mercoledì 18 settembre 2013
indice
palestina
17.09.2013 Sonia Grieco
GRECIA
17.09.2013 Argiris Panagopoulos
Riva Acciaio
17.09.2013 Ernesto Milanesi
germania
16.09.2013 Jacopo Rosatelli
CINEMA
16.09.2013 Laurie Strode
MEDIORIENTE
13.09.2013 Michele Giorgio
Armi chimiche
12.09.2013 Manlio Dinucci
cile
11.09.2013 Filippo Fiorini
Siria
11.09.2013 Anna Maria Merlo
previdenza
10.09.2013 Sergio Cesaratto
siria
10.09.2013 Emanuele Giordana
STATI UNITI
09.09.2013 Tommaso Di Francesco
SAN PIETROBURGO
07.09.2013 ANTONIO TRICARICO
siria
30.08.2013 Anna Maria Merlo
Fukushima
29.08.2013 Angelo Baracca
DELOCALIZZAZIONI
29.08.2013 Riccardo Chiari
SIRIA
29.08.2013 Anne-Cécile Robert *
VENEZUELA
28.08.2013 Geraldina Colotti
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
EUROCRACK - mondo, capitale&lavoro
«Cambiare strategia
o sarà deflazione per tutti»
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Anna Maria Merlo
18.04.2013
Allarme dell'Ofce: abbandonare subito la politica del rigore. Per l'Osservatorio francese delle congiunture economiche l'Europa non uscirà dalla crisi nemmeno il prossimo anno

Anna Maria Merlo - 18.04.2013
Dalla Grande Recessione alla Deflazione. La zona euro non uscirà dalla crisi quest'anno e neppure il prossimo. Le previsioni pessimiste sono dell'Osservatorio francese delle congiunture economiche (Ofce) e fanno seguito a un analogo pessimismo dell'Fmi, la vigilia.
Nel giorno in cui la Francia ha trasmesso a Bruxelles le previsioni economiche e le misure del cosiddetto consolidamento di bilancio (cioè gli sforzi di bilancio per rientrare nei parametri di Maastricht), l'Ofce mette in guardia contro la persistenza sulla strada del rigore per la zona euro. «I paesi sviluppati rimarranno impantanati nel circolo vizioso di un aumento della disoccupazione, di una recessione che si prolunga e di dubbi crescenti sulla sostenibilità delle finanze pubbliche».
L'Fmi ha espresso già da mesi dei dubbi sulla viabilità della scelta del rigore ad ogni costo, ma la Commissione europea non cambia posizione. «Il proseguimento di questa strategia di bilancio - dice l'Ofce - porta in sé il germe della deflazione salariale nei paesi più colpiti dalla disoccupazione». Gli aggiustamenti messi in atto nella zona euro negli ultimi anni sono i più alti mai realizzati al mondo: l'esempio limite è la Spagna, che dal 2011 ha perso 8 punti di pil e che con 6 milioni di disoccupati è ormai vicina alla rottura sociale. Quest'anno, nella zona euro il pil cederà lo 0,4% mentre nel 2014 dovrebbe esserci una crescita minima dello 0,9%, «insufficiente per permettere un calo della disoccupazione».
Per l'Ofce, se la zona euro non cambia politica, cioè non allunga i tempi per rientrare nei parametri aspettando che i moltiplicatori - oggi alti nella maggioranza dei paesi, Germania esclusa - tornino alla normalità, ci sarà «una pressione deflazionista», sul modello di quello che succede già ora in Grecia e in Spagna: per guadagnare produttività, i paesi in crisi saranno costretti ad abbassare i salari e di conseguenza anche gli stati non in deflazione saranno spinti sulla stessa strada.
In altri termini, la deflazione rischia di contagiare tutti i paesi della zona euro. Con il risultato, che a prima vista può sembrare paradossale, di far aumentare il debito, la cui diminuzione era invece all'origine delle politiche di rigore. «I debiti, che si cerca di diminuire dall'inizio della crisi, si apprezzeranno in termini reali - spiega Xavier Timbeau dell'Ofce - la deflazione attraverso il debito diventerà il nuovo vettore della trappola della crisi».
Per l'Ofce, in altri termini, la crisi attuale, più che essere originata dal debito è accentuata dalla politiche di restrizione dei bilanci. Se in Francia non ci fosse l'austerità - negata dal primo ministro, Jean-Marc Ayrault e dal ministro delle finanze Pierre Moscovici - il potenziale di crescita sarebbe del 2,6%. Ma la produzione industriale è in calo per mancanza di domanda e, peggio ancora mette in guardia l'Ofce, se queste politiche continuano sarà la capacità di produzione a venire distrutta (come è già successo in alcuni paesi della periferia della zona euro). Allora il paese entrerebbe in un tunnel drammatico. Ma dopo una stretta di 36 miliardi quest'anno, la Francia proseguirà nel 2014 con un altro aggiustamento di 20 miliardi, per far accettare da Bruxelles l'aver rimandato al prossimo anno il rientro sotto il 3% (2,9%) del deficit pubblico, quest'anno del 3,7% per il governo (o 3,9% secondo l'Fmi, che per il 2014 prevede comunque uno sfondamento intorno al 3,4-3,5%).
Nel giorno del funerale di Margaret Thatcher, siamo ancora ancorati a Tina (There is no alternative)? Dire che non si può fare altrimenti, che il consolidamento è la sola alternativa, «fa dimenticare i rischi che vengono presi oggi - analizza Timbeau - la deflazione, il persistere della disoccupazione di massa, la disaggregazione dello stato sociale, il discredito sulla politica, la diminuzione del consenso all'imposta portano in sé delle minacce sorde di cui ora intravvediamo soltanto le conseguenze».
Ma «un'alternativa esiste - conclude l'economista - passa per la mutualizzazione dei debiti pubblici della zona euro; richiede un salto verso un trasferimento di sovranità, chiede di completare il progetto europeo».
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it