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MUSICA
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visioni
Mark Lanegan in tour
a Roma e a Firenze
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L'occasione è rappresentata dalla pubblicazione di Blues funeral, uscito lo scorso febbraio, un disco maturo in cui la vena rock folk viene contaminata da elementi elettronici, maturati in una lunga carriera
Gianluca Diana - 29.11.2012
Mark Lanegan torna per un breve tour italiano, due date che lo vedono impegnato giovedì 29 all'Orion Club di Roma e il 30 al Viper Theatre di Firenze. L'occasione è rappresentata dalla pubblicazione di Blues funeral, uscito per la 4ad lo scorso febbraio, un disco maturo in cui la vena rock folk viene contaminata da elementi elettronici. Risultato convincente e frutto delle influenze raccolte nel corso della lunga carriera del cantante di Ellensburg, stato di Washington, sulle scene sin da metà anni ottanta quando iniziò la sua avventura con la formazione dalle sonorità grunge degli Screaming Trees, con l'album Clairvoyance. Di lì a poco, nel 1990, avrebbe dato il via anche ad una carriera a suo nome, con il lavoro The Winding Sheet. Da allora ad oggi dieci album incluso l’ultimo. Nel mezzo Lanegan non si è fermato, piuttosto ha percorso innumerevoli strade, che lo hanno portato a condividere progetti quali The Gutter Twins con Greg Dulli, il duo con Isobel Campbell, i Soulsavers e poi presenze in band di altri. Dove la sua voce profonda ed intensa, riconoscibile tra mille, ha lasciato il segno in modo indelebile. Di questo suo talento si sono avvalsi in tanti, particolarmente il duo electro degl Unkle e la band americana di stoner rock dei Queens Of The Stone Age. Lo abbiamo incontrato prima delle due date italiane, la prima domanda è proprio su Blues Funeral: «L’intenzione di fare un disco c’era da molto tempo. Nel frattempo sono stato impegnato con altre cose, tra cui i dischi con Isobel Campbell. Quindi una volta terminato il resto mi sono messo a lavorare su Blues Funeral». Che dentro di sé porta una serie di suoni electro che sono figli delle cose che ascoltavo in quel periodo. Vecchie incisioni dei Kraftwerk ed altre formazioni di quel periodo provenienti dalla Germania». E l'onda tedesca si sente in particolari in brani Ode To Sad Disco e Harborview Hospital . Nel disco una lunga serie di ospiti, tra cui il chitarrista inglese Duke Garwood: «E’ presente in due canzoni dell’album. Ma la nostra collaborazione andrà avanti. Sto già pensando ad altro, oltre Blues Funeral». Usciranno due miei dischi. Il primo sarà un album solista, il secondo sarà appunto con Garwood». Il quale, oltre a formazioni come Lyenn e The Atom Brain, è opening act di Lanegan. La presenza di Garwood aggiunge un sapore blues che nella matrice artistica del cantante è da sempre presente, come egli stesso afferma: «Sono sempre stato attratto dai suoni dello spiritual e del blues. Da gente come Son House, Lightnin’ Hopkins e più in generale dal country blues». Non stupisce quindi se, spulciando nei tanti cameo effettuati dal nostro in carriera, si trova anche una rilevante partecipazione con il brano All Night Long ad una compilazione dedicata all’autore mississipiano Junior Kimbrough. A proposito dell’iperattività che lo contraddistingue, gli chiediamo informazioni sull’ep Dark Mark Does Christmas, calssica chicca discografica per appassionati: «Mi sono sempre divertito ad incidere album di canzoni natalizie, non è il primo. Sono cose che sono fuori dai soliti circuiti commerciali, sono in vendita solo nei miei concerti».





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