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NAPOLI - visioni
"Cantava", serata omaggio
dedicata a Roberto Murolo
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Simona Frasca
18.03.2013
Lunedì 18 marzo alle 20.30 al Teatro Augusteo concerto organizzato dalla Fondazione Murolo. Si intitola "Cantava" come la canzone che Gragnaniello scrisse pochi giorni dopo la sua scomparsa

Simona Frasca - 18.03.2013
Roberto Murolo è stato uno dei più significativi interpreti della canzone italiana cantata in napoletano. Le collaborazioni con autori e cantanti italiani che a partire dagli anni Novanta si intensificano e arricchirono la sua sterminata discografia sono un esempio oggettivo del fatto che il suo stile e la caratura delle sue interpretazioni porte con un'attitudine a tratti confidenziale hanno costituito una sorta di pietra di paragone arrivando a fare scuola un po' ovunque e non solo in Italia. I duetti con Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Mia Martini, Amalia Rodrigues, Renzo Arbore, i conterranei Enzo Gragnaniello, Peppino Di Capri, Lina Sastri, Eugenio Bennato e tutta la migliore leva della canzone napoletana di fine Novecento raccontano una storia importante che ricompone la frattura che molti hanno letto tra la tradizione più classica della canzone napoletana e la stagione di rinnovamento fiorita negli anni Settanta a partire dalle esperienze di Pino Daniele. Ma soprattutto riannoda le fila della storia della canzone italiana che rintraccia in quella dialettale (la napoletana è tra le prime) le radici di stili, temi e vocalità nazionali.
In occasione del decennale della scomparsa di Murolo uno dei suoi più sinceri compagni di palco il cantautore Enzo Gragnaniello dedica al grande maestro di voce e chitarra un concerto per voci, chitarre ma anche immagini e racconti e con altri ospiti non ancora annunciati. L'appuntamento in programma lunedì 18 marzo alle 20.30 al Teatro Augusteo di Napoli è organizzato dalla Fondazione Roberto Murolo che ha sede nella prestigiosa casa museo del maestro al Vomero lì dove scomparve la sera del 13 marzo 2003. "Cantava" è il titolo del concerto ed è mutuato dalla canzone omonima che lo stesso Gragnaniello scrisse pochi giorni dopo la scomparsa di Murolo. Per un decennio il cantautore napoletano ha vissuto una sorta di soggezione nel pubblicarlo personalmente, quasi a voler serbare per sé attraverso il linguaggio che li univa il ricordo del vecchio amico scomparso per il quale aveva scritto Cu mme, il brano eseguito insieme con Mia Martini che resta uno degli esempi più intensi di canzone napoletana moderna. La scelta di accompagnare con tre chitarre (Maurizio Pica, Giorgio Cocilovo e Ciro Manna) e la voce di Emanuela Loffredo la performance di Gragnaniello è dettata dall'esigenza di relazionarsi con lo stile di Murolo enfatizzando la presenza dello strumento che gli era più congeniale e utilizzando tutte le molteplici soluzioni offerte dalla chitarra senza batteria, percussioni o altro strumento armonico. Nella intenzioni di Gragnaniello, di Nando Coppeto, presidente della Fondazione e ideatore del concerto, e di Maurizio Pica che firma gli arrangiamenti la commistione dei diversi linguaggi della canzone napoletana, sia essa  classica o rock, crea un ibrido sonoro che realizza un nuovo modo di accompagnare la canzone napoletana contestualizzando e rinnovandone ancora una volta il valore estetico.
 
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