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Dal 3 maggio a Reggio Emilia
il festival "Fotografia Europea"
il festival "Fotografia Europea"
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E' il cambiamento il tema scelto per l'ottava edizione di Fotografia Europea. Più di 400 quest'anno saranno le mostre presentate alla città a cui si aggiungeranno installazioni, conferenze, workshop, proiezioni e spettacoli
Silvia Parmeggiani - 30.04.2013
Fukushima, Kabul e Port-au-Prince, luoghi di eventi e catastrofi di risonanza mondiale fotografati mesi dopo. O Fukushima come Chernobyl, quando si pensava che catastrofi del genere non potessero più accadere. O le storie di gente comune a contatto con le loro diversità. Città e persone cambiate, teatri abbandonati, prospettive nuove, visioni di un mondo che deve ancora venire. E' il cambiamento il tema scelto per l'ottava edizione di Fotografia Europea, un festival ormai di riferimento nazionale e internazionale. Più di 400 quest'anno saranno le mostre presentate alla città a cui si aggiungeranno installazioni, conferenze, workshop, proiezioni e spettacoli. La grande inaugurazione è prevista per venerdì 3 maggio con tre giorni di festa che proseguiranno fino al 5 maggio.
Per chi non ha fretta, invece, le mostre proseguiranno fino al 16 giugno.
L'INAUGURAZIONE. Il taglio del nastro del festival è in programma per venerdì alle 17,30 ai Chiostri di San Pietro (o in sala del Tricolore in caso di maltempo): a inaugurare Fotografia Europea, saranno il sindaco di Reggio Emilia e ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, la presidente della Provincia Sonia Masini, l’assessore alla cultura della Regione Emilia Romagna Massimo Mezzetti, il curatore di Fotografia Europea Elio Grazioli, l’Agenzia VII Photo, la fotografa Carla Cerati, il critico d’arte Sandro Parmiggiani e la direttrice del Mamm - Multimedia Art Museum Moscow Olga Sviblova. Introdurrà e modererà gli interventi Massimiliano Panarari.
QUATTRO PERCORSI LEGATI AL CAMBIAMENTO. "Il cambiamento è ovunque. Lo vediamo nella società, nella tecnologia, nella politica, nella natura e nella fotografia, che non solo osserva le mutazioni della realtà ma cambia con essa". Cita così il manifesto di questa ottava edizione di Fotografia Europea, unita dal tema del cambiamento e divisa in quattro percorsi ad esso legati: straniamento, fiducia, sorpresa e visione. Lo straniamento di una fotografia che non è testimone ma anche protagonista della mutazione, la fiducia nel cambiamento del sé, la sorpresa nel riconoscere il cambiamento e la visione, come strada per iniziare a cambiare.
MOSTRE DA NON PERDERE. In Rock’Stars, il fotografo britannico Mick Rock racconta il mondo giovanile dal punto di vista della cultura rock, del glamour, della trasgressione come ricerca di un modo diverso di stare nel cambiamento, spesso anticipandolo e alimentandolo. Nei suoi scatti i Queen, David Bowie, Lou Reed, Iggy Pop, Sex Pistols e Blondie. To Belong, invece, è un progetto realizzato dallo svedese Anders Petersen insieme all'agenzia Studio Blanco, per restituire alla terra d'Emilia, offesa e umiliata dal terremoto, una memoria fotografica di quei giorni difficili. Sembra fantascientifico ma è tutto reale il mondo fotografato da Sergey Shestakov per Journey into the Future. Stop #1 in una Chernobyl dai tratti irreali. Suggestioni post-sovietiche si celano nella ricerca identitaria di Viktoria Sorochinski, artista che ormai da tempo ha abbandonato la natia Ucraina e che in The Wonder-House of Anna & Eve svela le incertezze di una generazione che deve affrontare la crisi di una società in profonda trasformazione, attraverso lo sviluppo della relazione tra una mamma e sua figlia mentre in Theater Translation di Alessandro Rizzi il lavoro si sofferma sulla vicenda del Teatro Sociale di Gualtieri, una ventina di chilometri a nord di Reggio Emilia, mostrando come sia possibile ridare vita, attraverso la ricombinazione con la contemporaneità e le nuove forme di arte e spettacolo, a una struttura che sembrava destinata all'oblio e alla storicizzazione. Segnaliamo, infine, The Afronauts dove gli scatti di Cristina De Middel raccontano il surreale tentativo fatto dallo Zambia di portare il primo astronauta africano sulla Luna, in un racconto eccentrico che intreccia realtà e finzione, sogni fantascientifici e materiale d'archivio e la mostra Weegee. Murder Is My Business dedicata ad Arthur Fellig (in arte Weegee), importante nome della fotografia americana d’azione e di strada.
L'OMAGGIO A CARLA CERATI. Centoquaranta immagini, realizzate nel corso di cinquant’anni di attività e che documentano il suo intero percorso di fotografa. E' questo l'omaggio di Sandro Parmiggiani alla fotografa bergamasca che ha sempre svolto il suo lavoro all’insegna di una passione e di una sensibilità estrema per le cose, i volti e i corpi che ha incontrato nel cammino della sua vita. La mostra si intitola Guardare la metamorfosi e sarà visibile ai Chiostri di San Domenico.
Tutte le info sulle mostre, i percorsi e i workshop su : www.fotografiaeuropea.it
L'mmagine è di R_Viktoria Sorochinski, Night Discovery, Montreal 2009, © Viktoria Sorochinski




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