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visioni
In Francia l'arte arriva in periferia
Così si investe in cultura
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Il Louvre, il più grande museo del mondo, apre a Lens, la cittadina più povera di Francia, con soli 35mila abitanti, al centro del bacino minerario dove vent’anni fa ha chiuso l’ultima miniera.
ANNA MARIA MERLO - 05.12.2012
L’arte, la grande arte, sul terreno di una miniera di carbone, in funzione fino al ’60. Il Louvre, il più grande museo del mondo, apre a Lens, la cittadina (35mila abitanti) più povera di Francia, al centro del bacino minerario dove vent’anni fa ha chiuso l’ultima miniera. Il Louvre-Lens, inaugurato ieri da François Hollande e aperto al pubblico dal 12 dicembre, è un edificio di 28mila mq lungo 360 metri, leggero e minimalista, a un solo piano, tutto vetro e acciaio, che si sviluppa in quattro parallelepipedi e un grande cubo “come delle barche che fluttuano legate tra loro”, firmato dai due architetti giapponesi dell’agenzia Sanaa, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, Premio Pritzker 2010. L’edificio che capta la luce naturale si affaccia su un parco di 20 ettari, realizzato dalla paesaggista Catherine Mosbach, che riprende il paesaggio locale e fa eco ai segni lasciati nel territorio dall’attività mineraria. Dalle vetrate del museo, si vedono le due montagne delle discariche minerarie di Loos-en-Gohelle, le più grandi d’Europa e lo stadio Bollaert, che ospita il Racing Club, la squadra di calcio che a sorpresa ha vinto il campionato qualche anno fa e che ha rappresentato, a detta dei politici locali, il filo di speranza che ha tenuto assieme una società scossa e umiliata dalla deindustrializzazione. Ma adesso il Louvre-Lens, che potrebbe portare fino a un milione di visitatori l’anno (c’è la fermata Tgv, sulla linea Parigi-Bruxelles-Amsterdam e Parigi-Lille-Londra oltre all’autostrada che collega il nord Europa al sud della Francia), è diventato il simbolo della speranza di ripresa, nel bacino minerario che l’Unesco ha di recente classificato nel “patrimonio mondiale”.
All’interno del discreto palazzo di vetro, un grande spazio di 3mila mq, senza finestre, con la luce che viene dall’alto e i muri di allumino opaco, ospita la Galleria del tempo. Dal Louvre sono arrivati a Lens dei capolavori, che ripercorrono tutta la storia dell’arte, dai Sumeri al XIX secolo. L’ultima opera esposta è La libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix. Un idolo delle Cicladi, statue egizie, il Discoforo greco, un frammento del mosaico di santa Maria Assunta del Torcello, il ritratto di Castiglione di Raffaello, quello di Francesco I del Tiziano e Louis-François Bertin di Ingres, la Maddalena di Georges de la Tour, un Perugino, un Poussin, un Rembrandt, un Goya, un Rubens. Attraverso 200 opere straordinarie, la Galleria del Tempo ripercorre più di 5mila anni di storia dell’arte. Ci sarà una rotazione delle opere del Louvre a Lens, rinnovate ogni 5 anni, con cambiamenti del 20% ogni anno (il Raffaello, per esempio, tornerà a Parigi nel dicembre 2013). In un altro grande spazio dedicato alle mostre temporanee, allestito in modo più tradizionale, con muri mobili, è presentata l’esposizione Rinascimento: il Louvre ha portato a Lens, tra l’altro, la Sant’Anna di Leonardo, appena restaurata, e una Vergine di Botticelli. In primavera, ci sarà una mostra su Rubens e l’Europa. Il Padiglione di vetro, che si affaccia sul giardino, propone in due bolle chiuse una mostra sul tempo. Tutti i servizi del museo (libreria, caffetteria ecc.) sono in bolle trasparenti. Nel sottosuolo, sono visibili le riserve del Museo. Un laboratorio si occupa del restauro. Un auditorio modulabile puo’ accogliere fino a 300 posti.
L’idea della decentralizzazione del Louvre è stata del ministro della cultura di Jacques Chirac, Jean-Jacques Aillagon, appoggiato dal suo predecessore Jack Lang. Il Louvre-Lens è diventato la pietra miliare della trasformazione di una zona distrutta dalla chiusura delle miniere e dalla deindustrializzazione. Ormai, il Nord-Pas de Calais si autodefinisce la “Regione dei Musei”, con 48 istituzioni, da Lille a Lens. Secondo Henri Loyrette, direttore del Louvre, “il Louvre-Lens è una nuova ala del Louvre dove tutto diventa possibile. E’ una chance per Lens, ma anche per il Louvre. Un’occasione di rinnovamento”. Benché molto differente dal Pompidou-Metz, la succursale di Beaubourg aperta nella capitale della Lorena che presenta solo mostre temporanee, il Louvre-Lens spera di ripetere il successo di questa iniziativa. Il finanziamento del Louvre-Lens, costato 150 milioni di euro, è dovuto nella quasi totalità agli enti locali.





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