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musica - mondo, visioni
Bobby Blue Bland, l'eleganza di una voce
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Gianluca Diana
28.06.2013
Il grande cantante blues è morto, a 83 anni, a Memphis. Coniugò la rassicurante sicurezza di un cantore spiritual con il fascino accattivante dei bluesmen. “Two Steps From The Blues” e “Touch Of The Blues” i suoi dischi migliori

Gianluca Diana - 28.06.2013
Ci lascia il grande screamer Bobby “Blue” Bland, scomparso lo scorso 23 giugno a Germantown, sobborgo di quella Memphis che lo vide affermarsi sin da giovanissimo. Con la dipartita di Robert Calvin Bland, questo il vero nome del cantante afroamericano classe 1930, se ne va un importante pilastro del blues statunitense della vecchia scuola. Nato a Rosemark, piccolo sobborgo a nord della Bluff City, Bland iniziò e svolse il proprio percorso artistico nel solco in cui crebbero i talenti della sua generazione. Esattamente come Ike Turner, B.B. King, Johnny Ace e molti altri, mosse i primi passi ruotando dapprima nel giro dello show-biz radiofonico della Memphis degli anni cinquanta, per poi iniziare pian piano ad emergere nei club di Beale Street e dintorni. Proprio per supplire alla scomparsa di Ace, il manager della Duke Records Don Robey, scelse a ragione di puntare sul giovane ed avvenente Bland. Da quel momento in poi la carriera di “Blue” fu in costante crescita fino alla metà degli anni settanta. Successivamente mantenne si la sua importanza, ma limitatamente ad un chitlin' circuit locale, oltre che a marcare presenza sempre con estrema classe fino ancora a qualche mese fa, all'interno delle rassegne di musica afroamericane dedite ai suoni blues, soul ed r'n'b. Circostanza questa data dal personale stile di Bland, sempre misurato e mai istrionico, che lo ha caratterizzato sin dagli esordi. Un equilibrio continuo e reiterato tra il primo blues elettrico del dopoguerra ed una matrice pre-soul di cui poteva senza timore di smentita, professarsi come uno dei precursori. Sostenuto da una voce riconoscibile tra mille, Bland coniugò la rassicurante sicurezza di un cantore spiritual con il fascino accattivante dei bluesmen. Il ragazzo della porta accanto temuto dalle madri ma amato dalle figlie, grazie ad un carisma naturale che con stile tanto negli abiti che nel portamento in scena, gli permise di essere ripetutamente nelle classifiche di Billboard, secondo solo a gente come James Brown, Fats Domino e Ray Charles. Dischi come “Two Steps From The Blues” e “Touch Of The Blues” sono tra le migliori incisioni a suo nome, altrettanto valido anche buona parte del materiale registrato sia in studio che dal vivo con il sodale della prima ora B.B. King. Un sodalizio forte quello con il musicista mississippiano che ricorse più volte nella carriera di ambedue, sia agli esordi che negli anni della maturità.
 
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