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MASSACRO IN CONNECTICUT
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La strage peggiore
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Ancora follia omicida in una scuola Usa. A Newtown, Connecticut, zona di tranquilli sobborghi, un uomo uccide 26 persone, 20 erano bambini. Poi si suicida. Tra le vittime anche la madre, il padre e il fratello.
Luca Celada - 15.12.2012
La notizia si è diffusa nella mattinata di un venerdì che doveva essere come ogni altro: sparatoria in una scuola di Newtown, Connecticut, zona di tranquilli sobborghi nella periferia della tristate area, la zona metropolitana allargata attorno a New York. Poco dopo la notizia secca sono stati confermati i peggiori timori: una strage - la peggiore nella triste e lunga storia di «sparatorie scolastiche» in America.
In una prima breve conferenza stampa un portavoce della polizia si è limitato a rilasciare alcuni dati, alle 9:30 locali le forze dell'ordine hanno ricevuto una chiamata dall'interno della scuola (sembra del vicepreside che ferito alla gamba chiamava da sotto alla scrivania dove si era rifugiato). Giunti sul luogo hanno constatato che era avvenuta una sparatoria che aveva provocato «numerose vittime» fra studenti e insegnanti compreso anche l'assassino, apparentemente morto suicida. Nella confusione sono poi trapelati i primi dati non ancora confermati.
Un uomo, Ryan (o Adam per il New York post) Lanza di 20 anni, si sarebbe introdotto nella scuola di Sandy Hook dove c'erano circa 700 alunni dall'asilo al quarto anno. Vestito di nero, con un giubbotto antiproiettile avrebbe poi seguito il tragico copione già visto a Columbine e al politecnico di Virginia Tech, muovendosi fra i locali della scuola facendo fuoco con armi automatiche, la folle, insostenibile variante in questo caso: davanti ai proiettili dell'omicida, 100 colpi da almeno due armi, c'erano i piccoli corpi degli alunni di 5 o al massimo 10 anni. Sono rimbalzate le cifre: 10 bambini poi 18, poi 20, circa 30 i morti in totale e un numero imprecisato di feriti. Sono trapelati anche i primi racconti dei testimoni fra cui alcuni bambini. «Abbiamo visto un sacco di gente» ha detto ai giornalisti una alunna, Alexis Wasik, «poi sono entrati in classe i poliziotti e poi erano sul tetto. Stavano cercando il tipo». Altri hanno raccontato dell'evacuazione nel panico, di corsa verso una vicina caserma dei pompieri dove poco dopo sono stati diretti i genitori alla frenetica ricerca dei propri figli. Per «una ventina» di loro lo strazio all'annuncio che non c'era più nulla da fare, che per loro il peggiore incubo di ogni genitore si era avverato. Altre notizie trapelate riguardano l'arresto di un secondo uomo con indumenti «neri e militari» trovato dalla polizia nei boschi in vicinanza della scuola e fermato per accertamenti anche se non esistono al momento altri dati certi un suo possibile ruolo nella sparatoria. Ancora da accertare anche come Lanza abbia potuto introdursi nell'istituto che apparentemente implementava strette misure di sicurezza per cui le porte erano tutte chiuse a chiave e l'accesso era monitorato via videocitofono, dati che puntano a una persona nota. Forse era il padre di un alunno, si è ricostruito in un primo momento. Ma a restare uccisa, riportano i maggiori network, sarebbe anche la madre dell'assassino che lavorava come insegnante nell'istituto. Mentre anche il padre sarebbe stato ammazzato, nella casa di Lanza, e anche uno dei suoi fratelli.
E così un altra comunità è sprofondata in un incubo inconcepibile ma familiare, pochi mesi dopo la «strage di Batman» in un cinema di Aurora, Colorado e nella stessa settimana di una tentata strage in un centro commerciale in Oregon. La tragedia di Newtown è destinata a riportare in primo piano il dibattito annoso quanto sterile su un maggiore controllo delle armi da fuoco in circolazione nella popolazione americana, quantomeno in congiunzione con individui affetti da squilibri psichici. Come se fosse possibile infine, l'episodio è reso ancora peggiore, ancora più inimmaginabile dalla notizia che l'ha preceduto di poche ore di 22 bambini accoltellati in una scuola elementare nella provincia di Henan in Cina, che rende la follia infanticida di ieri una assurda sindrome globale.
In una prima breve conferenza stampa un portavoce della polizia si è limitato a rilasciare alcuni dati, alle 9:30 locali le forze dell'ordine hanno ricevuto una chiamata dall'interno della scuola (sembra del vicepreside che ferito alla gamba chiamava da sotto alla scrivania dove si era rifugiato). Giunti sul luogo hanno constatato che era avvenuta una sparatoria che aveva provocato «numerose vittime» fra studenti e insegnanti compreso anche l'assassino, apparentemente morto suicida. Nella confusione sono poi trapelati i primi dati non ancora confermati.
Un uomo, Ryan (o Adam per il New York post) Lanza di 20 anni, si sarebbe introdotto nella scuola di Sandy Hook dove c'erano circa 700 alunni dall'asilo al quarto anno. Vestito di nero, con un giubbotto antiproiettile avrebbe poi seguito il tragico copione già visto a Columbine e al politecnico di Virginia Tech, muovendosi fra i locali della scuola facendo fuoco con armi automatiche, la folle, insostenibile variante in questo caso: davanti ai proiettili dell'omicida, 100 colpi da almeno due armi, c'erano i piccoli corpi degli alunni di 5 o al massimo 10 anni. Sono rimbalzate le cifre: 10 bambini poi 18, poi 20, circa 30 i morti in totale e un numero imprecisato di feriti. Sono trapelati anche i primi racconti dei testimoni fra cui alcuni bambini. «Abbiamo visto un sacco di gente» ha detto ai giornalisti una alunna, Alexis Wasik, «poi sono entrati in classe i poliziotti e poi erano sul tetto. Stavano cercando il tipo». Altri hanno raccontato dell'evacuazione nel panico, di corsa verso una vicina caserma dei pompieri dove poco dopo sono stati diretti i genitori alla frenetica ricerca dei propri figli. Per «una ventina» di loro lo strazio all'annuncio che non c'era più nulla da fare, che per loro il peggiore incubo di ogni genitore si era avverato. Altre notizie trapelate riguardano l'arresto di un secondo uomo con indumenti «neri e militari» trovato dalla polizia nei boschi in vicinanza della scuola e fermato per accertamenti anche se non esistono al momento altri dati certi un suo possibile ruolo nella sparatoria. Ancora da accertare anche come Lanza abbia potuto introdursi nell'istituto che apparentemente implementava strette misure di sicurezza per cui le porte erano tutte chiuse a chiave e l'accesso era monitorato via videocitofono, dati che puntano a una persona nota. Forse era il padre di un alunno, si è ricostruito in un primo momento. Ma a restare uccisa, riportano i maggiori network, sarebbe anche la madre dell'assassino che lavorava come insegnante nell'istituto. Mentre anche il padre sarebbe stato ammazzato, nella casa di Lanza, e anche uno dei suoi fratelli.
E così un altra comunità è sprofondata in un incubo inconcepibile ma familiare, pochi mesi dopo la «strage di Batman» in un cinema di Aurora, Colorado e nella stessa settimana di una tentata strage in un centro commerciale in Oregon. La tragedia di Newtown è destinata a riportare in primo piano il dibattito annoso quanto sterile su un maggiore controllo delle armi da fuoco in circolazione nella popolazione americana, quantomeno in congiunzione con individui affetti da squilibri psichici. Come se fosse possibile infine, l'episodio è reso ancora peggiore, ancora più inimmaginabile dalla notizia che l'ha preceduto di poche ore di 22 bambini accoltellati in una scuola elementare nella provincia di Henan in Cina, che rende la follia infanticida di ieri una assurda sindrome globale.





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