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EDITORIALE
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NORMA RANGERI - 22.01.2013
Care compagne e cari compagni, care lettrici e cari lettori,
fra poco più di un mese si torna alle urne. E forse per la prima volta, a sinistra, le scelte elettorali saranno meno scontate che in passato (sempre che non si decida di astenersi). Noi invece, nonostante un "mercato" politico ricco di offerte e di simboli per - quasi - tutti i gusti politici, non abbiamo dubbi: noi scegliamo il manifesto. Anzi, lo abbiamo già scelto. Soprattutto quando abbiamo dovuto liberare il giornale dal cappio della liquidazione forzata. Il percorso compiuto finora è stato aspro, difficile, anche lacerante al nostro interno. Ma il cammino che abbiamo davanti a noi può essere perfino più complicato.
Lavoriamo in un campo scivoloso, delicato, in forte crisi: la carta stampata. Che non da oggi sappiamo in parte dipendente dai poteri economici, in parte soggetta ai voleri dei partiti. Tra l'altro il pesante e meritato discredito che coinvolge il sistema politico, la partitocrazia, è causa ed effetto al tempo stesso di una informazione subalterna alla finanza, alle banche, alla grande industria, ai partiti.
Noi non dipendiamo da nessuno. E non abbiamo una forza politica alle spalle. Il nostro "partito" è il manifesto e voi, lettrici e lettori, siete i nostri elettori. Oggi vi chiediamo di rivotare per noi. Da subito. Senza aspettare il 24 febbraio. Come? Abbonandovi al giornale. Per voi sarà un voto sicuro, perché in parte già ci conoscete. Per noi sarà un voto utile, perché ci farà vivere questo anno nuovo poggiando i nostri primi passi su un terreno non franoso.
Come forse sapete siamo una cooperativa appena nata. Senza debiti adesso. Ma anche senza un euro in cassa. E soprattutto senza un capitale iniziale. I risultati netti delle vendite - che finora hanno tenuto molto bene nonostante quanto è accaduto negli ultimi mesi - e quelli della pubblicità li avremo solo tra qualche mese. Come sempre nella storia del manifesto, sono gli abbonamenti la nostra piccola, fondamentale accumulazione originaria, il punto di partenza, materiale e ideale, per affrontare il futuro e trasformare i progetti in realtà. Per fare un passo dopo l'altro e continuare un lavoro politico con l'impegno e la passione che ci accompagnano da oltre quarant'anni.
Abbonarsi al manifesto significa dare fiducia a un gruppo, ad un collettivo che è riuscito a chiudere la durissima esperienza della liquidazione amministrativa conservando la maggior parte dei posti di lavoro e l'autonomia della testata. Chiunque domani vorrà acquistare il manifesto, sarà comunque obbligato ad accordarsi con la cooperativa. E se le cose andranno come speriamo, questa cooperativa sarà in campo per un'offerta di acquisto.
Abbonarsi oggi ha dunque un valore particolare, straordinario: significa dare fiducia ad un giornale che ha vinto una sfida quasi impossibile. Ma vuol dire anche impegnarsi, insieme a noi, a costruire un'impresa editoriale e un'esperienza politica rinnovate. E c'è bisogno, qui e ora, e specialmente nella prospettiva di un centrosinistra al governo, di un giornale libero, aperto, plurale, di discussione e di critica, di confronto e di polemica.
. Tuttora crediamo che le condizioni economiche siano determinanti per la fisionomia e la credibilità politica: la discontinuità più forte è diventare una cooperativa finanziariamente solida. Continueremo a pubblicare il manifesto solo se riusciremo a camminare con le nostre gambe, ad organizzare quell'editore collettivo che voi lettrici e lettori rappresentate e pretendete. Per tutto questo, abbonatevi. Anzi, manifestatevi.
fra poco più di un mese si torna alle urne. E forse per la prima volta, a sinistra, le scelte elettorali saranno meno scontate che in passato (sempre che non si decida di astenersi). Noi invece, nonostante un "mercato" politico ricco di offerte e di simboli per - quasi - tutti i gusti politici, non abbiamo dubbi: noi scegliamo il manifesto. Anzi, lo abbiamo già scelto. Soprattutto quando abbiamo dovuto liberare il giornale dal cappio della liquidazione forzata. Il percorso compiuto finora è stato aspro, difficile, anche lacerante al nostro interno. Ma il cammino che abbiamo davanti a noi può essere perfino più complicato.
Lavoriamo in un campo scivoloso, delicato, in forte crisi: la carta stampata. Che non da oggi sappiamo in parte dipendente dai poteri economici, in parte soggetta ai voleri dei partiti. Tra l'altro il pesante e meritato discredito che coinvolge il sistema politico, la partitocrazia, è causa ed effetto al tempo stesso di una informazione subalterna alla finanza, alle banche, alla grande industria, ai partiti.
Noi non dipendiamo da nessuno. E non abbiamo una forza politica alle spalle. Il nostro "partito" è il manifesto e voi, lettrici e lettori, siete i nostri elettori. Oggi vi chiediamo di rivotare per noi. Da subito. Senza aspettare il 24 febbraio. Come? Abbonandovi al giornale. Per voi sarà un voto sicuro, perché in parte già ci conoscete. Per noi sarà un voto utile, perché ci farà vivere questo anno nuovo poggiando i nostri primi passi su un terreno non franoso.
Come forse sapete siamo una cooperativa appena nata. Senza debiti adesso. Ma anche senza un euro in cassa. E soprattutto senza un capitale iniziale. I risultati netti delle vendite - che finora hanno tenuto molto bene nonostante quanto è accaduto negli ultimi mesi - e quelli della pubblicità li avremo solo tra qualche mese. Come sempre nella storia del manifesto, sono gli abbonamenti la nostra piccola, fondamentale accumulazione originaria, il punto di partenza, materiale e ideale, per affrontare il futuro e trasformare i progetti in realtà. Per fare un passo dopo l'altro e continuare un lavoro politico con l'impegno e la passione che ci accompagnano da oltre quarant'anni.
Abbonarsi al manifesto significa dare fiducia a un gruppo, ad un collettivo che è riuscito a chiudere la durissima esperienza della liquidazione amministrativa conservando la maggior parte dei posti di lavoro e l'autonomia della testata. Chiunque domani vorrà acquistare il manifesto, sarà comunque obbligato ad accordarsi con la cooperativa. E se le cose andranno come speriamo, questa cooperativa sarà in campo per un'offerta di acquisto.
Abbonarsi oggi ha dunque un valore particolare, straordinario: significa dare fiducia ad un giornale che ha vinto una sfida quasi impossibile. Ma vuol dire anche impegnarsi, insieme a noi, a costruire un'impresa editoriale e un'esperienza politica rinnovate. E c'è bisogno, qui e ora, e specialmente nella prospettiva di un centrosinistra al governo, di un giornale libero, aperto, plurale, di discussione e di critica, di confronto e di polemica.
. Tuttora crediamo che le condizioni economiche siano determinanti per la fisionomia e la credibilità politica: la discontinuità più forte è diventare una cooperativa finanziariamente solida. Continueremo a pubblicare il manifesto solo se riusciremo a camminare con le nostre gambe, ad organizzare quell'editore collettivo che voi lettrici e lettori rappresentate e pretendete. Per tutto questo, abbonatevi. Anzi, manifestatevi.




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