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MUSICA
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Tra i vicoli di Napoli
torna l'arte della «posteggia»
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Spopolano su youtube i video dove I Posteggiatori Tristi cantano le loro storie di amori e tradimenti del secolo scorso attraversando le peripezie del vicolo a colori di oggi
Adriana Pollice - 22.02.2013
E’ tornata l’arte della ‘posteggia’ tra le strade di Napoli grazie a un trio si musicisti, Pietro Botte, Davide D’Alò e Ivan Virgulto, che ha fatto della precarietà contemporanea un tratto nobile riportandola nel solco della tradizione partenopea. Così, come i loro predecessori, si aggirano per trattorie e pizzerie, riprendendo le canzoni ironiche, le macchiette, della premiata ditta Pisano-Cioffi, imbastite nei suoni mediterranei e balcanici, affidando poi la sopravvivenza al buon cuore degli avventori. Spopolano su youtube i video dove I Posteggiatori Tristi cantano le loro storie di amori e tradimenti del secolo scorso attraversando le peripezie del vicolo a colori di oggi. Basta cliccare per vedere che succede ad intonare Agata, il classico di Nino Taranto, lungo via dei Tribunli. Una vicenda musicale che si è sviluppata anche negli spazi occupati dell’Ex Asilo Filangieri e che ha finito per intrecciarsi nel 2012 con il teatro della regista Sara Sole Notarbartolo e dell’attrice Valentina Curatoli. Da allora i loro concertini ‘ntussecati hanno preso una piega da Café Chantant.
La nuova tappa dell’intricata storia dei Posteggiatori tristi li porterà dal 27 al 3 marzo al Piccolo Bellini di Napoli a esibirsi in Isso, Essa e Karamazov, terzo episodio di “Operazione Sciarappa”. Quasi una sceneggiata a puntate dove il trio sarà accompagnato da Valentina Curatoli, Rosario Giglio e Antonella Romano, supportato dall’Orchestrina della Tundra, testi e regia di Sara Sole Notarbartolo. Il gruppo di musicisti squattrinati si è trasformato in una compagnia d’avanspettacolo e a furia di girare per i palchi è finita in un teatro di terz’ordine di un paesino russo immaginario, circondato dalla tundra. Caduti in rovina, impossibilitati a contattare lo sponsor Sciarappa per via di un guasto alla Transiberiana, il pubblico dopo averli visti diventare milionari nel primo episodio e salvarsi dal disastro del Titanic nel secondo, li ritrova dietro le quinte prima di cominciare un’altra rovinosa replica del loro spettacolo. Come in tutte le sceneggiate c’è una donna fatale, un uomo cattivo e Karamazov, capocomico e voce della band, posteggiatore e antieroe, alle prese con la fidanzata Sciarlotta Sciarappa. Canzoni di giacca, tradimenti, vendette e colpi di scena, la triste saga fa un’altra giravolta intorno alla scommessa se si possa ancora mettere mano al repertorio della tradizione per raccontare con ironia il presente.




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