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MUSICA
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Il mito di David Bowie
torna carne e rock'n'roll
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Il 12 marzo esce The Next Day, nuovo cd del duca bianco. L'8 gennaio, a dieci anni esatti dal suo ultimo lavoro, ha annunciato il suo ritorno discografico anticipandolo con in singolo Where are we now?
Stefano Crippa - 01.03.2013
Non è stato un compleanno qualunque per David Bowie. L'8 gennaio dopo aver spento le canoniche sessantasei candeline, il desaparecido del rock'n'roll da dieci anni esatti - l'ultima sua apparizione nei negozi era stato il modesto Reality, ha annunciato il suo ritorno discografico anticipandolo con un singolo Where are we now? Un lampo nel buio per chi si immaginava il duca bianco ormai perso in un'altra vita, anni luce lontana dallo star system. Investimenti azionari e nel mercato dell'arte, qualche sporadica apparizione cinematografica (nel 2006 un breve ruolo in The Prestige diretto da Christopher Nolan), un festival organizzato nel 2007 a New York High Line fra arte e musica, avevano fatto pensare che l'ennesima mutazione dell'artista fosse la cristalizzazione in icona vivente. Con tanto di targa commemorativa nella londinese Heddon Street, per celebrare l'influenza di Ziggy stardust nella rock art e l'annuncio dell'apertura ad aprile alla Victoria and Albert Museum di una mostra a lui dedicata. E lui che fa? Smonta il mito e annuncia l'uscita di un nuovo album che la Sony licenzierà il 12 marzo prossimo. The Next Day, il titolo, è il suo trentesimo lavoro, registrato negli studi The Magic Shop and Human di New York dove sono state scattate le fotografie del booklet che lo ritraggono in forma smagliante, quasi a rinfrancare i fan preoccupati per alcuni seri problemi di salute patiti negli ultimi tempi.
The Next Day, il prossimo giorno quasi a vaticinare una nuova alba , è un ponte, musicalmente parlando, ricco di umori anni settanta, un rock essenziale quasi scarno ma che non lesina qua e là inserimenti di tastiere e improvvisazioni che rimandano agli album del periodo glam. Testimonianza di una ritrovata vena autorale decisamente smarrita nei novanta, dove la rock star di Brixton si era crogiolato dietro svogliate passioni da club electro molto a la pagé. Qui c'è il vigore di composizioni come Dancing Out in space, dal riff accattivante, il trasporto sontuoso e melodico della ballad Where are we now? «Dovevo prendere il treno da Postadamer Platz, non hai mai saputo che potevo farlo», canta trentacinque anni dopo. Postdamer era infatti uno spazio abbandonato, a due passi dagli Hansa studios, dove Bowie registrò il trittico berlinese. Il rock pulsante di pezzi come (You will set) The World on Fire si riaggancia invece alle allegorie heavy dei Tin Machine, la band formata sul declinare degli ottanta insieme a Reeves Gabrels, Tony e Hunt Sales.
Un disco elaborato e prodotto segretamente nell'arco di due anni, e di cui nemmeno la Columbia sapeva niente fino a pochi giorni prima dell'annuncio, melanconico, caldo e ironico. Così come appare anche nel video appena postato su Vevo di The Stars (Are out tonight), diretto dalla regista aquilana Flora Sigismondi e interpretato insieme a Tilda Swinton, con la quale nella 'finzione' scenica è sposato felicemente fino all'intrusione di una coppia di celebrità che ne mina l'equilibrio determinando un finale shock. Un corto in cui Bowie gioca ancora una volta sul tema dell'immaginario, la doppia personalità sperimentato ai tempi di Ziggy Stardust e sull'invadenza dei media. Testi dalle molteplici citazioni, spunti di riflessione, scritti ispirandosi al cut up di Burroughs e ricchi di riferimenti storici, come in How Does the Grass Grow dove racconta il genocidio degli Apaches, mentre You Feel So Lonely You Could die è un gioco di contrasti, fra passione e sentimento. «Arriverai a dimenticartene e solo la morte ti amerà», intona in un'appassionato e seducente ritornello rock'n'roll in un crescendo dai toni epici.
Quattordici nuove canzoni, diciassette nella versione deluxe che è ormai un modo da parte delle etichetta di monetizzare il più possibile: è tanto il timore che del disco escano versione pirata prima del 12 marzo che l'ascolto alla stampa è stato 'concesso' in streaming e per sole quattro ore.... Coprodotto a quattro mani insieme allo storico producer Tony Visconti, con lui nei settanta e poi nei suoi due ultimi cd (Heathen e Reality), è stato scritto interamente da Bowie, tranne tre brani: Boss of Me e I'll take you there, insieme a Gerry Leonard e How Does the Grass Grow? con Jerry Lordan.
The Next Day, il prossimo giorno quasi a vaticinare una nuova alba , è un ponte, musicalmente parlando, ricco di umori anni settanta, un rock essenziale quasi scarno ma che non lesina qua e là inserimenti di tastiere e improvvisazioni che rimandano agli album del periodo glam. Testimonianza di una ritrovata vena autorale decisamente smarrita nei novanta, dove la rock star di Brixton si era crogiolato dietro svogliate passioni da club electro molto a la pagé. Qui c'è il vigore di composizioni come Dancing Out in space, dal riff accattivante, il trasporto sontuoso e melodico della ballad Where are we now? «Dovevo prendere il treno da Postadamer Platz, non hai mai saputo che potevo farlo», canta trentacinque anni dopo. Postdamer era infatti uno spazio abbandonato, a due passi dagli Hansa studios, dove Bowie registrò il trittico berlinese. Il rock pulsante di pezzi come (You will set) The World on Fire si riaggancia invece alle allegorie heavy dei Tin Machine, la band formata sul declinare degli ottanta insieme a Reeves Gabrels, Tony e Hunt Sales.
Un disco elaborato e prodotto segretamente nell'arco di due anni, e di cui nemmeno la Columbia sapeva niente fino a pochi giorni prima dell'annuncio, melanconico, caldo e ironico. Così come appare anche nel video appena postato su Vevo di The Stars (Are out tonight), diretto dalla regista aquilana Flora Sigismondi e interpretato insieme a Tilda Swinton, con la quale nella 'finzione' scenica è sposato felicemente fino all'intrusione di una coppia di celebrità che ne mina l'equilibrio determinando un finale shock. Un corto in cui Bowie gioca ancora una volta sul tema dell'immaginario, la doppia personalità sperimentato ai tempi di Ziggy Stardust e sull'invadenza dei media. Testi dalle molteplici citazioni, spunti di riflessione, scritti ispirandosi al cut up di Burroughs e ricchi di riferimenti storici, come in How Does the Grass Grow dove racconta il genocidio degli Apaches, mentre You Feel So Lonely You Could die è un gioco di contrasti, fra passione e sentimento. «Arriverai a dimenticartene e solo la morte ti amerà», intona in un'appassionato e seducente ritornello rock'n'roll in un crescendo dai toni epici.
Quattordici nuove canzoni, diciassette nella versione deluxe che è ormai un modo da parte delle etichetta di monetizzare il più possibile: è tanto il timore che del disco escano versione pirata prima del 12 marzo che l'ascolto alla stampa è stato 'concesso' in streaming e per sole quattro ore.... Coprodotto a quattro mani insieme allo storico producer Tony Visconti, con lui nei settanta e poi nei suoi due ultimi cd (Heathen e Reality), è stato scritto interamente da Bowie, tranne tre brani: Boss of Me e I'll take you there, insieme a Gerry Leonard e How Does the Grass Grow? con Jerry Lordan.




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