sabato 16 febbraio 2013
indice
SPAZZATURA
29.01.2013 ANTONIO SCIOTTO
CAPITALE & LAVORO
09.01.2013 ANTONIO SCIOTTO
SULCIS
27.12.2012 Costantino Cossu
EDITORIALE
22.12.2012 Giulio Marcon
EDITORIALE
29.11.2012 GUGLIELMO RAGOZZINO
VOI SIETE QUI
26.11.2012 Alessandro Robecchi
ROMA
24.11.2012 REDAZIONE
AUSTERITY
14.11.2012 Roberto Ciccarelli
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
SPAZZATURA - capitale&lavoro
Il salario ha fame
ma i prezzi corrono troppo
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
ANTONIO SCIOTTO
29.01.2013
L'Istat diffonde dati raggelanti. Le retribuzioni contrattuali orarie sono salite nella media del 2012 solo dell'1,5%, mentre i prezzi sono cresciuti del doppio: il 3%. Mai prima d'ora era stato registrato un incremento così basso. Così il «junk food», il cibo di scarsa qualità, è per molti italiani l'unico rifugio nel tempo di crisi. Lo denunciano gli agricoltori

ANTONIO SCIOTTO - 29.01.2013
La corsa dei prezzi ha doppiato quella dei salari. Ce ne eravamo accorti tutti, ma a confermarlo «scientificamente» è l'Istat, che ieri ha diffuso dati raggelanti. Le retribuzioni contrattuali orarie - rileva l'istituto di statistica - sono salite nella media del 2012 solo dell'1,5%, mentre i prezzi sono cresciuti del doppio: il 3%.
Mai prima d'ora, spiega l'Istat, era stato registrato un incremento così basso dei salari, almeno sin dall'inizio delle serie storiche (cominciate nel 1983). Il divario tra prezzi e retribuzioni, poi, già il più ampio dal 1995, si allarga ancora se si fa riferimento al cosiddetto «carrello della spesa», ovvero agli acquisti più frequenti, quelli che incidono maggiormente sulle fasce medio basse (che poco concedono al superfluo o al lusso): ebbene, il divario tra carrello e salario è del +4,3%.
Uno dei maggiori responsabili della corsa dei prezzi rispetto all'aumento delle buste paga è il settore del pubblico impiego: con questo non vogliamo dire ovviamente che la responsabilità ricada sui dipendenti di Stato, sanità, istruzione o enti locali. Al contrario, loro sono le principali vittime di quel blocco degli incrementi che fu deciso già dal governo Berlusconi e poi confermato (manco a dirlo) dall'esecutivo Monti. Senza contare che quest'ultimo, nella sua famigerata riforma delle pensioni, ha deciso anche il mancato adeguamento degli assegni pensionistici, poi parzialmente corretto almeno per le fasce meno basse. Sono dunque 3,7 milioni i lavoratori in attesa del rinnovo del proprio contratto, e di questi ben 3 milioni sono i pubblici.
Il tempo che tocca aspettare per vedersi aggiornare l'accordo di lavoro supera i tre anni:: vista la situazione, con un veloce deteriorarsi del potere d'acquisto, non stupisce affatto un altro dato diffuso ieri, anche questo un bel record negativo: la fiducia dei consumatori è calata in gennaio al minimo storico, il valore più basso dall'inizio delle serie storiche, cioè dal gennaio 1996. L'indice, rileva sempre l'Istat, è sceso a 84,6 dall'85,7 registrato nello scorso dicembre.
E non basta. Calcoli «neri» e previsioni fosche arrivano anche da altre fonti, in questo caso da sindacati, associazioni dei consumatori e delle imprese. Secondo il Codacons la forbice tra salari e prezzi nel 2012 sarebbe costata a una famiglia di tre persone una «perdita del potere d'acquisto di 524 euro».
La Coldiretti rileva come il 48% degli italiani pensi che sia diminuita la propria capacità di spesa per il 2013. Mentre la Confederazione italiana agricoltori sottolinea come nei mercati e supermercati si siano ridotti gli acquisti all'osso, con sempre più persone che si buttano per necessità sullo junk food (ovvero, «cibo spazzatura»).
Rimpallo di colpe tra sindacati e partiti. L'ex ministro Maurizio Sacconi, candidato con il Pdl, si getta a testa bassa contro la Cgil: «È colpa della sua politica sindacale egualitaria e centralizzata, imposta a tutti. E Monti, che ora critica la Cgil, ne ha subito i veti riducendo da 6000 a 2500 euro il salario detassabile e rinunciando a difendere l'articolo 8, che oggi la sinistra vuole abrogare con un referendum».
La leader Cgil, Susanna Camusso, punta il dito contro «il blocco dei contratti pubblici». Mentre per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni «se nel biennio 1992-1993 ci fu bisogno di un patto sociale per abbattere l'inflazione, oggi occorre un nuovo patto per alzare i salari, tagliare le tasse e rilanciare l'economia».
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it