di impedire l'espressione della vostra libera e sacrosanta protesta». La Flc-Cgil parteciperà al presidio di piazza del popolo e sostiene di non volere lasciare soli « quei ragazzi e deve essere chiaro a tutti che, nel garantire la protesta pacifica, serve il rispetto della legalità e della democrazia» Dopo lo stop definitivo dell'aumento dell'orario lavorativo a 24 ore dei docenti, le ragioni dello sciopero consistono nella richiesta di condizioni salariali e contrattuali migliori a partire dal mancato ripristino degli scatti di anzianità. «Le lotte degli studenti e dei docenti pongono la necessità di cancellare le politiche di austerità che stanno allargando le disuguaglianze - afferma Domenico Pantaleo (Flc-Cgil) - umiliando un'intera generazione che è esclusa dal lavoro e dal diritto allo studio».
L'Anief invita i docenti a ricorrere al tribunale del lavoro contro i tagli agli stipendi. «Faremo come i magistrati - affermano dal sindacato - che hanno ottenuto dalla Consulta lo sbocco degli automatismi di carriera». Tra il 2010 e il 2013, gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici hanno perso 6 mila euro in potere di acquisto.
 
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