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EUROPA - mondo, politica
Fallisce il summit sul bilancio
Monti: "Meglio rinviare che rompere"
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redazione
23.11.2012
Nessun accordo per il settennato 2014-2020. Non se ne parlerà neanche al vertice di dicembre; nuovo round ai primi dell'anno. Ma le posizioni (GB, Germania, Olanda e Svezia contro tutti gli altri) sono lontane.

redazione - 23.11.2012
Fallisce il negoziato sul bilancio Ue a Bruxelles. I lavori del Consiglio europeo dedicato al quadro finanziario per il 2014/2020 non hanno portato infatti alcuna intesa. Lo confermano fonti della presidenza cipriota dell'Unione europea. I 27 non sono dunque riusciti a trovare un accordo sul quadro finanziario pluriennale e sulla nuova proposta presentata dal presidente Herman Van Rompuy hanno deciso di riaggiornarsi nei prossimi mesi.
Dell'argomento non si discuterà al Consiglio di dicembre, che sarà dedicato all'Unione bancaria e al futuro dell'Unione economica e monetaria, ma ne verrà probabilmente convocato uno all'inizio dell'anno prossimo. Per deliberare sul pacchetto, che riguarda il periodo 2014/2020, c'è tempo fino a marzo. Già la prossima settimana, comunque, il presidente Van Rompuy ricomincerà a incontrare i diversi leader in una serie di incontri bilaterali.
Poco prima che la riunione fosse conclusa, fonti italiane avevano definito preferibile un rinvio a una rottura con il Regno Unito da una parte e il resto dell'Unione dall'altra. "E' meno drammatico rinviare l'accordo sul bilancio" all'inizio del prossimo anno, è stato detto, che "fare a 26", ovvero senza la Gran Bretagna, che resta la più intransigente sull'ultima proposta di Van Rompuy.
 
 
"Andando a 26 - osservano ancora - le conseguenze sarebbero più dannose che un rinvio di poco tempo" per arrivare all'intesa. Secondo fonti diplomatiche, in questa fase l'atteggiamento della Germania è stato un po' meno duro di quello avuto, oltre che da Londra, anche dall'Aja e da Stoccolma, dimostrandosi "costruttiva e disponibile" rispetto alla bozza presentata la notte scorsa.
  Ieri sera Mario Monti lasciando il palazzo del Consiglio Ue, aveva ribadito che l'Italia non avrebbe accettato ''soluzioni per noi non accettabili''; ''vogliamo e dobbiamo rimontare posizioni'', quella sul bilancio "è una decisione che va presa all'unanimità e occorre che tutti i paesi siano d'accordo. Se l'Italia si ritenesse significativamente insoddisfatta, non esiterebbe a non votare a favore, quindi a votare contro, così come farebbero altri paesi". 
  Da parte sua il presidente francese François Hollande ha affermato che nel dossier agricoltura il taglio previsto è per Parigi ''ancora troppo importante'', e ha replicato duramente alla richiesta britannica di mantenere gli sconti attuali: "Non possiamo accettare che alcuni fra i paesi più ricchi dell'Unione chiedano ancora sconti, mentre la Francia non ne chiede". Per il premier britannico David Cameron i tagli sono, invece, ancora insufficienti.
  
 
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