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musica - italia, visioni
Reset, musica incolta ma di qualità
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Francesca Angeleri
12.09.2013
A Torino, dall'11 al 14 settembre torna Reset Festival. A rivitalizzare i Murazzi una rassegna di musica indipendente. Tanti workshop e concerti senza nomi famosi ma tenendo come unico criterio per la scelta dei musicisti la qualità

Francesca Angeleri - 12.09.2013
Qualche mese fa, in contemporanea con un altro lutto, molto grave, quale la chiusura del reparto di senologia oncologica dell’Ospedale Valdese, a Torino si celebrava un funerale, quello dei Murazzi. Un po’ una baracconata, a guardarla da fuori, con il vecchio Giancarlo, localaro simbolo delle notti selvagge delle arcate sul Po’, vestito da papa a celebrare la messa pagana. Spingendoci oltre le motivazioni giuste o sbagliate, vere o presunte, i Murazzi chiusi sono, per Torino, una vera tristezza. Una partita persa. Per quello che potevano essere e non sono mai stati. Per quello che erano e che sarebbero, forse, diventati. Erano e hanno attraversato per decenni: flussi incontrastati di energie, onde di musica, riflessi di libertà. Specchi di incontri (e scontri), tentativi di socializzazione, integrazione, speculazione e divertimento. Sono stati, in qualche modo, a loro modo, un sostanziale e veritiero tentativo di Cultura.
Torino è, alla fine, una città piccola piccola. Dove le cose che succedono e i posti in cui avvengono, si conoscono tutti e diventano in breve tempo patrimonio comune. È una città piccola piccola Torino ma non per questo o, meglio, forse proprio per questo convinta di essere capace di grandi cose. Il mito della Torino-laboratorio, a fasi alterne va detto, è pur sempre una realtà. “Questa è la nostra natura. Siamo una città di creativi, di gente che ha delle idee e spesso le deve esportare” Daniele Citriniti è il direttore artistico del Reset Festival (11-14 settembre), manifestazione che fino a sabato, riporta sulle rive del fiume quell’inconfondibile aroma di salciccia alla griglia mista all’aria smossa, finalmente e di nuovo, da un po’ di musica. Bella musica. Musica indipendente. O, per dirla tutta, Musica Incolta.
Reset Festival nasce di getto nel 2009 dalla gioventù intraprendente di Citriniti e del suo amico-socio Marco Libanore. Intorno “artisti che si sono incontrati tramite noi e hanno iniziato a collaborare insieme. Il Reset è una realtà associativa, un network tra musicisti e pubblico. Puntiamo sull’idea che la musica è un lavoro. Facendo cultura forniamo gli strumenti a noi stessi, agli artisti, ai fruitori per autoalimentare il proprio progetto e la propria carriera” “Ci muoviamo in una dimensione globalizzata che sta perdendo la sua sfida. Quello che però porta i suoi frutti, in vari ambiti, è a nostro avviso la valorizzazione di piccole realtà che si muovono nello stesso territorio e che, una volta avvicinate e messe nella condizione di collaborare, sono in grado di aprirsi all’esterno e di crescere” Reset nasce locale, non resta localizzato. Si muove fluido attraendo su di sé l’attenzione di realtà come MEI e Arezzo Wave Love festival che traghetta qui le sue band vincitrici.
Molti i workshop per gli addetti ai lavori, dalla giurisprudenza musicale al live. Tra i relatori: Stefano Boeri, Erica Mou, Piotta, Giordano Sangiorgi e altri. L’edizione Musica Incolta 2013 “ancora una volta rifiuta di puntare su nomi noti e affronta la sfida di dare spazio a band meritevoli, provenienti da tutto il territorio nazionale, ponendosi come unico criterio la qualità”. Ci è voluto un attimo, ma il passaggio generazionale pare essere arrivato.
Levante, Daniele Celona, Nadàr Solo, Bianco sono alcuni nomi di band e cantautori molto talentuosi che stanno emergendo da un panorama, quello sabaudo, che poche volte è stato così fertile.
Forse non passeremo i prossimi anni a rimpiangere i favolosi e indipendenti anni ’90. I fratellini crescono. E se ne prendono anche la responsabilità.
 
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