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EOLICO - italia, ambiente
La battaglia di Petrosino
contro i mulini
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Davide Colella
05.06.2013
Il comune siciliano non vuole subire l'installazione di un parco eolico off-shore senza dire la sua. Il sindaco Giacalone è convinto dell'irregolarità del piano.

Davide Colella - 05.06.2013
A Petrosino, piccolo comune della provincia di Trapani, periferia estrema del paese, da settimane i cittadini lottano contro un parco eolico off-shore che rischia di far sparire per sempre la linea dell'orizzonte dalle loro spiagge.
La faccenda è preoccupante: il comune non viene mai menzionato nella relazione di impatto ambientale della Tre Tozzi Renewable Energy, la ditta che di fronte a queste coste ha deciso di installare 48 pale eoliche alte 150 metri, per un investimento di 500 milioni di euro.
La società ravennate ha messo nero su bianco che il parco non danneggerà l'ecosistema marino, l'attività ittica e il paesaggio di Mazara del Vallo. In realtà il motivo di una previsione di impatto così basso è semplice: le pale sorgerebbero una decina di chilometri ad ovest, di fronte alle spiagge di Petrosino. Il comune confinante di Mazara del Vallo, descritto come un territorio «senza centri abitati di significative proporzioni», ha 7.674 abitanti.
Il piano sta facendo molto discutere cittadini, amministrazione comunale ed esercenti. C'è apprensione per l'impatto sull'ecosistema: si tratta, infatti, di una zona di rilievo ambientale sottoposta a norme internazionali di tutela. Tra queste la Convenzione Ramsar, a salvaguardia dell'habitat degli uccelli che durante le migrazioni sostano nelle zone umide de «i Margi».
Negli ultimi anni Petrosino si è distinta per l'offerta di turismo sostenibile. Le coste incontaminate, i prodotti tipici e i sontuosi fondali attirano sempre più appassionati di escursioni subacquee. Per i biologi, le ricchezze nascoste nelle profondità del Biscione(questo il nome della frazione maggiormente interessata) sono uno scorcio di Mar Rosso nel cuore del Mediterraneo.
Dal 2012, il sindaco della cittadina è Gaspare Giacalone, tornato in Italia dopo un'esperienza all'estero durata oltre 10 anni. Fino al 2011 viveva a Londra ed era dirigente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Poi ha deciso di impegnarsi in prima persona per dare nuovo impulso alla sua città che, nonostante l'ordinaria carenza di infrastrutture, può contare su vino buono, mare pulito e giovani volenterosi. Da quando è stato eletto, Giacalone si è battuto per preservare le coste dalla speculazione edilizia: un compito non semplice in una provincia dove da trent'anni si nasconde Matteo Messina Denaro.
Il primo cittadino tiene a mettere le cose in chiaro: «Noi non siamo contro le rinnovabili e crediamo siano la sola strada da percorrere per salvare il pianeta. Ma a questo progetto ci opporremo con tutte le nostre forze». Del piano non convincono gli studi di impatto «totalmente infondati e falsi: si parla di Mazara del Vallo e non di Petrosino. Sarebbe come sganciare una bomba atomica in Italia e studiarne gli effetti in Australia».
Solo nell'ultimo anno, il business illegale delle pale eoliche ha portato arresti illustri e sequestri per miliardi di euro, non solo in Sicilia. Ultime le clamorose confische al trapanese Vito Nicastri, il «re dell'eolico».
Proprio oggi, presso la Capitaneria di Porto di Mazara, il sindaco parteciperà alla conferenza dei servizi per valutare la fattibilità del progetto. Ufficialmente, il primo cittadino petrosileno interverrà solo in merito alla rete di cavi che dovrebbero approdare sulle sue coste. Giacalone però non nasconde di essere pronto a rivolgersi alla magistratura, convinto com'è dell'irregolarità del piano.
Contemporaneamente è prevista una manifestazione per ribadire il «NO» al parco eolico. C'è da scommettere che a Petrosino non si arrenderanno: si tratta di una comunità caparbia e orgogliosa che non si è mai fatta schiacciare da due realtà ricche e conosciute come Marsala e Mazara del Vallo. Negli anni Settanta, i suoi cittadini si sono battuti per ottenere l'autonomia dalla città lilibetana e tengono a rimarcare il contributo dato alla formulazione della Carta Costituzionale dal loro concittadino Francesco De Vita.
Contro il progetto si sono schierati anche i deputati regionali del Movimento 5 Stelle. Pronto un ordine del giorno da presentare all'Assemblea regionale siciliana, mentre i loro colleghi di Camera e Senato hanno annunciato atti parlamentari diretti ai ministri dei Beni Culturali e dell'Ambiente.
 
 
 
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