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Un tocco rivoluzionario
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Il manifesto sbarca su iPad. Da oggi sull'Apple Store non il solito «sfogliatore» di pagine ma un giornale pensato fin dall'inizio solo per i tablet. Una forma nuova per il nostro miglior giornalismo. E un sistema editoriale che abbatte il muro tra carta e digitale
Matteo Bartocci - 23.04.2013
Care lettrici e cari lettori, da oggi nasce un «nuovo» manifesto sull'edicola digitale di Apple. Non è un giornale «su iPad» ma un giornale «per iPad». Non uno sfogliatore digitale del giornale cartaceo ma un prodotto completamente diverso, dal concepimento alla realizzazione.
Quando più di un anno fa abbiamo cominciato a lavorare insieme a thePrintLabs sullo sviluppo di questa app, ci erano già chiari alcuni principi di fondo: 1) il manifesto su tablet non doveva «cannibalizzare» il giornale in edicola e sul Web; 2) doveva essere un prodotto non solo "bello", ma anche semplice da produrre e da consultare. Soltanto voi ci direte nel tempo se ci siamo riusciti.
Il manifesto edizione iPad è un «work in progress», un esperimento molto più ambizioso di quello che sembra a uno sguardo frettoloso. È un «tocco rivoluzionario» che investe innanzitutto il nostro modo di pensare le notizie e la produzione di informazioni. Che obbliga la redazione a pensarsi come un collettivo multimediale, dove l'incontro tra reale e digitale è messo in discussione ogni giorno e dove il muro tra ciò che raccontiamo e quello che raccontano altri dista lo spazio di un link.
Oltre all'applicazione disponibile sull'Apple Store, insieme a thePrintLabs abbiamo sviluppato anche un sistema editoriale potente e completamente dedicato al mondo digitale, che abbatte il muro tra la redazione (il desk) e i nostri reporter in giro per il mondo. È una sfida all'innovazione che abbiamo raccolto e rilanciato con entusiasmo e naturalezza.
Il manifesto è stato il primo quotidiano italiano a costruire un sito Internet nel 1995. E nonostante il cono d'ombra in cui è finito negli ultimi tempi, è da sempre considerato come un'esperienza pilota anche per gruppi editoriali molto più grandi di noi.
La liquidazione coatta amministrativa decisa nel 2012 ha rallentato moltissimo tutti i nostri progetti fino a mettere in discussione l'esistenza stessa del manifesto. Ha reso tutto molto più difficile ma non ci ha fermato.
Sono molti anni che il manifesto non riesce a «lanciare» un prodotto nuovo: non ce lo consentivano i nostri antichi debiti e non ce lo consentivano le divisioni politiche ed editoriali che hanno portato il vecchio collettivo a un passo dalla paralisi e dal suicidio. Eppure, con qualche inciampo, la nuova cooperativa nata tra natale e capodanno non ha soltanto rilevato il giornale salvandolo dalla chiusura. Gli sta donando una nuova prospettiva.
Dopo la riduzione del formato cartaceo decisa a gennaio, l'iPad è il primo passo di una «rivoluzione» permanente che entro quest'anno investirà anche il sito e tutti i prodotti realizzati dal manifesto: da Alias a Alias Domenica fino all'edizione italiana di Le Monde Diplomatique. Più altri progetti che sono in cantiere e attendono di essere verificati e portati alla vostra attenzione.
Non possiamo ancora fare però passi più lunghi delle nostre giovani gambe. Se funzionerà, se ci sosterrete in tanti, oggi inizia un viaggio senza fine. Da un lato, troverete il manifesto del giorno dopo in anteprima sul vostro iPad. E per questo abbiamo voluto conservare alcune nostre caratteristiche uniche, a cominciare dalla copertina. Dall'altro, il manifesto per iPad sarà un prodotto diverso da quello che troverete in edicola. Non è uno «sfogliatore» di pdf mascherato. Nella app ci sono anche alcune raffinatezze tecniche come la «lettura notturna» del giornale e la ricerca nel testo degli articoli. Ma soprattutto, leggendolo, potrete trovarci articoli di «giornata» ma anche anteprime, numeri speciali, monografie o servizi inediti.
Pur con la povertà dei nostri mezzi francescani, proveremo a realizzare un quotidiano digitale come nessuno dei nostri «concorrenti» italiani ha provato a fare. Ce lo consentono la nostra agilità e la nostra forma originale: non abbiamo editori alle spalle. Né padroni né padrini.
Giornalisti e poligrafici sono gli unici editori di questo quotidiano. Insieme a voi che lo leggete e lo sostenete ogni giorno. Se non vi piace, se non lo riterrete un giornale «necessario», allora svanirà. Perché non possiamo più permetterci né deficit né debiti. Se invece vi abbonerete in tanti, se ci aiuterete a renderlo migliore criticandoci e stimolandoci a pensare ogni giorno cose nuove e più interessanti, allora non ci sono limiti a quello che possiamo fare insieme, se non quelli dettati dalla nostra immaginazione e dalle poche risorse economiche al tempo della crisi.
Da oggi, possiamo essere con voi ovunque vi troviate, dal divano di casa all'aeroporto di Sydney. Usciremo ogni giorno nei 90 paesi del mondo in cui opera Apple. E ogni giorno avrete in anteprima (lunedì escluso, per ora) il nostro miglior giornalismo e un approccio unico e radicale alla politica, l'economia, i fatti internazionali, i reportage e la cultura.
Dopo la valutazione gratuita, potrete abbonarvi per tempi medio-lunghi (una settimana o un mese) oppure scaricare un singolo numero per pochi centesimi, magari in occasione di un evento speciale o di una prima pagina che vi incuriosisce più delle altre.
Questo è solo il primo passo. Se l'esperimento iPad funziona, gradualmente porteremo il manifesto su tutti i device e le piattaforme possibili, a cominciare da Kindle e Android. Che aspettate, siete pronti a toccare la rivoluzione con un dito?
Quando più di un anno fa abbiamo cominciato a lavorare insieme a thePrintLabs sullo sviluppo di questa app, ci erano già chiari alcuni principi di fondo: 1) il manifesto su tablet non doveva «cannibalizzare» il giornale in edicola e sul Web; 2) doveva essere un prodotto non solo "bello", ma anche semplice da produrre e da consultare. Soltanto voi ci direte nel tempo se ci siamo riusciti.
Il manifesto edizione iPad è un «work in progress», un esperimento molto più ambizioso di quello che sembra a uno sguardo frettoloso. È un «tocco rivoluzionario» che investe innanzitutto il nostro modo di pensare le notizie e la produzione di informazioni. Che obbliga la redazione a pensarsi come un collettivo multimediale, dove l'incontro tra reale e digitale è messo in discussione ogni giorno e dove il muro tra ciò che raccontiamo e quello che raccontano altri dista lo spazio di un link.
Oltre all'applicazione disponibile sull'Apple Store, insieme a thePrintLabs abbiamo sviluppato anche un sistema editoriale potente e completamente dedicato al mondo digitale, che abbatte il muro tra la redazione (il desk) e i nostri reporter in giro per il mondo. È una sfida all'innovazione che abbiamo raccolto e rilanciato con entusiasmo e naturalezza.
Il manifesto è stato il primo quotidiano italiano a costruire un sito Internet nel 1995. E nonostante il cono d'ombra in cui è finito negli ultimi tempi, è da sempre considerato come un'esperienza pilota anche per gruppi editoriali molto più grandi di noi.
La liquidazione coatta amministrativa decisa nel 2012 ha rallentato moltissimo tutti i nostri progetti fino a mettere in discussione l'esistenza stessa del manifesto. Ha reso tutto molto più difficile ma non ci ha fermato.
Sono molti anni che il manifesto non riesce a «lanciare» un prodotto nuovo: non ce lo consentivano i nostri antichi debiti e non ce lo consentivano le divisioni politiche ed editoriali che hanno portato il vecchio collettivo a un passo dalla paralisi e dal suicidio. Eppure, con qualche inciampo, la nuova cooperativa nata tra natale e capodanno non ha soltanto rilevato il giornale salvandolo dalla chiusura. Gli sta donando una nuova prospettiva.
Dopo la riduzione del formato cartaceo decisa a gennaio, l'iPad è il primo passo di una «rivoluzione» permanente che entro quest'anno investirà anche il sito e tutti i prodotti realizzati dal manifesto: da Alias a Alias Domenica fino all'edizione italiana di Le Monde Diplomatique. Più altri progetti che sono in cantiere e attendono di essere verificati e portati alla vostra attenzione.
Non possiamo ancora fare però passi più lunghi delle nostre giovani gambe. Se funzionerà, se ci sosterrete in tanti, oggi inizia un viaggio senza fine. Da un lato, troverete il manifesto del giorno dopo in anteprima sul vostro iPad. E per questo abbiamo voluto conservare alcune nostre caratteristiche uniche, a cominciare dalla copertina. Dall'altro, il manifesto per iPad sarà un prodotto diverso da quello che troverete in edicola. Non è uno «sfogliatore» di pdf mascherato. Nella app ci sono anche alcune raffinatezze tecniche come la «lettura notturna» del giornale e la ricerca nel testo degli articoli. Ma soprattutto, leggendolo, potrete trovarci articoli di «giornata» ma anche anteprime, numeri speciali, monografie o servizi inediti.
Pur con la povertà dei nostri mezzi francescani, proveremo a realizzare un quotidiano digitale come nessuno dei nostri «concorrenti» italiani ha provato a fare. Ce lo consentono la nostra agilità e la nostra forma originale: non abbiamo editori alle spalle. Né padroni né padrini.
Giornalisti e poligrafici sono gli unici editori di questo quotidiano. Insieme a voi che lo leggete e lo sostenete ogni giorno. Se non vi piace, se non lo riterrete un giornale «necessario», allora svanirà. Perché non possiamo più permetterci né deficit né debiti. Se invece vi abbonerete in tanti, se ci aiuterete a renderlo migliore criticandoci e stimolandoci a pensare ogni giorno cose nuove e più interessanti, allora non ci sono limiti a quello che possiamo fare insieme, se non quelli dettati dalla nostra immaginazione e dalle poche risorse economiche al tempo della crisi.
Da oggi, possiamo essere con voi ovunque vi troviate, dal divano di casa all'aeroporto di Sydney. Usciremo ogni giorno nei 90 paesi del mondo in cui opera Apple. E ogni giorno avrete in anteprima (lunedì escluso, per ora) il nostro miglior giornalismo e un approccio unico e radicale alla politica, l'economia, i fatti internazionali, i reportage e la cultura.
Dopo la valutazione gratuita, potrete abbonarvi per tempi medio-lunghi (una settimana o un mese) oppure scaricare un singolo numero per pochi centesimi, magari in occasione di un evento speciale o di una prima pagina che vi incuriosisce più delle altre.
Questo è solo il primo passo. Se l'esperimento iPad funziona, gradualmente porteremo il manifesto su tutti i device e le piattaforme possibili, a cominciare da Kindle e Android. Che aspettate, siete pronti a toccare la rivoluzione con un dito?
Per scaricare la app clicca qui





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