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MUSICA
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Storie in blues
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Maratona di concerti blues a Cerea, nel veronese. Giovani e giovanissimi musicisti italiani di talento impegnati in una sfida ad alto livello nello scenario di una ex fabbrica chimica, con migliaia di spettatori
Gianluca Diana - 27.11.2012
Storie in blues che arrivano dalla provincia. Più precisamente da Cerea, piccolo comune nella bassa veronese che nelle scorse settimane ha ospitato il terzo Raduno Blues Made In Italy, evento maratona andato in scena dalle prime ore del mattino fino a notte fonda. Quattordici ore ininterrotte di concerti, tremila spettatori, un'iniziativa fieristica dai numeri significativi, che non lasciano adito a dubbi riguardo l'importanza di una esperienza nata tre anni fa e che in poco tempo ha riscosso il sostegno degli appassionati di blues.
"B.M.I.I.H. - ha spiegato Lorenz Zadro, presidente della no-profit che sovratintende l'evento - è nato dall'idea di ritrovare e riscoprire il sapore dell'incontro di artisti, organizzatori ed appassionati operanti nel settore del blues italico. Da qui l'intenzione di tirar su un meeting che divenisse tale. Nonostante stiamo vivendo un momento storico in cui si è fortemente perso il concetto di comunità, ci siamo riusciti comunque".
L'ex fabbrica di perfosfati del comune veneto, ha quindi acquisito per una giornata una spiccata sonorizzazione blues. Tra le tante sessioni dal vivo svoltesi, elementi di interesse sono arrivati dall'appena quindicenne emiliano Ste Barigazzi autore di un blues già decoroso, dal trio de Il Sindacato del Mojo caratterizzatosi per le sonorità ipnotiche ed a tratti filmiche, dalla voce possente della vocalist Arianna Antinori e dalle atmosfere zydeco dei Blue Cat Blues. In bella evidenza si sé posto poi il talentuoso Little Paul Venturi, uno dei migliori musicisti che l'Italia può annoverare in questa settore. Menzione a parte per il lombardo Angelo “Leadbelly” Rossi: quello che da più parti viene definito il miglior bluesman della penisola, non ha fallito il colpo. Il suo set è stato di gran lunga il migliore della giornata, sostenuto da una voce di rara bellezza e ad un chitarrismo intenso ed evocativo del migliore hill-country blues, Rossi ha trasportato gli astanti nelle terre del nord del Mississippi. Sul palco assieme a lui per un cameo dedicato al bluesman Juke Boy Bonner, il grande armonicista Marco Pandolfi che oltre ad essere autore di una performance superlativa, si è fatto testimonial per la raccolta fondi italiana destinata al chitarrista statunitense Kid Ramos. Un medical fund destinato a supportare economicamente il leader band della formazione dei Los FabuLocos, ammalato di cancro. Iniziativa che ha riscosso in toto il plauso ed il sostegno del pubblico presente.




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