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COSTA CONCORDIA - italia, sociale
La rotazione "titanica"
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Arianna Di Genova
16.09.2013
Sono terminate alle quattro le operazioni per raddrizzare la nave da crociera arenatasi sulle coste dell'isola del Giglio a gennaio 2012. Poi la Costa Concordia, se il porto sarà messo in grado di accoglierla, sarà trainata a Piombino. Appena la nave sarà messa in sicurezza e verrà dichiarata stabile, partiranno le ricerche dei due corpi dispersi

Arianna Di Genova - 16.09.2013
 
Ore 04.00 17/9
 
dopo ventidue ore di operazioni complesse, la
missione "parbuckling" è stata dichiarata compiuta. La Costa Concordia era in asse, riaffiorata dalle acque del Giglio, con la sua fiancata deformata in maniera impressionante. Sull'isola, due lunghi suoni delle sirene accolti da urla e boati degli abitanti. Poi, le campane a festa: nessun abitante ha dormito; anche chi si era messo a letto, ha raccontato di essersi rigirato fra le lenzuola, ora dopo ora. Col volto provato, soddisfatti e accolti da applausi, Gabrielli, Girotto, Porcellacchia e Sargentini hanno aperto la sala stampa in piena notte per rassicurare il mondo sulla riuscita dell'impresa titanica. E Sargentini ha usato parole forti, dando voce a quel che tutti volevano sentir dire da mesi: "E' stata evitata una bomba ecologica". E' solo il primo passo, però. Il relitto, poggiato su una piattaforma artificiale alla profondità di trenta metri, resterà vicino al molo almeno fino a primavera. Poi dovrà essere condotto in un altro porto, probabilmente Piombino - se risulterà attrezzato al momento giusto - per essere smantellato Appena la nave sarà messa in sicurezza e verrà dichiarata stabile, partiranno anche le ricerche dei due corpi dispersi.
 
Ore 17.00 16/9
A metà pomeriggio sono dieci i gradi di rotazione della Costa Concordia e, secondo le autorità, non è stato rilevato nessun elemento che desti preoccupazione. Neanche la notizia che verso sera il mare diverrà più agitato e si alzeranno onde significative riesce a scalfire l'imperturbabile serenità di chi è al lavoro. "Le onde di un metro sono accettabili" è stata la risposta. In ogni caso l'operazione è congegnata in modo tale da non poter essere interrotta. I tempi saranno più lunghi delle 12 ore previste. Il processo di "raddrizzamento" - su cui già impazzano in rete le peggiori battute e veleggiano le metafore sull'Italia che affonda - è giunto a metà della prima fase e prima che si giunga ai cassoni (quindi, per poter allentare la tensione dei cavi) mancano ancora cinque ore abbondanti.
 
Ore 12.50 16/9
Poco prima delle ore 13, il commissario Gabrielli ha considerato l'operazione "distacco" dello scafo dalla roccia - la fase giudicata più delicata - compiuta e riuscita.
La fiancata della nave è emersa dalle acque di circa un metro, visibilmente arrugginita e deformata: tre i gradi di rotazione ottenuti. Da ora in poi, si prevedono gli sversamenti dei materiali tanto temuti.
Intanto, la Costa Concordia tiene banco su tutti i siti mondiali, in una diretta no-stop che va di pari passo con quella per le Torri Gemelle o le catastrofi naturali. Il punto di maggiore interesse, evidentemente, non è né il possibile impatto ambientale né il naufragio clamoroso e colossale, quanto una prova "umana" ad altissima tecnologia. La Concordia è un test per i sistemi di salvataggio planetari e per affilare le competenze di ciascuna impresa chiamata al lavoro. La rotazione, seguita col fiato sospeso da milioni di telespettatori e utenti di internet,  segna la fine di un incubo (non per le 32 famiglie che hanno perso i loro cari con l'arrogante "inchino" del capitano Schettino) e, insieme, l'inizio di un nuovo modo di considerare i relitti. Una specie di "sbarco sulla Luna" in mare.
 
Il D-Day
E’ il D-Day. All’isola del Giglio oggi è il giorno della prova del nove. In dodici ore la Costa Concordia , naugrafata nel gennaio del 2012 trascinando negli abissi marini 32 passeggeri, dovrà essere ruotata e tornare in asse, pronta per il galleggiamento verso il porto di Piombino, divenuto la destinazione finale con un decreto governativo, dopo una lunga querelle e un budget di adeguamento delle strutture che tocca i 150 milioni di euro (il presidente della Regione, Enrico Rossi, però, ha manifestato ieri qualche preoccupazione: "Sono una persona responsabile e se al momento che la Costa Concordia sarà portata via dal Giglio, noi non saremo pronti con Piombino, dovremo cercare, garantendo la sicurezza della navigazione, anche altre soluzioni. Comunque l'investimento sul porto rimarrebbe anche nell'ipotesi, che io ora escludo, che la nave non venga più qui").
Il meteo non è stato clemente e il commissario della protezione civile Franco Gabrielli, ieri in conferenza stampa sicuro e ottimista, avrà dovuto ricredersi stanotte e tentennare nella sua certezza. Un temporale violento si è abbattuto sull’isola e le titaniche operazioni, il cui start era previsto per le sei del mattino, hanno subito uno sfasamento e un ritardo di due ore. In tanti non avranno dormito. Cinquecento sono gli uomini al lavoro intorno alla grande balena arenata e circa cinquecento i milioni nel preventivo delle spese attive (quasi un raddoppio rispetto ai pronostici dello scorso anno).
La rotazione è “telecomandata” attraverso una control room con dodici tecnici alle postazioni e l’obbligo di una velocità nel prendere le decisioni che determinerà la riuscita o meno dell’impresa . “Andrà tutto bene, al cento per cento, prendete una camomilla…” ha detto Gabrielli per far tirare un respiro di sollievo agli abitanti del Giglio e al pianeta intero. E ha aggiunto: “Pur rimanendo prioritaria la ricerca dei due corpi ancora intrappolati nel relitto, fino a quando la nave non sarà messa in assoluta sicurezza non cominceranno le ricerche. Nessuno salirà a bordo”.
L’operazione è di quelle colossali, qualcosa che finirà sui libri di storia. Un parbuckling di queste dimensioni non è mai stato testato prima d’ora. Sono state montate (purtroppo distruggendo il fondale marino e la poseidonia che lo abitava) piattaforme che misurano 40 metri per 40 e pesano 1.000 tonnellate, strutture galleggianti alte tra 20 e 30 metri. "Abbiamo già verificato la tenuta di quattro cassoni, c'è stato uno spostamento di tre centimetri, quindi sappiamo che la nave può essere ruotata", ha spiegato Nick Sloane, 52 anni, il sudafricano “salvage master” della Titan che ha addosso puntati gli occhi di tutto il mondo. Diventato l’eroe della “missione impossibile”, oggi dice di sentirsi calmo (“mi agitano solo le telecamere”) dato che, rispetto ad un anno fa, “le operazioni risultano essere meno complicate”.
 
Le fasi della rotazione e i possibili scenari
Lo scafo della Costa Concordia poggia su uno sperone di roccia e con i tiranti bisognerà disincagliarlo: questa prima tappa della rotazione, che deve essere condotta con tempi lentissimi, è considerata la più a rischio: lo scafo, deformato per la lunga permanenza in acqua, potrebbe sfaldarsi. Per effettuare del tutto il raddrizzamento verranno riempiti d’acqua i cassoni posti sui lati della nave: verranno utilizzati come una zavorra per permettere alla Costa di tornare in asse, riducendo la velocità della verticalizzazione del relitto. In caso positivo, a rotazione compiuta, il relitto poggerà sulle sei piattaforme in acciaio subacquee e sarà finalmente in posizione stabile. Solo così, 80mila tonnellate d’acqua si riverseranno in mare, miste a elementi inquinanti di ogni genere (dai residui di carburante ai materiali degli arredi, ai liquidi dei detersivi etc).
Sarà l’Arpat a monitorare le acque del porto a circa quattro ore dall’inizio del parbuckling della Costa Concordia.
Sono previsti piani B qualora qualcosa andasse storto? Dicono di sì, ma sarebbero tutti solo dei tamponamenti del disastro ecologico. In caso di rottura dello scafo, in mare finirebbero litri e litri di sostanze tossiche, corrispondenti all’incirca alle fognature di una cittadina di cinquemila abitanti. Quindi, incrociamo le dita. E, come hanno dichiarato da Greenpeace, “speriamo che ci abbiano detto tutta la verità”.
 
Cosa è il parbuckling
E’ una tecnica a doppia corda con cui, fin dall’Ottocento, si facevano rotolare i barili su piani inclinati. Venne utilizzato per la nave Uss Oklahoma, affondata nel 1941 durante l’attacco a Pearl Harbour dei giapponesi. Fu rimessa in asse nel 1943, "aggiustando" i suoi novanta gradi di inclinazione. L'operazione di parbuckling al Giglio verrà considerata riuscita e senza più rischi una volta raggiunto un raddrizzamento della nave di 65 gradi. Poi, la posizione verticale verrà raggiunta per inerzia. E la Costa Concordia – quasi trecento metri di lunghezza per un peso di 144mila tonnellate - si adagerà sul fondale artificiale costruito con le piattaforme. Si lavorerà fino a sera e il buio non costituisce un ostacolo.
 
Intorno alla costa Concordia
I gigliesi
Per loro, oggi è un giorno da segnare sul calendario, proprio come quel tremendo 13 gennaio del 2012 quando nella notte si riversarono sul molo del porto migliaia di naufraghi infreddoliti e spaventati. La maggior parte degli abitanti ha fiducia nei tecnici che stanno lavorando sulla nave. Li hanno visti impegnarsi per venti lunghi mesi, con competenza e serietà. Nell’isola c’è chi si affida agli scongiuri e chi è andato in chiesa con il parroco a pregare affinché tutto vada nel migliore dei modi. Per tutti, un unico desiderio: ritornare alla normalità e l’auspicio che i turisti vengano ad “assediare” il Giglio per le sue bellezze naturalistiche.
Nick Sloane   52 anni, radici in Sudafrica dove risiede con la famiglia (ha tre figli), è il salvage master incaricato dalla Titan-Micoperi. Al Giglio ha conquistato una grande popolarità. Il suo nome uscì fuori in un convegno a Barcellona nel maggio 2012. Venne scelto per il curriculum e la sua lunga esperienza in salvataggi ritenuti ad alto tasso di difficoltà, fra cui quello del Jolly Rubino, il traghetto che naufragò incendiandosi mentre era in navigazione tra il Sudafrica e il Kenya. E’ lui ad aver premuto il bottone del comando per l’avvio delle operazioni di rotazione, questa mattina alle nove e sei minuti, dopo un ritardo di tre ore causato dal meteo avverso della notte precedente.
Sergio Girotto  E’ l’ingegnere responsabile del progetto per conto di Micoperi. In una brevissima conferenza stampa ha dato la notizia dell’avvio delle operazioni e ha rassicurato sulla tempistica che sarà rispettata nonostante lo slittamento di tre ore. “Per vedere l’effetto del raddrizzamento – ha spiegato - ci vorrà un po’ di tempo, comunque tutto procede tranquillamente”
Franco Porcellacchia  E’ il responsabile del progetto di rimozione della nave per la Costa Concordia. La nave riallineata non galleggerà, ha detto, ma rimarrà adagiata sul falso fondale e al momento non verrà svuotata dell’acqua al suo interno. Per quanto riguarda i materiali organici decomposti inquinanti e le altre sostanze tossiche, sono state previste le emissioni e lo sversamento in mare in percentuale. “Tutto è sottoposto a continuo monitoraggio”, ha sottolineato.
Maria Sargentini  E'  la presidente dell'Osservatorio per la rimozione e l'impatto ambientale vigila sulla "barriera" di panne assorbenti e mezzi anti-inquinamento pronti a intervenire quando gli sversamenti saranno inevitabili. Si dichiara fin dalle prime ore dell'inizio delle operazioni "assolutamente tranquilla".
Monitoraggio delle acque
Durante la rotazione della Costa Concordia, gli operatori ARPAT (Agenzia per la protezione ambientale della Toscana) sul luogo effettueranno il monitoraggio delle acque con tre livelli di campionamento:
- Con auto campionatore, testato e funzionante, posizionato in testa alla banchina del molo lato est, faro rosso, all'imboccatura del porto. La pozione ottimizza possibilità di accesso, possibilità di essere sotto vento (da previsioni attuali) e permette di campionare fuori dalla panne che proteggono tutta la costa (24 h campionamento e campioni compositi prevedibili di 4 ore);
- campioni in mare, accompagnati da Capitaneria di Porto (CP), in tre punti in prossimità relitto, nella zona cuscinetto, al confine con la zona di interdizione assoluta. Prevediamo primo campione dopo alcune ore da inizio tiraggio (verso le 10, 11) , un successivo verso le 16, 17. La CP ci accompagnerà a consegnarli al Poseidon, battello oceanografico dell'Agenzia, che li trasferirà a terra per l'effetto azione delle analisi da parte del laboratorio ARPAT di Livorno.
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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Le «maschiette»
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Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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