La decisione della Cites non dovrebbe preludere a nessuna ripresa della caccia all'elefante: l'autorizzazione concessa il 10 febbraio si riferisce a zanne di pachidermi già custodite nei magazzini degli stati in questione. Il principio era stato discusso durante l'ultimo vertice dei paesi firmatari della Cites, a Harare, nel giugno 1997. Alla fine aveva prevalso l'opinione positiva: permettere a paesi che faticano a quadrare i bilanci di far entrare dei soldi in cassa. Nell'immediato, lo Zimbabwe fornirà al Giappone 20 tonnellate d'avorio dai suoi stock; poi la Namibia seguirà con 13,8 tonnellate.
Ma la vendita di avorio, pur limitata e controllata, suscita polemiche. E' pur vero che l'elefante africano oggi non sembra sull'orlo dell'estinzione, come era nel 1989: allora si contavano in Africa circa 75.000 pachidermi, contro un 1,3 milioni di 10 anni prima. Nei soli tre anni dall'86 all'89 ne erano stati uccisi 300: illegalmente, poiché la caccia era già ovunque vietata. E' ben per quello che era intervenuta la Cites, trattato internazionale basato sull'idea che vietare il commercio di animali o parti di essi sia uno strumento in più contro la caccia illegale.Eppure, non è chiaro se il bando sul commercio abbia davvero aiutato a sconfiggere il bracconaggio. E' noto invece che gli elefanti africani oggi tendono piuttosto alla sovrappopolazione. E ciò soprattutto in Africa australe, all'avanguardia in materia di ecoturismo e protezione naturale. Il responsabile del Wwf in Africa del sud, Ian MacDonald, lo conferma: "La loro sovrappopolazione mette in pericolo altre specie, come il rinoceronte nero e le piccole antilopi, che non trovano più cibo". Per non parlare del conflitto con le popolazioni rurali, perché gli elefanti sconfinano nelle zone coltivate e devastano campi e raccolti. Il Wwf era tra le voci favorevoli alla vendita limitata di avorio, anche perché "L'Africa è un continente povero: gli elefanti sono una risorsa che deve andare a beneficio delle popolazioni locali, che così saranno le prime a fermare il bracconaggio". Altre organizzazioni ambientaliste erano contrarie. E' ben vero, dicono, che si parla solo di elefanti già uccisi: ma chi distinguerà tra l'avorio "legale" e quello di contrabbando?





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