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TORINO
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sociale
Arresti tra i No Tav
c'è anche il leader del movimento
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Sono ancora tutte da capire le motivazioni sui provvedimenti cautelari decisi oggi nei confronti di esponenti dei centri sociali dell'area anarchica e vicini al movimento contro l'Alta velocità in Val di Susa
REDAZIONE - 29.11.2012
Blitz della Digos di Torino che da questa mattina sta eseguendo 19 provvedimenti cautelari per nei confronti di esponenti legati per la maggior parte all'area anarchica e ai centri sociali torinesi e vicini al movimento No Tav. Le misure riguardano due episodi: l'aggressione ai giornalisti del ''Corriere della Sera'' avvenuta a febbraio e l'irruzione, a fine agosto, negli uffici della Geostudio, casa madre della Geovalsusa società che stava partecipando ad una gara per la progettazione funzionale ad attivita' connesse al progetto Tav. In particolare si tratta si tratta di due arresti domiciliari per l'aggressione alla troupe di giornalisti eseguiti fuori dal Piemonte, e altre 17 misure (7 arresti domiciliari, 4 divieti di dimora a Torino e 6 obblighi di firma) per l'episodio della Geostudio, in cui sono coinvolti per la maggioranza esponenti dei due centri sociali torinesi Askatasuna e Gabrio.
Tra i provvedimenti restrittivi vi è il divieto di dimora a Torino per Francesco Richetto, considerato uno dei leader del movimento stesso. Tra le due persone raggiunte dall'ordine di arresti domiciliari per l'aggressione ad una troupe che realizzava servizi per conto del Corriere della Sera web vi e' invece Massimo Passamani, di Rovereto (Trento), gia' attualmente ai domiciliari per il reato di associazione per delinquere.





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