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CATALOGNA - mondo
Una vittoria a metà
per le forze indipendentiste
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redazione
26.11.2012
Il partito nazionalista catalano Convergencia i Unio (CiU) rimane il partito di maggioranza relativa, perdendo però 12 seggi. Secondi, gli indipendentisti repubblicani di Esquerra Republicana catalana con 21 seggi.

redazione - 26.11.2012
Gli elettori catalani hanno appoggiato i partiti nazionalisti e l'idea di procedere verso l'indipendenza della regione, ma lo hanno fatto disperdendo i loro voti fra le diverse forze e punendo il presidente regionale Artur Mas, che aveva voluto fortemente le elezioni regionali anticipate di ieri per far decollare il suo progetto indipendentista. Il partito di Mas, Convergencia I Unio (centrodestra), rimane ancora il primo partito di Catalogna ma perde 12 seggi (da 62 a 50) lasciando spazio ad altre forze come il partito separatista di sinistra Erc (Esquerra repubblicana de Catalunya), che raddoppia i suoi seggi (da 10 a 21). Mas aveva sperato invece di portare il suo partito alla maggioranza assoluta dei seggi (68) per avviare il complicato processo di secessione da una posizione di forza indiscussa.
Débacle annunciata per il Partit del Socialistes de Catalunya (Psc), che dai 28 seggi attuali scende a 20 e registra il peggiore risultato della sua storia. Aveva 52 seggi all'epoca di Pascual Maragall, il popolare ex sindaco di Barcellona. Quasi allo stesso livello si attesta il Partido popular, che con la sua crociata contro la secessione è riuscito comunque a mobilitare l'elettorato "unionista" e ad aumentare di uno  i 18 seggi ottenuti due anni fa.
In mancanza del plebiscito indipendentista per CiU, per realizzare il grande sogno catalano al quale è approdato nell'ultimo anno Artur Mas dovrebbe ora allearsi ai piccoli partiti nazionalisti e dell'estrema sinistra: come i 3 seggi di Candidatura d'Unitat Popular (CUP), che esordisce nel Parlamento catalano con i voti indipendentisti della sinistra localista. O gli eco-socialisti di Iniciativa para Catalunya Verd (ICV) di Joan Herrera, che puntando sulla difesa dei diritti sociali hanno migliorato di 3 seggi il risultato del 2010, ora a quota 13.
 
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