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MUSICA - mondo, visioni
Istanbul capitale del jazz per un giorno
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Luigi Onori
29.04.2013
Il 30 aprile ”International Jazz Day”. Fulcro dell’iniziativa sarà Istanbul, la metropoli fra Europa e l’Asia, la cristianità e l’Islam ma anche luogo dalla consolidata tradizione jazzistica. A Roma, il 30 al teatro Argentina, evento benefico a sostegno del programma UNICEF in Siria

Luigi Onori - 29.04.2013
Per la seconda volta l’Unesco - in collaborazione con lo statunitense Thelonious Monk Institute of Jazz – celebra il 30 aprile in tutto il mondo l’ International Jazz Day.
Irina Bokova (Direttrice generale dell’Unesco) ed Herbie Hancock (Unesco Godwill Ambassador per l’iniziativa) hanno dichiarato insieme che «per più di un secolo il jazz – linguaggio universale di passione e benevolenza – ha unito diverse culture, religioni e nazionalità (…) e dimostrato come una forma musicale d’arte possa essere strumento più efficace e potente di quelli della diplomazia». Quest’anno l’International Jazz Day si carica ancor più di valenza, visto che il 2013 segna l’inizio della International Decade for People of African Descent, dedicata al tema complesso della «recognition, justice and development for people of African heritage». La diaspora africana, secondo lo studioso afrobritannico Paul Gilroy nel suo volume The Black Atlantic, è stata fondamentale per la nascita della «modernità» da un punto di vista economico e culturale; l’Unesco sembra voler riconoscere questo enorme debito nei confronti dei discendenti del Continente Nero come dell’Africa stessa.
Fulcro dell’iniziativa, però, sarà la città di Istanbul, una metropoli che storicamente ha unito (o diviso) l’Europa e l’Asia, la cristianità e l’Islam ma anche un luogo dalla consolidata tradizione jazzistica. Del resto il primo ambasciatore della repubblica turca negli Usa durante gli anni ’30 fu Munir Ertegun che, in tempi di feroce razzismo, aprì la sua ambasciata ai jazzisti afroamericani. I suoi figli, Ahmet e Nesuhi Ertegun, fondarono nel 1947 una delle più importanti etichette americane, quella Atlantic che produsse, tra molti, Ray Charles, il Modern Jazz Quartet ed Ornette Coleman. Moltissimi i concerti che si terranno, quindi, ad Istambul con la presenza, tra gli altri di Ramsey Lewis, T.S.Monk e del percussionista turco Okay Temiz (che collaborò con Don Cherry e con jazzisti sudafricani).
Anche a Parigi l’ International Jazz Day sarà celebrato con la partecipazione di jazzisti e musicisti africani, da Gregory Porter ad Avishai Cohen, da Étienne M’Bappé a Ray Lema e Manu Dibango. Molti i recital in città africane come Algeri, Luanda, Nairobi e Lomé.
A Roma l’iniziativa principale si svolgerà il 30 (a partire dalle ore 21) al teatro Argentina, con un «evento benefico a sostegno del programma UNICEF di aiuti per la drammatica crisi umanitaria in Siria», collegando la giornata UNESCO del jazz ad una delle più gravi emergenze internazionali. Sul palcoscenico il quartetto del sassofonista Stefano Di Battista (Julian Olivier Mazzariello, Daniele Sorrentino, Roberto Pistolesi) con la partecipazione straordinaria della pianista Rita Marcotulli, del trombettista Enrico Rava e del trio del pianista Enrico Zanisi (Joe Rehmer, Alessandro Paternesi), musicista che ben rappresenta la giovane generazione dei jazzmen italiani. La serata sarà condotta e presentata da Gegè Telesforo mentre a Piero Angela (in gioventù pianista jazz) sarà affidata l’introduzione sulla valenza interculturale del jazz.
Altro appuntamento in qualche modo collegato all’iniziativa dell’Unesco si tiene alla Casa del Jazz (il 30, alle ore 21) dove l’altosassofonista Rosario Giuliani presenta il nuovo album “Image” con Joe Locke al vibrafono, Roberto Tarenzi al pianoforte, Darryl Hall al contrabbasso e Joe La Barbera alla batteria.
 
 
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